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Crimson Peak

Regia di Guillermo Del Toro vedi scheda film

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alan smithee

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Crimson Peak

di alan smithee
6 stelle

"I fantasmi esistono per davvero. L'ho imparato all'età di undici anni", ci avverte Mia Wasikowska ad inizio film, mentre la vediamo fuggire ferita e straziata, più nel morale che nel fisico, nel bel mezzo di un panorama innevato e candido quasi irreale, che rende ancora più impressionante il rosso che si apre tra le ferite aperte e sanguinanti.
Il fantasma, terrificante alla vista, ma benevolo nelle intenzioni, è quello che inizia ad apparire da bambina ad Edith Cushing, figlia di un ricco impresario edile vedovo a causa del tifo che ne ha reso orfana la figlioletta. Apparendo a quest'ultima fugacemente una notte, il fantasma la mette in guardia da un luogo che alla bimba non può ancora dire nulla. Ben più chiaro apparirà l'avvertimento quattordici anni dopo, quando la ragazza è un'aspirante scrittrice di romanzi noir che tenta si sfondare nonostante le ricchezze e gli agi di famiglia potrebbero farla solo ambire ad un matrimonio di circostanza. Nonostante un caro amico di vecchia data, ora brillante medico in città, cerchi in ogni modo di farla sua, la ragazza si invaghisce di un brillante quanto misterioso individuo che contatta il padre per convincerlo ad acquistare un brevetto per l'estrazione di una preziosa argilla rossa, particolarmente adatta per l'edilizia.


Nonostante alcune tragiche e poco chiare circostanze, tra cui il decesso del padre della giovane in circostanze a dir poco sospette, Edith viene circuita dal giovane e ancor più dalla sua enigmatica sorella, fin tanto da cedere alla richiesta di matrimonio e convolare a nozze, trasferendosi nella dimora cupa e gotica dei due fratelli, una villa sinistra e fatiscente che tradisce un passato di prosperità e ricchezza ora perduti, circondata da una fanghiglia rossa porpora semi nascosta da una coltre di ghiaccio e neve che ne attenua le inquietanti tonalità.
Il rapporto marito-moglie-sorella diviene sempre più difficoltoso e contrastato, sino a far emergere le vere ragioni del matrimonio e i diabolici piani dei due fratelli legati tra loro da un rapporto innaturale dai tratti incestuosi, in un crescendo di tensione che la sapiente direzione registica riesce a controllare con maestria, tenendo ben desto lo spettatore, tra suspence a fior di pelle e qualche sobbalzo emotivo dalla sedia, spavento genuino grazie ad un attento e sapiente controllo dei tempi e dell'azione.


Guillermo Del Toro, dopo aver efficacemente sporcato la fantascienza con il sarcasmo un pò greve dei due Hellboy, dopo averci meravigliato (più visivamente che emozionalmente) con i labirinti senza uscita dei fitti ed aggrovigliati, cupi boschi del fauno,  si attornia e circonda questa volta di una scenografia magnifica che trova - nello stile gotico e funereo di una casa che vive di vita sua, immersa in una fanghiglia che sembra impastata col sangue, invasa da una neve perenne che la penetra cercando di attenuarne l'influenza malefica e nefasta del magma putrescente su cui si erge -  il modo ideale e perfetto per celebrare il suo rito horror.

Una magione enorme, che sembra la parodia di quella del "cittadino Kane", ovvero del magnate di Quarto potere, ma i cui orrori nascosti dalle trame assassine di Lady Lucille Sharpe, sono qualcosa di più dei balocchi arditi, ma un po' di cartapesta, dei film di Tim Burton.


E se proprio Tim Burton finisce, volente o nolente, per costituire un po' il limite ispiratore, magari involontario, di Crimson Peak,-  sarà anche grazie, o a causa, della presenza pur valida e pertinente di Mia Wasikowska, saranno le atmosfere gotico-orrorifiche spesso marchio di fabbrica del regista di Sleepy Hollow, il film di Guillermo del Toro trova la sua forza e la sua indipendenza da caratteri e stili affini, grazie a tocchi di classe seducenti e di gran classe, come le falene nere che riempiono lo schermo come pipistrelli impazziti, le nevicate incessanti sul magma purpureo, che creano un contrasto che si intravede e trasfigura nel finale col duello tra donne, tra innocenza infranta e malvagità senza controllo (Wasiskova vs. Chaistain, sfida meravigliosa!) e quelle all'interno dei muri altissimi della villa degli orrori. Ma la forza di Crimson Peak è palpabile anche grazie alla presenza malefica e piena di carattere di Jessica Chastain, ancora una volta grandiosa e determinante per rendere la vicenda qualcosa di più che la solita favoletta gotico-sentimentale. La assecondano con impegno e carisma, oltre alla citata valida Wasikowska, un affascinante malvagio-ma-non-troppo come Tom Hiddleston, volto antico ed aristocratico, che ritroviamo pertinente qui dopo essere divenuto famoso come fratello malvagio del Thor-Marvel e il fantastico vampiro rockettaro e grunge dell'ultimo Jarmusch e che continua a sfruttare (e fa bene!) il suo carisma da divo sofisticato d'altri tempi; infine un accorato Charlie Hunnam, il buono e bravo di turno, della cui magnanimità ci si accorge quasi sempre, come nel presente caso, troppo tardi.... accidenti.... o per fortuna.

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