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Superman II

Regia di Richard Lester vedi scheda film

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La recensione su Superman II

di maso
8 stelle

 

Superman II (1980)

 

 

Il secondo Superman con Christopher Reeve era già stato programmato pari passo con il primo capitolo e molte scene vennero girate nella medesima produzione proprio per sfruttare e coinvolgere attori e crew senza soluzione di continuità, un approccio prduttivo singolare ed innovativo per il tempo, ma quando il primo film uscì tra i produttori e il regista Dick Donner i rapporti erano già logori.

Il successo enorme di Superman the movie non salvò Donner dal licenziamento e questa dipartita dalla produzione del secondo film causò una serie di effetti a catena che intaccarono non poco il risultato finale di questo sequel: in primo luogo il talento di Donner aveva centrato in pieno lo spirito del film non solo sulla pellicola ma anche dietro le quinte visto che tutti i suoi attori lo adoravano ed era assecondato per ogni sua scelta dallo staff e gli addetti di scena, in particolar modo Brando ed Hackman avevano un rapporto splendido con il loro regista e quando fu licenziato si ribellarono ferocemente ai produttori che lo avevano scaricato per aver dilatato neanche di troppo tempi di produzione e budget a dispetto di un film riuscitissimo e che garantiva sul mercato un potenziale di sicuro incasso elevato ancor prima dei riscontri al botteghino.

Il risultato fu che Brando proibì di usare il personaggio di Jor El da lui interpretato per il secondo film e Hackman si rifiutò di recitare in ulteriori scene dove incarnava Lex Luthor ma se nel secondo caso la produzione fu fortunata visto che le scene con Hackman erano state in pratica tutte completate non potè fare a meno di rimettere le mani sulla sceneggiatura e spostare il rapporto fra Superman e il suo passato kriptoniano dal padre alla madre e questo scarto fra il primo e il secondo film si nota eccome.

L'incaricato di portare a termine l'impresa fu Richard Lester, stroico regista britannico di film comici e commedie brillanti che spostò la freccia in quella direzione e infatti il film è pieno di gags tipiche dei suoi lavori precedenti, la professionalità del regista amico dei Beatles non si discute ma se si considera che lui stesso dichiarò di non aver mai letto un fumetto di Superman il film sembra un pò scostarsi dal suo predecessore nel quale Donner aveva centrato perfettamente il tono insistendo sull'aspetto della veridicità.

Gli elementi che salvano il film e lo rendono un degno sequel del primo episodio sono gli intarsi della trama con lo sviluppo del rapporto fra Lois e Clark in cui lei da la caccia all'uomo d'acciaio nascosto dietro di lui e soprattutto la sfida a colpi di superpoteri fra il protagonista ed i superstiti di Krypton incarcerati dal padre di Kal El nella zona morta che liberatisi da essa giungono sulla terra in cerca di gloria e in pratica fanno il film: Zod, Ursa e Non sono la parte migliore di Superman II con una menzione speciale per un superlativo Terence Stamp nel ruolo del capo banda galattico che per me in questo ruolo sarà sempre insuperabile così come Reeve nel ruolo di Superman.

Lester dovette rigirare parcchio materiale per ottenere il credit alla regia che ovviamente deve coprire il 51% del girato, Donner era molto avanti con le riprese e quindi tutto ciò che riguarda Hackman è opera sua e dove mancava qualcosa hanno usato degli escamotage con campi lunghi dove non è inquadrato in primo piano, Lester è fautore di tutte le sequenze che descrivono l'evolversi del rapporto fra Lois e Superman fino al bacio finale che risposta le lancette al punto di partenza tanto che quella soluzione fu proprio una sua idea che risolse anche il problema che il finale del primo film programmato per questo era già stato effettivamente utilizzato.

Fu riscritta la scena iniziale della Torre Eiffel in cui Superman salva Lois che è solo una delle molte in cui si sviluppa questo tema tipico del fumetto, altre sequenze in cui Lois e Clark giocano una sorta di nascondino furono completamente riscritte o rigirate, ad esempio c'è un provino di scena molto bello in cui Lois smaschera Clark con un colpo di pistola che non fu girato e sostituito dalla scena del caminetto sicuramente meno bella di quella originale, la scena della sceneggiatura originale la si può trovare montata in "The Donner cut" di cui parlerò in chiusura.

