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Youth - La giovinezza

Regia di Paolo Sorrentino vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Youth - La giovinezza

di bufera
7 stelle

locandina francese

Youth - La giovinezza (2015): locandina francese

 Contemporaneamente alla sua presentazione a Cannes,come fu per La grande Bellezza, è uscito sui nostri schermi l’ultima fatica di Paolo Sorrentino YOUTH-LA GIOVINEZZA, accompagnata da maggior riserbo rispetto all’altro film. Con una sceneggiatura scritta di getto dallo stesso Sorrentino, in una comproduzione italo-franco-anglo-elvetica, girato utilizzando tutti attori di fama stranieri, viene affrontato il tema del passare del tempo, con la crescente importanza del passato rispetto al presente e al futuro. Il tono è sempre non troppo profondo e spesso comico, proprio per non appesantire la percezione di questo aspetto della vita e voler considerare la possibilità di progetti e passioni per il possibile futuro della terza età. Ma questo è un punto di partenza come un altro, per svolgere il tema a più ampio respiro: infatti non ci si trova in un ospizio, bensì in un centro benessere sulle Alpi Svizzere, dove persone di varie età si riposano e cercano di mettersi in forma. L’albergo/sanatorio è lo stesso di cui parla Thomas Mann nella Montagna Incantata, anche se ora ultramoderno, il paesaggio è magnifico, per le montagne, non innevate perché è estate,     e il verde dei prati e degli alberi che infondono speranza. Due amici di vecchia data, un compositore e direttore d’orchestra di chiara fama,  ottantenne e ormai in pensione, Fred Ballinger ( Micael Caine), accompagnato dalla figlia Leda (Rachel Weisz), e Mick  un altrettanto anziano regista cinematografico che sta tentando di completare la sceneggiatura del suo film testamento (Harvey Keitel) si ritrovano abitualmente in questo posto, in vacanza per riposarsi e ricaricarsi. Così cominciano a parlare del futuro, delle difficoltà nel fare cose fatte tante volte in passato e nel gestire i figli, durante lunghe passeggiate, massaggi, bagni in piscine salutari, e  momenti di relax. Fred appare controllato, salvo quando spara le sue battute all’inglese sulla difficoltà alla minzione e sulla fauna che li circonda, ostinandosi  a rifiutare l’insistente invito della Regina Elisabetta a dirigere un suo capolavoro (la canzone semplice) per il compleanno del Duca di Edimburgo, con la motivazione che nessuno potrebbe cantarla come sua moglie, ormai non più in grado. Mick è indaffarato con i suoi collaboratori nella ricerca di un buon finale del suo film, ma riceve la visita di Brenda ( Jane Fonda), l’attrice che lui ha lanciato e che dovrebbe esserne l’irrinunciabile interprete, la qualec rifiuta preferendo il contratto per una serie tv, più lungo e meglio remunerato, trascinando il loro dialogo in una serie di rinfacci di cattivo gusto, mentre la mdp in  primissimo piano ingigantisce e sottolinea  i segni della vecchiaia sui loro volti. In contrasto una bellissima Miss Universo che si immerge voluttuosamente nell’acqua cattura l’ammirazione dei due anziani una volta a dir loro grandi conquistatori. Un momento onirico alla Fellini mostra un nostalgico Mick in mezzo a figure femminili di suoi personaggi, alcuni esagerati e grotteschi, che pian piano compaiono e affollano lo spazio verde antistante l’albergo per poi improvvisamente sparire. Mentre egli si proclama regista di donne con amarezza, una figura molto ben riuscita di attore hollywoodiano sconfortato dalla preparazione del personaggio di Hitler ( un Paul Dano indimenticabile) gli ricorda che è un grande regista e basta. La vacanza sta per finire e Leda, innamorata del padre Fred, cede al rude fascino di un alpinista e i due anziani amici faranno le loro scelte. Bellissima e commovente la figura di Fred che porta i fiori sulle tombe di Stravinski e della cosorte, per poi recarsi a trovare in clinica la sua moglie totalmente demente che guarda nel vuoto ,metre lui le ribadisce il suo amore…Anche se i tempi sono rarefatti e non c’è una vera storia, piccoli e grandi fatti scandiscono il soggiorno/limbo del campionario umano in cui dominano due grandi artisti, giunti al capolinea. In una cornice patinata non ci vengono risparmiate raffiche di battute anche divertenti ma profondamente amare (non manca l’evocazione di Maradona, pesante e imbruttito, che palleggia con una palla da tennis). Mentre giovani e piccole fanciulle accennano con grazia movimenti di danza…..Film ridondante di figure, parole e musiche funzionali, falsamente superficiale e profondamente crudele, dove Sorrentino non smentisce le sue alte qualità di regista di attori e abilissimo creatore di atmosfere non per forza fastose, e che fa della mdp ciò che vuole. Ma dopo un primo momento di esaltazione cala la tristezza e la domanda su cosa ci dà questo cinema di osservazione disincantata almeno all’apparenza. La giovinezza intesa come potenzialità creativa e di realizzazione a qualsiasi età sembra qui solo una vana speranza.

 

Michael Caine, Harvey Keitel

Youth - La giovinezza (2015): Michael Caine, Harvey Keitel

Michael Caine, Harvey Keitel

Youth - La giovinezza (2015): Michael Caine, Harvey Keitel

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