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Vampyr

Regia di Carl Theodor Dreyer vedi scheda film

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La recensione su Vampyr

di chinaski
9 stelle

L’uomo con la falce suona una piccola campana sul pontile di un fiume. E attende. Un altro uomo cerca una stanza in una locanda, la macchina da presa ne traccia lo spazio interno. I rintocchi di quella campana. Come presagi.

 

Una chiave che gira, la porta lentamente si apre, il corpo invecchiato di un uomo, un risveglio carico di tensione, l’insegna in ferro di un angelo, la bianca calma della mattina che filtra dalla finestra. Parole misteriose. Come presagi.

 

Figure vive, nere, appiattite contro i muri.

 

Danze e inquietanti orchestrine.

 

Stanze alchemiche, la poltrona imbottita di pelle, i libri e gli strumenti, dei teschi appoggiati sopra un camino.

 

L’uccisione di un uomo attraverso le ombre del suo assassinio, i dettagli degli ultimi istanti di vita, le palpebre che si abbassano, i respiri sempre più brevi, le candele che vengono accese, un pacco da aprire, solamente dopo.

 

Un libro maledetto, primi piani di volti trasfigurati dalle emozioni, la malattia, gli occhi bianchi sotto le palpebre, il polso debole, traiettorie visive che evocano altri possibili piani di realtà, gli attrezzi per le trasfusioni, il sangue, unico e prezioso.

 

Litanie ipnotiche che oltrepassano uno porta in penombra appena socchiusa, lampi nella mente, una mano scheletrica, una boccetta di veleno, la paura, sussurrata, in un angolo dell’inquadratura.

 

Un’anima sovraimpressa che lascia un corpo seduto su una panchina, vaga nelle immagini, trascende la carne nella visione della propria fine, una donna legata in una posizione innaturale, perché non possa più mordere.

 

Macabra soggettiva dall’interno di una bara, le trame misteriose del legno del soffitto, volti grotteschi, le geometrie delle linee di una chiesa, le forme astratte degli alberi, tutto scompare nella condanna del risveglio.

 

La morte può mostrarsi, liberata da una maledizione, nuvole nere in un cielo fantasma.

 

Scariche elettriche, un volto enorme e una porta chiusa, risate insane, apparizioni, una caduta dalle scale, le ruote dentate che girano, ingranaggi dell’orrore, una barca scivola nella nebbia di un fiume, echi di voci, un bosco perduto.

 

Attraversiamo la luce eterna di chi non è più qui.

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