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Vampyr

Regia di Carl Theodor Dreyer vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Vampyr

di bufera
10 stelle

in questo film Carl Theodor Dreyer affronta il tema della paura in una meditazione surreale dove la logica cede il passo alle emozioni fino al terrore che assale nella percezione di un'altra realtà dove si aggirano gli spiriti maligni che tormentano i viventi.

Locandina originale

Vampyr (1932): Locandina originale

 

Con il film VAMPYR (1932) Carl Theodor Dreyer affronta il tema della paura in una meditazione surreale dove la logica cede il passo alle emozioni fino al terrore che assale nei momenti di percezione di un’altra realtà dove si aggirano spiriti maligni che tormentano i viventi. Liberamente ispirato al racconto Carmilla di Sheridan le Fenu, che ha codificato le regole del mito del vampirismo femminile, il film ci conduce attraverso una storia dove un uomo, il giovane  studioso di filosofia e occultismo David Gray, si imbatte in circostanze misteriose e inquietanti durante il suo soggiorno in una locanda di una cittadina sulle rive di un fiume. La lettura di un libro, donatogli da un vecchio che subito morirà, lo porta a conoscenza dell’esistenza di una donna vampiro che infesta la zona da secoli. Nel frattempo strane apparizioni e percezioni sonore  rendono il posto sempre più macabro e angosciante il regista ,anche affrontando il tema dell’horror ci fa partecipi della sua immensa arte attraverso le immagini del fiume, della natura, delle figure che si muovono come fantasmi, anche se dotate di ombra ben stagliata sul fondo degli ambienti esterni. Negli interni due giovani sorelle che vi abitano e dei servi, tutti dominati dalla paura, percorrono i corridoi  mentre si allunga il campo della mdp rendendoli ancora più inquietanti. Una campana che si staglia contro il cielo e accanto la  figura di un undividuo di spalle che impugna una falce fanno il resto. Si aggiungono altri eventi che fanno decidere il giovane a porre fine alla sciagura che incombe sul posto e nella casa dove una delle due sorelle è diventata vittima della vampira, celata sotto le sembianze di una vecchia del posto.Identificato il fornitore di sangue fresco e seguendo le regole del libro, tutto si potrebbe risolvere se ci fosse un aiuto efficiente…  

 

Quest’opera, a suo tempo male accolta e oggi ritenuta un capolavoro, è, secondo una certa critica, “un esempio mai eguagliato di come la cinepresa possa trasfigurare, con i suoi mezzi, ambienti e situazioni reali trasferendendoli dalla dimensione quotidiana a una sfera fantastica dove il soprannaturale, senza alcuna forzatura, si fonde con l’aspetto naturale delle cose”.  Con parole personali non posso non concordare e aggiungere che, pur avvertendo la paura e la suspence di ciò che potrebbe avvenire le immagini sono così belle da rasserenare: ora nitide ora sfocate, il cielo che condiziona con l’uscita del sole l’esistenza dei vampiri è ripreso spesso offrendo suggestioni diverse, l’incubo di David Gray della propria sepoltura, insistito in varie forme   e sequenze, la scena della vampira accanita sulla giovane vittima, l’apertura della sua tomba nel lugubre cimitero di notte….sono tutte indimenticabili. Qua e là lo sguardo vagamente ironico di Dreyer si avverte e ci supporta, insieme ad un sonoro strumentale molto efficace e ai dialoghi molto limitati, pur trattandosi del primo film sonoro dell’Autore, che, forte delle sue immagini e dei pannelli narrativi, ne fa un uso saggio e parco.  Il film resta un capitolo isolato nella fimografia di Dreyer, che non esprimerà mai più con tale libertà la sua fantasia e le sue inquietudini sullo schermo. L’Autore, sfiduciato per l’insuccesso riportato da  questo film, si allontanerà dal cinema per undici anni, tornando alla sua attività di giornalista. Oggi sembra impossibile ma ai Geni accade anche questo.                       

 

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