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La legge è uguale per tutti... forse

Regia di Ciro Ceruti, Ciro Villano vedi scheda film

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La recensione su La legge è uguale per tutti... forse

di Furetto60
4 stelle

Commedia comica a sfondo poliziesco.Trama esile, gag scontate,nel complesso mediocre. Tuttavia buone, le prove dei personaggi di contorno.

Due cognati, Damiano e Cosimo sono alle prese con problemi di “legge”. Il primo è un ambizioso quanto dilettante avvocato, che, grazie ad un cavillo legale, aveva dieci anni prima vinto la causa per la sua prima e ultima volta e scansato la galera ad un ragazzo affetto da disturbi psichici, accusato di avere ucciso i suoceri e che, paradossalmente si ritrova in casa, in qualità di fidanzato della figlia, la moglie è morta molto tempo prima, mentre il secondo, è un cialtrone, che vive di espedienti, si arrangia con piccole truffe religiose ai danni degli anziani, ma ha un bel rapporto con la nipote, che ha più confidenza con lui che con il padre. Un giorno Cosimo per una serie di fraintendimenti, viene accusato addirittura di un omicidio, che comunque non ha commesso. Nella storia bislacca si inseriscono poi anche un altro parente prete e l’amante di Cosimo. Nei panni della moglie arpia, ritroviamo la cabarettista Floriana De Martino sempre brava. La regia propone una commedia comica, a sfondo poliziesco, però la trama gialla è evanescente, le gag sono scontate e le trovate linguistiche, che dovrebbero suscitare ilarità, sono ridicole, ad esempio Il giuramento di Ippocrate, diventa il giuramento dell’ippopotamo, gli equivoci verbali sono decisamente puerili, i siparietti tra maresciallo e sottoposto, sono appena appena simpatici, ma troppo ripetitivi. Se fosse un tema, scriverei nel giudizio, poche idee e per giunta confuse. Peccato perché a quanto leggo Ceruti e Villano, hanno fatto spettacoli teatrali e sitcom di grande successo e sul piano personale sembrano anche simpatici, peraltro si tengono sapientemente lontani da qualsiasi trivialità di cattivo gusto, ma ciò ovviamente non basta, a sollevare il livello di un film mediocre, eccezion fatta per il piccolo ma prezioso cameo, regalatoci da Riccardo Garrone, grande e compianto caratterista ,nelle vesti di un barbone.

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