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The Lobster

Regia di Giorgos Lanthimos vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Lobster

di obyone
8 stelle

Colin Farrell

The Lobster (2015): Colin Farrell

 

Ai miei tempi erano tre i generi letterari che andavano per la maggiore alimentando un fitto sottobosco di scambi culturali tra i banchi di scuola. Il primo era quello delle "news". Circolava il "Corriere della Sera" e di tanto in tanto, specialmente l'ultimo anno, i colori della carta viravano nelle tinte ocra del "Sole 24 Ore". A leggerli era il secchione. Ben poca roba in una classe di oltre 20 studenti. Il secondo genere veniva custodito dai fratelli maggiori sotto il materasso o dai cugini in soffitta. A guardare le pagine patinate degli "hard magazine" era un terzo della classe circa. Di maschi a ragioneria ce n'erano pochi. Parlare di lettura, però, è, tutt'oggi, uno spudorato tentativo di trasfigurare la realtà. Il terzo era il genere "teen magazine", di gran lunga il più popolare, interessava il resto della classe. Le ragazze non smettevano di comprare quegli insulsi giornalini da adolescenti e allo stesso tempo ne criticavano costantemente il contenuto.
A differenza del porno che resistette senza cedimenti per tutto il quinquennio i "giornalini" persero la loro forza propulsiva nel volgere di un paio di primavere. Ma finché durarono aiutarono a spezzare la tensione tra un compito e un'nterrogazione. E allora come dimenticare quei test così sciocchi sulla compatibilità di coppia che ogni settimana contribuivano all'ilarità della classe? Erano un insulto all'intelligenza eppure quei giochini avevano compreso l'importanza dell'affinità di coppia e, nel proporre il loro "schema educativo", esaltavano quel processo di scelta sentimentale basato sulla condivisione del maggior numero di interessi comuni.
Ma è poi vero che bisogna avere qualcosa in comune affinché la storia tra due innamorati funzioni? A chiederselo c'è persino quel chirurgo dei rapporti umani, il regista Yorgos Lanthimos, che nei suoi film ha trattato il tema delle relazioni interpersonali incidendo ben oltre l'epidermide. In 'The Lobster", primo film in lingua inglese del regista ellenico, che vede protagonista Colin Farrell nella parte di un uomo abbandonato dalla moglie in una società distopica (o forse evoluta) in cui non è ammesso essere single, la domanda campeggia spesso nell'aria. Chi rimane solo, non importa se abbandonato dal partner, vedovo o semplicemente single al superamento di una certa età, viene accompagnato in una struttura ai margini della città dove cercare un (nuovo) partner. Chi non si adegua viene trasformato in un animale a propria scelta. I giorni concessi per raggiungere l'obiettivo sono pochi e per invogliare i maschi a darsi una mossa si infilano le mani, colte in flagranza di reato, in un tostapane bollente. I poveretti subiscono, inoltre l'umiliazione giornaliera di una strusciatina di natiche sui genitali per accendere quel desiderio che non potendo essere soddisfatto con le mani fumanti, o incatenate alla cintura dei pantaloni, può essere appagato solamente con un tête-à-tête in un delizioso motoscafo. La direzione, intanto, tra festine ed incontri lobotomizzanti sui privilegi dell'accoppiamento, organizza delle partite di caccia nel bosco dove vivono gli "animali" e i "single" che non hanno accettato la forzatura di una relazione precompilata, scappati prima di diventare conigli, cani o farfalle. Il mondo è vario ed i clienti dell'hotel mostrano inclinazioni diverse. Qualcuno preferisce divenire un pony, qualcuno mostra il cinismo dell'indipendenza, qualcuno sogna di scappare, qualcuno è pronto a mentire per trovare quel necessario punto in comune che lo leghi ad una compagna. Già, perché senza quell'aspetto da condividere non è possibile costituire una nuova famiglia e tornare alla libera vita di città. Poco importa se questo punto comune sia un'affinità elettiva, una gamba zoppa od un naso sanguinante.
 

