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Il segreto del suo volto

Regia di Christian Petzold vedi scheda film

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La recensione su Il segreto del suo volto

di bufera
8 stelle

locandina

Il segreto del suo volto (2014): locandina

 

Con IL SEGRETO DEL SUO VOLTO (2014) il regista tedesco Christian Petzold torna sul tema della ricerca dell'identità ,specie ove  si siano subite vicende sconvolgenti al limite dell' annientamento, su un registro più altamente drammatico de La scelta di Barbara(2012) anch’esso ambientato nella Germania post- nazista quando le vite di tutti  erano sotto il controllo della Stasi.

Berlino nel 1945 era un cumulo di macerie, la gente cercava di sopravvivere reinventandosi  una nuova esistenza  e tentando di dimenticare il passato. Nelly, famosa cantante ebrea finita in campo di concentramento ad Auschwitz, ne è scampata per un pelo, dopo torture e vessazioni indicibili, creduta morta per un colpo di arma da fuoco alla testa e al volto che l'ha resa  sfigurata, sembrerebbe il soggetto adatto a compiere il percorso del rinnovamento a partire dalla plastica facciale cui deve necessariamente sottoporsi, con la possibilità di non essere più riconosciuta. Ma qui l’eco delle sofferenze inaudite che ha patito, la spinge a voler riavere paradossalmente il suo volto, per farsi riconoscere, da chi la ricordava ancora e soprattutto dal  marito Johnny, che tanto amava ed era il so pianista. Il chirurgo fa il suo meglio, in penuria di foto, e  Nelly , anche se con ematomi sotto gli occhi ed altri segni, può già assomigliare a se stessa e simette alla ricerca diJohnny, in contrasto con la sua più cara amica Lena, sfuggita ai nazisti prima a Londra e poi in Svizzera, che l’ha rportata a Berlino solo per accontentarla ,ma con il preciso obiettivo di trasferirsi in Palestina per partecipare alla nascita dello stato di Israele e della loro comunità, con il supporto dell’ingente eredità ottenuta da Nelly, dopo l’estinzione della sua intera famiglia. La donna, sin dalle prime sequenze a volto bendato, ai momenti in cui si guarda allo specchio, appare frastornata e senza la reattività degli ebrei sopravvissuti che vogliono rinascere in un territorio dove non ci sono persone con ideologie che li ha voluti sterminati, piuttosto che essere scomodi proprio perché sopravvissuti  tra tedeschi sconfitti e umiliati dai loro stessi crimini. Petzold , che ha scritto la sceneggiatura  con Harun Farocki, ispirandosi liberamente al romanzo Le ceneri di una defunta di Hubert Monteilhet, punta su un racconto realistico con progressive sfumature noir, riprendendo gli esterni  in brevi sequenze tra macerie, miseria, una vita notturna equivoca  con le luci rosse dei cabaret affollati da soldati ubriachi e donne di vita,come nel locale Phoenix, dove prima della guerra Nelly si esibiva, ma incentrandola negli interni, adattati al periodo,soffocanti e minimali, dove si ingrandirà il dramma interiore della protagonista. Ritroviamo l’attrice feticcio del regista Nina  Hoss come Nelly e nella, parte di Johnny, Ronald Zehrfeld, già protagonisti ne La scelta di Barbara. Ancora una volta la recitazione raggiunge le sue vette più alte di drammaticità e suspence nella sottrazione di ampie gestualità e parole a favore di sguardi che accentuano il doppio significato delle azioni,la metafora e il probabile vero sentire. Nelly rintraccia il marito che intravvede la somiglianza con la moglie ormai creduta morta, ma non volendo o non potendo crederlo,  pianifica con questa donna, persa  e innamorata  che si attacca all’amore ritrovato, una accentuazione della somiglianza col trucco e un arrivo da sola di fronte ad un gruppo di amici, per testimoniare che è viva e può recuperare la grossa eredità. Mentre Lena viene abbandonata disperata, perché ha sempre sospettato che la cattura di Nelly fosse stata frutto di una delazione da parte del marito, che subito aveva divorziato, questa donna innamorata non riceve un solo segno di affettività o di turbamento da parte del marito, che si limita alla recita. E proprio nella recita egli avvertirà alcuni indizi, mentre accompagna al piano Nelly che, in un’interpretazione straordinaria e crescente in emozione della canzone di Kurt Weill "Speak low "intensa e  sommessa come non mai, dallo sguardo e da quel volto che ha voluto mantenere esprime la sua verità …troppo tardi ...forse.

Nina Kunzendorf, Nina Hoss

Il segreto del suo volto (2014): Nina Kunzendorf, Nina Hoss

Ronald Zehrfeld, Nina Hoss

Il segreto del suo volto (2014): Ronald Zehrfeld, Nina Hoss

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