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Focus - Niente è come sembra

Regia di Glenn Ficarra, John Requa vedi scheda film

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La recensione su Focus - Niente è come sembra

di EightAndHalf
2 stelle

Classico esempio di cinemino in cui gli sceneggiatori pensano di saperne una più del diavolo, e i registi appresso a loro. O almeno questo pensiamo finché non scopriamo che sceneggiatori e registi sono le stesse due persone, e questo non ci consola, ma ci deprime ancora di più, poiché sembra che John Requa e Glenn Ficarra, con lo sprezzo del buon gusto, sprofondino e facciano sprofondare questa loro patinata nuova tediosa pellicola nel baratro dell'insignificanza, delle amenità finte trendy che con la musica giusta riescono anche ad irritare senza possibilità di salvezza alcuna, il tutto abbellito dall'autoconvinzione costante di potersi far prendere sul serio nonostante l'ironia e il savoir faire abbastanza imbarazzanti di un Will Smith mai stato così fuori forma attoriale. Dal canto suo Margot Robbie ci mette il suo bel corpicino che già avevamo gustato in The Wolf of Wall Street ma non aggiunge nulla a un imbolsito blockbuster che chiamerà a sé il pubblico del weekend rimanendo nella memoria solo il tempo della fruizione (per fortuna di un minutaggio non eccessivo che non supera le due ore). In tempi di secca e di sfumature, in un 2015 che ancora non ha offerto grandi occasioni se non l'Inherent Vice di Paul Thomas Anderson, Focus arriva come il colpo di grazia, laddove si tenta, con una storiella da quattro soldi, di destare un interesse che non riesce nemmeno a scalfire il minimo sindacale per dirsi quantomeno intrattenuti da una melmaglia indigesta di stereotipi di genere e di personaggi piatti e ridicoli. Lui si innamora di lei, ma è un truffatore. Lei aspira a saper truffare come lui, ma si dicono bugie continue, così come le dicono al resto del mondo, finché non si arriva alla goccia, e trionferà, forse, il vero amore. Niente spoiler, già i primi cinque minuti fanno capire cosa abbiamo di fronte: un film dai tempi cinematografici totalmente sballati, dialoghi imbarazzanti resi ancora più imbarazzanti dal doppiaggio paratelevisivo, una sequela di twist che non sembrano neanche costruiti ad hoc per quanto sono forzati e inverosimili (vedasi l'esilarante discorso sull'inconscio dello scommettitore orientale pronunciato fuori campo da Will Smith mentre scorrono le immagini del tranello ordito ai danni del primo), e un tono patinato e tirato a lucido che strapperà qualche grassa risata solo con l'ausilio della volgarità e non certo con lo charme posticcio di protagonisti fuori parte e fuori tempo massimo.

Non funziona nulla, in Focus, dall'intreccio alla confezione, tanto che neanche si può dire che sia davvero fatto bene. Si salverebbero solo alcune sequenze che sembrano fuori dal resto della storia (come la preparazione dell'incidente d'auto nel prefinale), ma sono anche quelle fin troppo immerse nella nauseante brodaglia, tanto che risultano inutili ai fini di qualsiasi rivalutazione. Riuscirà il nostro eroe (il pubblico) a non farsi fregare ancora?

 

locandina

Focus - Niente è come sembra (2015): locandina

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