Ariane Labed, Colin Farrell

The Lobster (2015): Ariane Labed, Colin Farrell

 

Nel vuoto della ricerca affettiva, David (Farrell) si ribella, incapace di simulare quel cinismo che lo farebbe tornare a casa con una nuova e odiosa compagna. Cos'è dunque importante? Sommare una lunga serie di interessi comuni? Un rapporto può funzionare quand'anche i due poli si attraggano condividendo un certo modo di vedere la vita ma null'altro? La ribellione al sistema spinge David a vivere nella natura dove incontra altri angeli decaduti, guidati da una leader inflessibile (Léa Seydoux) che si oppone, per contro, ad ogni relazione sessuale tra i membri del gruppo. Ma le cose precipitano quando David si innamora della bella miope (Rachel Weisz) che ama mangiare i conigli per cena; miope come lui, s'intende, poiché i criteri di accoppiamento sembrano rimanere gli stessi anche fuori dalla rigida società omologata che sta di là del bosco...
 

Rachel Weisz, Colin Farrell

The Lobster (2015): Rachel Weisz, Colin Farrell

 

È sempre perfetta la messa in scena ed accuratamente studiato ogni dettaglio di questo nuovo Overlook Hotel. Il maniacale regista greco racconta la storia simbolica di un amore, spaziando tra primi piani ed inquadrature al limite del grand'angolo, tracciando un sentiero interpretativo che si aggiunge a quello sconnesso e irregolare che si inerpica nel bosco e declina lungo le scogliere.
 
C'è innanzitutto la storia d'amore, così come ci appare, tra un uomo e una donna che vivono il loro amore clandestino. Lanthimos mette a nudo l'ipocrisia dei rapporti umani, che spesso si basano su convenienza e abitudini piuttosto che su solidi sentimenti, denunciando una verità sconvolgente e terribile. Ogni persona è sola e rimane tale una volta completata la ricerca del partner secondo logiche di selezione improntate alla razionalità. E procedendo da quest'assunto il regista greco si chiede fino a che punto si può amare ridicolizzando qualunque futile collante che serva agli individui per non crogiolarsi nella propria solitudine. Nel caso dei due innamorati la miopia accresce un'affinità priva di dialogo che la sopraggiunta cecità smaschera rendendo visibile, a contrario, la mancanza di autentici sentimenti. Lanthimos fa della miopia e della cecità gli elementi simbolici di una storia d'amore che forse è destinata a produrre unicamente frutti avvizziti. Entrambi sono miopi in quanto incapaci di andare oltre l'affinità contingente che non avrebbe spazio in una situazione diversa. A contrario la cecità di uno potrebbe aprire gli occhi all'altro nel momento delle scelte più radicali che richiedono di prendere decisioni autonome anziché accettare un pensiero precotto. David, allo specchio, guardandosi dentro, deve optare tra un reiterato modus pensandi e la libertà di un agire personale, apparentemente vietato, che si discosta da quello sistematico.
 

Léa Seydoux

The Lobster (2015): Léa Seydoux

 
La libertà di giudizio ci introduce nel secondo registro interpretativo che è di stampo politico. Il mondo è diviso in due fazioni e l'estremismo regna in entrambe. Da una parte l'accoppiamento coercitivo e dall'altra la netta ed invalicabile separazione tra i corpi sono forme opposte ma simili di fanatismo. Il totalitarismo di una società acefala non si combatte con un'altro totalitarismo di opposto segno ma di identica sostanza. Per evitare che un regime ne scalzi un altro gli individui devono pensare con la propria coscienza ed opporsi all'omologazione acritica del pensiero. Altrimenti meglio diventare porci o cavalli o quei conigli le cui carni ne nutrono altre. Il coraggio delle proprie azioni spinge l'individuo a procedere controcorrente, come un'aragosta che senza voltarsi fugge dai pericoli captati camminando a ritroso evitando di divenire preda del sistema, che nel suo caso è l'habitat marino, mentre nel caso degli uomini è la società che spinge tutti gli individui nella stessa identica direzione.
Yorgos Lanthimos ha scelto di non assecondare gli schemi del cinema di massa e, senza rinunciare alla personale visione dell'arte, che lo discosta comunque dal sottobosco del cinema d'autore, facendone tra gli artisti più liberi, sarcastici e poco convenzionali, ha scelto egli stesso le sembianze del cauto palinuro diventando nel panorama del cinema europeo, se si può dire, del sottoscritto "la favorita".
 
NowTv
 

Rachel Weisz

The Lobster (2015): Rachel Weisz

 

 

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