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Green Room

Regia di Jeremy Saulnier vedi scheda film

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La recensione su Green Room

di Mulligan71
7 stelle

Saulnier, classe 1977, si era già fatto notare con il discreto, ma interessante, "Blue Ruins", un thriller rurale che è diventato un piccolo culto. Con "Green Room" prosegue la sua ascesa in un Cinema di genere, ma di buona efficacia e di ottima fattura. Il budget è sempre piuttosto basso, ma le idee, la trama e l'efficacia di luci, regia e attori, sopperiscono bellamente, dando vita a un tesissimo thriller, claustrofobico e senza scampo. Anche la storia è abbastanza originale: una band punk, con citazioni musicali varie e dotte, si trova a suonare in un locale di neonazisti (mica tanto "nazisti dell'Illinois") e si trovano, loro malgrado, testimoni di un delitto. Da quel momento, la situazione precipita e per i quattro musicisti inizia un vero e proprio incubo, dal tramonto all'alba. Come detto, Saulnier gira bene, è convincente, l'atmosfera si fa rapidamente irrespirabile dopo la canonica mezz'ora di carburazione, e il sangue comincia a scorrere molto presto, in una chincaglieria nazistoide originale e inquietante. E' un altro gradino verso cose più grandi, per Saulnier, nella speranza che il suo talento non venga disperso da attori più famosi, produzioni più esigenti e cose simili. Un gioiellino da recuperare. Da segnalare che "Green Room" è stato il penultimo film di Anton Yelchin, uno dei ragazzi della band, morto nel giugno di quest'anno. Paradossalmente, piccolo spoiler, sarà l'unico a salvarsi, nel film.

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