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Il nemico invisibile

Regia di Paul Schrader vedi scheda film

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La recensione su Il nemico invisibile

di mck
7 stelle

Licht, mehr Licht!

 

 

I. Premessa: “Dying of the Light” n. 2 (rimontato), ovvero: Ciò che non è “Dying of the Light”.

“Ho dimenticato più cose di quante lei ne saprà mai.”

Da Langley, Virginia a Mombasa, Kenya, passando per Bucarest, Romania (mentre quasi 70 anni prima avveniva un altro Magical Mystery Grand Tour, quello di Sayyid Qutb, partendo da il Cairo, e ritorno, passando da Washington a Greeley, Colorado, e poi da Stanford, e Los Angeles, San Francisco, New York, decadenza, promiscuità, pop music, l'inferno sulla Terra, per poi scrivere dal carcere egiziano il manifesto politico/religioso dei Fratelli Mussulmani, e finire neutralizzato una dozzina d'anni dopo da Nasser), Paul Schrader...

- “Tu sei un uomo di fede, Mr. Lake?”
- “No, non sono credente.”
- “Io penso che tu lo sia... L'America, no? Voi vedete voi stessi come una religione, ho scritto molto su questo: l'American Way of Life. […] La sola speranza per l'islam, ora, è Marx: giustizia sociale!

...inscena una sua sceneggiatura originale - che in un primo momento avrebbe dovuto essere diretta da NWR, poi passato al ruolo di produttore esecutivo, qualsiasi cosa significhi in questo caso - con Nicolas Cage come co-protagonista (alla sua prima collaborazione col regista cui presto anzi subito seguirà immantinente quella offertagli dall'autore con l’immediatamente successivo“Dog Eat Dog” per compiere un vicendevole risarcimento e riscatto) al fianco del compianto Anton Yelchin, e di Irène Jacob.

“Tu hai una malattia del sangue. La mia malattia è nel cervello.”
Demenza frontotemporale (neuro-degenerazione non-Alzheimer) vs. talassemia [alfa o beta (anemia mediterranea)].

 

 

Non tocca la foto dei genitori in B/N, l'oramai ex agente C.I.A., ma gira sul retro quella di lui con Bill Clinton...

Poi Tim Silano (che comunque aveva già lavorato con Schrader per “the Canyons” e “Dominion - Prequel to the Exorcist”), per conto dei produttori (“non” è colpa sua, come “non” fu colpa del macellaio escissore Robert Wise lo scempio perpetrato nei confronti di “the Magnificent Ambersons”), agisce (esautorato ex-catedra Benjamin Rodriguez), come si descriverà in séguito, sul montaggio...
Fotografia del rumeno Gabriel Kosuth (che non ha potuto supervisionare la post-produzione) e musiche di Frederik Wiedmann, buon artigiano stakanovista di serie B.

 

E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere / se poi è tanto difficile morire.

Alla fine, quel che rimane di “Dying of the Light”, che così com'è e nelle intenzioni originarie va a comporre un'ideale trilogia, situandosi nel mezzo come punto di contatto e tratto d'unione, con “American Sniper” (“the Rookie”) e “Gran Torino” (“Blood Work”), affiancandosi, dall'altra parte della barricata, a “Spartan” di David Mamet, è un film troppo facile...

...verso il tramonto, sullo spegnersi del giorno, al calar del sole e al sorgere delle tenebre, poi, è peggio: sundowning, il Morir della Luce...

...facile come (ri)trovare una Flash-Pen Drive USB gettata dal ponte Grozavesty [quello facente parte del sovrappasso Basarab costruito dalla romana Astaldi S.p.A. (recentemente salvata - ma non “comprata” - da Salini-Impregilo con un aumento di capitale nell'ambito del Progetto Italia, finendo poi er lavorarci in consorzio) e situato vicino al Carrefour, per intenderci] nelle acque della Dambovita.

* * * (¼) - 6 (½)

 

 

 

II. Svolgimento: “Dying of the Light” n. 1 (“perduto”).

Sottrattogli dai produttori che l'hanno rimontato massacrandolo in una maniera che nelle loro capocce l'avrebbe reso più commerciale/smerciabile e in seguito rieditato con uno sforzo vendicativo dallo stesso Schrader [non-calvinista (originario di Grand Rapids, Michigan, e losangelin-californiano d'adozione) autore prima de "il Trascendente nel Cinema: Ozu, Bresson, Dreyer" e poi di imprescindibili e miliari pellicole della New Hollywood] in una terza e (im)perfettamente definitiva versione [ora fruibile previa richiesta all'UCLA Film Archive di Los Angeles e al Dipartimento di Cinematografia del MoMA di New York, oltre che in qualche auto(re)-alimentato torrente sotterraneo...] molto vicina alle intenzioni originali utilizzando copie lavoro su supporto digitale e ritagli nativi rimasti in suo possesso dal primo cut e servendosi dell'aiuto in sala di montaggio dell'editor originale, Benjamin Rodriguez, che tornerà a lavorare con Schrader per “Dog Eat Dog” e “First Reformed” e che già aveva studiato alla scuola della non-linearità di un editor come Hank Corwin (taglia e cuci per lo Stone tarantinesco di “Natural Born Killer” e il Malick di “the New World”, “the Tree of Life” e “Song to Song”),Dying of the Light” finalmente, per l'appunto, vedrà la luce divenendo e collassando in Dark”, il director's cut della pellicola che, morendo nella luce delle sue stesse fiamme, risorgerà dalle proprie ceneri. 

 

 

 

III. Addenda/Postilla: “Dying of the Light” - 3 (ri-rimontato), ovvero: DARK.

Su IMDb ha una media del “7.6” datagli da un totale di 10 voti (compreso il mio “9”).

“Dark” was filmed in 2013 and released in 2014 under the titled “Dying of the Light.” That film was taken from me after the first director’s cut, re-edited as well as scored and mixed without my input. I offered to revisit the film, cut and mix a new version at my own expense but was denied permission by the producers. This cut, now called "Dark," was created using work print DVDs. I had no access to the original hi-res footage and unmixed sound. I tried to used those limitations to my advantage when creating this new film. I had been working toward a more aggressive editing style when “Dying of the Light” was taken away. “Dark” represents the direction I was hoping to go. “Dark” was not created for exhibition or personal gain. It is for the historical record. A digital file of the film can be seen by prior request at the UCLA Film Archives in Los Angeles, the Harry Ransom Center at the University of Texas, Austin and the Museum of Modern Art film department in New York City.
Paul Schrader

 

 

- https://www.slashfilm.com/dying-of-the-light-protest/
- http://paulschrader.org/movies_dark.html
- https://www.indiewire.com/2017/12/paul-schrader-dying-of-the-light-nicolas-cage-dark-new-cut-1201905124/
- https://ilmanifesto.it/la-dolce-vendetta-di-paul-schrader-si-intitola-dark/
- https://www.vulture.com/2019/01/paul-schrader-in-conversation.html

“Licht, mehr Licht!”          

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