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Lo squalo

Regia di Steven Spielberg vedi scheda film

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La recensione su Lo squalo

di emil
9 stelle

Un grande squalo terrorizza le coste della ridente Amity Island, immaginaria località costiera della California, fra l'indifferenza delle autorità che minimizzano il pericolo e la lungimiranza del capo della polizia che chiede la chiusura delle spiagge.
Quando la conta delle vittime aumenta, una task force composta da quest'ultimo, un burbero cacciatore ed un biologo marino si imbarcherà in una tragica e letale battuta di caccia.

La poesia di questo thriller acquatico è tutta nel crepuscolare incipit, il primo attacco: una giovane si tuffa nelle placide ed immobili acque della costa: sullo sfondo un banco di nuvole retroilluminate dalla luce del sole che tramonta , un bagliore quasi celestiale , indifferente ed impassibile alla tragedia che si consuma.
E così la tensione cresce minuto dopo minuto, si consolida attraverso una messa in scena essenziale e secca: guardare senza vedere, percepire la presenza del mostro senza mai scorgerlo. È una questione di sguardo , quello fenomenale dell'allora ventiseienne Spielberg, che fa di necessità virtù ( la rottura degli squali meccanici ) lavorando maggiormente sulla tensione che nasce dell'attesa, dalla rivelazione "fisica"dello squalo, che di fatto avviene dopo un'ora di film. E cosi ogni scena, ogni inquadratura sembra l'ultima prima della manifesta visione, prima che il corpo dell'animale invada famelicamente lo schermo; un meccanismo perfezionato da una soundtrack entrata nel mito e da grandissimi angoli di ripresa, palesati quasi tutti nella magnifica battaglia finale.
E che battaglia signori miei. Tre uomini contro il mostro, un battello "rivale" (Orca), che solca i mari spavaldo alla ricerca della vittoria, guidato dalla mano ossessiva e cocciuta del proprio comandante verso una resa dei conti crudele.
È da questo momento che il film sembra assumere in tutto e per tutto sfumature noir, una lotta impari fra uomo ed animale , un cielo opprimente che schiaccia ogni speranza , un'aria di imminente disfatta. Ma non c'è alcun simbolismo in questo disperato confronto , lo squalo non rappresenta nient'altro che se stesso, gli uomini sono semplicemente in lotta per difendere il territorio che credono sia loro ma che in fondo non gli appartiene. É la lotta per la sopravvivenza che passa attraverso la conquista fisica dello spazio, l'istinto irrefrenabile di ogni creatura.
Straordinari gli interpreti , su tutti Roy Scheider, impegnato come sempre in una prova misurata ed intensissima, capace di lasciar trasparire con delicatezza una gamma di emozioni che spaziano dalla paura all'intrepidezza, un evoluzione sottovoce e trattenuta che lo trasforma in un eroe suo malgrado, ma anche Dreyfuss e Bernard Shaw sono epocali.

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