Regia di Bernardo Bertolucci vedi scheda film
Un film riuscito, interessante e ricco di fascino.
Bertolucci dà vita a un'opera misteriosa, atipica ed esotica, dove i personaggi principali, due coniugi statunitensi benestanti e annoiati, in crisi con loro stessi e con i loro affetti, vengono messi a dura prova e vedono crollare le loro certezze, se non addirittura le loro stesse esistenze. I loro discorsi e i loro pensieri, spesso aridi, mentali e, di fatto, superficiali, svaniscono in confronto agli spazi immensi del Sahara, ai suoi profondi e palpabili silenzi, a una natura atrocemente selvaggia e a delle popolazioni e stili di vita radicalmente differenti dai loro.
La protagonista Debra Winger, una scrittrice agiata, dopo aver intrapreso un viaggio nel Sahara col marito, a seguito della morte di quest'ultimo (con cui era in grave crisi) a causa del tifo, intensamente confusa e provata, continua il suo profondo e pericoloso viaggio nel deserto; lì, a seguito di nuove incredibili esperienze, interiormente sperimenta la caduta di tutti gli schemi occidentali a cui era abituata (che qui appaiono totalmente nella loro fragilità e schematicità) e, forse per la prima volta, tocca davvero con mano l'idea e la sensazione della morte. Qui Bertolucci dà il meglio dell'epicità del suo stile, mostrandoci davvero il deserto in tutto il suo fascino selvaggio, condendolo con una colonna sonora impeccabile.
Direi quindi che Il tè nel deserto non è tra i capolavori del grande regista, ma è un film riuscito, interessante e ricco di fascino.
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