Espandi menu

cerca
Je suis Ilan - 24 giorni

Regia di Alexandre Arcady vedi scheda film

Recensioni

L'autore

hupp2000

hupp2000

Iscritto dal 15 settembre 2005 Vai al suo profilo
  • Seguaci 50
  • Post 5
  • Recensioni 601
  • Playlist 24
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Je suis Ilan - 24 giorni

di hupp2000
8 stelle

Tratto da una vicenda realmente accaduta, il film di Alexandre Arcady è un ottimo “polar” di ambientazione parigina, genere nel quale il cinema francese degli ultimi due decenni riesce a fare impallidire i polizieschi americani da cui siamo bombardati. Ritmo, regia e interpretazioni concorrono a tenere lo spettatore letteralmente agganciato alla poltrona. Un giovane ebreo viene rapito da quella che verrà conosciuta come “gang des barbares”, un manipolo di balordi arabi, africani e francesi, capitanati da un Ivoriano completamente sciroccato. Il film racconta i 24 giorni di deliranti trattative tra i sequestratori e la famiglia dell’ostaggio, segretamente affiancata dalla polizia. L’episodio si concluderà nel peggiore dei modi, anche se l’intera banda finirà agli arresti. Ritengo che la vicenda, raccontata nell’intento di denunciare un omicidio di matrice antisemita, per il modo in cui è narrata, finisca con il darsi la zappa sui piedi. La “gang dei barbares” rapisce un Ebreo solo perché il più classico dei luoghi comuni vuole che gli Ebrei siano tutti ricchi. La componente islamica è totalmente assente. Siamo in presenza di criminali balordi, punto e basta. Il racconto fila spedito. Decine di telefonate, segreterie e cabine telefoniche, e-mail, centri internet, i personaggi presi in un vortice di comunicazioni contraddittorie. Si fa fatica ad orientarsi e intanto la tensione sale. Il celebre “Quai d’Orfèvres” occupa la scena. Si penetra nell’interno delle dinamiche poliziesche scatenate da un’indagine per sequestro di persona. Un dietro le quinte appassionante cui danno spessore un serissimo e tormentato Jacques Gamblin nell’impeccabile ruolo del commissario che dirige l’operazione, affiancato dall’eccelente Sylvie Testud nella parte della psicologa chiamata a dare come può una mano alla famiglia del rapito. Comprensibilmente, l’atmosfera che regna lungo tutto il film non è mai rilassata, tutti sono pronti a scaricare le responsabilità sugli altri, ci si aggredisce a vicenda, finché la situazione sfugge di mano tanto alla polizia quanto ai sequestratori. Un grande e continuo crescendo che fa di questo film una perla da non perdere. 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati