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Suspiria

Regia di Dario Argento vedi scheda film

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La recensione su Suspiria

di cheftony
8 stelle

Profondo Rosso e Suspiria, con ogni probabilità i migliori film di Dario Argento, cosa che tutto sommato suscita un enorme dispiacere se si pensa che i due film sono datati 1975 e 1977, hanno segnato una svolta nella carriera del regista: Argento molla il thriller puro, abbraccia l'horror, il fantasy, non disdegna un tocco di splatter, creando così due grandi opere e poi, purtroppo, tante banalità in successione negli anni a seguire.

Se Profondo Rosso era un po' un azzeccatissimo miscuglio dei due generi, Suspiria scava un solco profondo; la trama è davvero risibile e poco intrigante: la giovane Susy si iscrive all'Accademia di ballo di Friburgo, dove trova un'accoglienza fatta di morti atroci, insegnanti burbere e sospette, pianisti ciechi, segreti più o meno fondati. I tempi, la logica, le psicologie hanno importanza scarsa se non addirittura nulla, i risvolti stregoneschi, seppur potenzialmente interessanti, lasciano il tempo che trovano per il modo piuttosto sbrigativo con cui vengono trattati.
Suspiria, infatti, gioca tutto sui suoi punti forti, costituiti da un'atmosfera inquietante, soffocante a causa dell'intensità dei colori predominanti rosso e blu, atmosfera che ben si presta ad un plot sovrannaturale, grazie alla grande cura riservata agli interni barocchi e liberty; gli altri assi nella manica sono un Argento ispirato per quanto riguarda inquadrature e fantasia nelle scene mortali (davvero magistrali i primi 15 minuti), e, soprattutto e senza che Argento me ne voglia, la straordinaria colonna sonora dei Goblin, autentica linfa del film, che senza di essa resterebbe in parte privo della sua suggestività. Suspiria, film senz'altro debitore nei confronti di alcune opere di Mario Bava ma comunque provvisto di una sua originalità, supplisce ai difetti di sceneggiatura basando le proprie fondamenta su una grande creatività nelle riprese, nella fotografia, nelle scenografie, volte a fornire immagini oniriche ed avvolgenti; creatività che, ahinoi, sembra sia andata perduta.

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