La caratteristica di queste sequenze girate dopo l'abbandono di Donner è il cambio umorale e di fisionomia di Margot Kidder, se ci fate caso ha un viso molto emaciato, più smunto e con poco trucco oltre ad una acconciatura orrenda che la rendono molto diversa anche caratterialmente dalla Lois originale del primo film e secondo me lo si deve alle scelte di Lester che voleva giustamente focalizzare il film sulla love story fra Lois e Superman perchè come detto da Tom Mankievicz in uno degli special sulla realizzazione il succo del discorso è tutto qui, e cioè che Superman ama perdutamente Lois Lane e in questo film il tutto emerge in maniera evidente con dei risvolti drammatici della storia che sicuramente arricchiscono il personaggio di Superman ma questo scarto caratteriale e di immagine non solo dal primo film ma anche all'interno di questo mi ha sempre disturbato, notate nella sequenza della tavola calda diretta da Donner dove Clark fa a botte con il camionista quanto Lois Lane sia diversa anni luce da quella con l'acconciatura orrenda ridisegnata da Lester; oltre a ciò bisogna ammettere che lo scontro fra Superman ed i suoi super nemici mette il resto se non in secondo piano almeno un pelo indietro.

La sequenza sulla luna e l'arrivo nel paesino con Clifton James sceriffo dimesso sono due sequenze godibilissime in cui Zod, Ursa e Non possono dar sfoggio della loro crudeltà ma il top lo si raggiunge nello scontro con Superman nel centro di Metropolis in cui c'è la fusione perfetta dell'idea del fumetto contaminata dalla comicità del cinema di Lester: in questo tratto siamo in un territorio ibrido del lavoro dei due registi che hanno realizzato questo film tanto che è difficile comprendere quale scena sia stata girata dall'uno o dall'altro ma rimane il fatto che nel ciclo dei 4 film che hanno come protagonista Christopher Reeve è senza dubbio la più bella e memorabile, quella in cui la trasposizione dalla carta del fumetto alla pellicola del film è riuscita meglio, con dialoghi briosi e effetti speciali artigianali di gran lunga più godibili di un freddo effetto al computer e i product placement dei colossi Coca Cola e Marlboro ad incapsulare il tutto,

da quando Superman vola sull'asta della bandiera del Daily Planet fino a quando gli viene tirato contro l'autobus è grande cinema tanto che per merito di questa sequenza molti considerano questo film superiore al suo predecessore.

Il film nonostante i guai produttivi bissò il successo del primo grazie anche alla conferma di due fattori essenziali come Reeve ancora splendido e la musica di Williams ma a distanza di anni dalla sua uscita molti fans continuavano a chiedere una versione firmata da Dick Donner che accontentò la platea producendo la cosiddetta "Donner cut" in cui cercò di ricostruire con il materiale d'archivio la versione più coincidente possibile all'idea che aveva in testa per questo film.

Io possiedo una copia allegata al DVD ufficiale dell'edizione uscita al cinema e devo dire che con molta passione hanno fatto un bel lavoro anche se il film non può essere paragonato a quello ufficiale in maniera onesta: hanno ripristinato tutto il rapporto fra Superman e Jor El, inserito una curiosa sequenza in cui Lois mette alla prova Clark insospettita da una foto sul giornale del suo alter ego, montato il già citato provino in cui Lois smaschera Clark con molta ironia e azzardo rimanendo più aderente alle sue caratteristiche del primo film, un montaggio più ricco e spettacolare della sequenza dello scontro fra i grattacieli di Metropolis che certifica che anche li molta farina proviene dal sacco del grande Dick Donner e il finale originale che è però identico a quello del primo film e quindi appare ovvio che avrebbero dovuto sicuramente scrivere qualcosa di alternativo ma a conti fatti credo che se Donner avesse concluso il suo lavoro Superman II poteva anche essere superiore al primo capitolo visto che lo scontro con degli avversari che hanno i suoi stessi poteri garantiva un grado di spettacolarità elevato; concedo comunque un giudizio alto alla versione di Lester perchè nonostante l'eccessivo utilizzo di comicità grossolana e la pessima mescolanza fra le sue sequenze e quelle di Donner il film risulta comunque divertente e si allinea al suo predecessore cosa che non posso affermare dei due successivi capitoli.

 

 

 

Christopher Reeve in Superman II (1980) Una scena simbolo di Superman II è il lancio della S dell'uomo d'acciaio contro Non che graficamente appare come un lenzuolo avvolgente in lattice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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