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Testimone d'accusa

Regia di Billy Wilder vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Testimone d'accusa

di bufera
10 stelle

Legal Thriller ante litteram,Testimone d'accusa (1957),con la regia di Billy Wilder, tratto dalla famosa commedia omonima di Agathata Christie, con un cast di grandi attori, primo tra tutti Charles Laughton. Per ritmo, suspence inganni e colpi di scena intrattiene lo spettatore con il fiato sospeso dall'inizio alla fine.

Locandina

Testimone d'accusa (1957): Locandina

 

TESTIMONE D’ACCUSA (Witness for prosecution)è un film del 1957,diretto da Billy Wilder, tratto dall’omonima commedia di Agatha  Christie, a sua volta rielaborata dal suo racconto del 1925. Questa versione è il miglior film tratto da una sua opera, a detta della scrittrice stessa.La sceneggiatura fu opera di Wilder, il quale oltre che regista fu anche un’eccellente e prolifico sceneggiatore,spaziando dalla commedia al dramma, genere cui appartiene questo film come legal thriller ante litteram,pieno di colpi di scena,inganni e tensione da far tenere il fiato sospeso allo spettatore dall’inizio alla fine. 

 

 La storia si incentra sull’assassinio di una ricca vedova per il quale è accusato uno squattrinato  senza un vero lavoro, di bella presenza che la frequentava in amicizia ed era stato fatto erede della sua fortuna,tale Leonard Vole(Tyrone  Power alla sua ultima prova completata, in quanto morì durante l’esecuzione del film successivo”Salomone e la regina di Saba,” poi sostituito da Yul .Brynner).Un amico procuratore convince a difenderlo un principe del foro Sir Wilfrid Robarts (un’indimenticabile Charles Laughton) appena uscito dall’ospedale a causa di un infarto,assillato dall’infermiera miss Plimsoll (una vivace Elsa Lancaster, che nella realtà era la moglie dell’attore) che insiste nel fargli assumere i farmaci dovuti ed evitare il fumo e l’alcol, ottenendo l’esatto contrario, lungo tutto il film, in  simpatici  e divertenti siparietti  che allentano la tensione del racconto.

 

Il primo problema che si pone è che la moglie dell’imputato, Christine Helm, cantante tedesca incontrata ad Amburgo durante una sua esibizione in un locale frequentato da soldati (una Marlene Dietrich dal fascino glaciale) che all’inizio aveva fornito agli inquirenti un alibi di ferro per il marito,affermando che la sera del delitto era tornato a casa in un orario in cui si stava consumando il crimine,non vuole testimoniare a suo favore. Poi, però, interrogata a sorpresa durante il processo, dopo altre testimonianze negative, offre una versione del tutto diversa e sposta l’orario del rientro a casa a 45 minuti più tardi e dichiarando che la giacca dell’imputato presentava macchie di sangue.        

                                                                                                                                

 A questo punto la linea difensiva di Sir Wilfrid comincia a vacillare, ma riceve una telefonata da una persona che afferma di avere del materiale interessante e lo aspetta alla Stazione.Qui egli incontra una donna dallo strano aspetto e linguaggio che gli offre, dietro compenso, diverse lettere compromettenti di Christine al suo amante in cui rivela la verità su quanto è realmente accaduto. 

 

 

Da questo momento l’intreccio dei colpi di scenae delle versioni dei fatti è talmente complesso e interessante che lo stesso regista nei titoli d’inizio si raccomanda di non svelare gli eventi finali…….e chi scrive non si discosta, anche se in tutti questi anni il film sarà stato visto da quasi tutti…                                                                                                                                                                                         

 

.Del resto questa recensione vuole essere più che altro una celebrazione del genio di Billy Wilder, che ha costruito un’opera perfetta per ritmo, suspence, dialoghi e studio psicologico dei personaggi,spesso doppi, e  di Charles Laughton, immenso attore che si era dedicato alla sua unica e ultima regia, due anni prima ( La Morte Corre Sul Fiume,1955) dimostrando un talento straordinario anche in questo campo.

 

 

Charles Laughton, Tyrone Power

Testimone d'accusa (1957): Charles Laughton, Tyrone Power

Marlene Dietrich

Testimone d'accusa (1957): Marlene Dietrich

Charles Laughton

Testimone d'accusa (1957): Charles Laughton

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