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Il sipario strappato

Regia di Alfred Hitchcock vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il sipario strappato

di ethan
7 stelle

In piena Guerra Fredda, Michael Armstrong (Paul Newman), professore di fisica, in Europa per un congresso, salta oltre la cortina di ferro a Berlino Est, stupendo tutti, soprattutto la sua ragazza nonché assistente Sarah (Julie Andrews) ma, in realtà, la sua è una mossa strategica per cercare di carpire una formula segreta dal presuntuoso professor Lindt (Ludwig Donath) ma a complicargli la missione c'è l'arcigno agente della Stasi Gromek (Wolfgang Kieling) che viene messo alle sue calcagna.

Con 'Il sipario strappato' Hitchcock torna all'intreccio spionistico a lui tanto caro, qui reso del tutto esplicito dalla contrapposizione Est/Ovest e non fittizio come nei tanti lavori precedenti ed il film, diviso nettamente in tre parti - la prima dalla visuale del personaggio della Andrews, la seconda da quello di Paul Newman e la terza dai due in coppia - soffre di questa struttura tripartita, con la prima, che serve più che altro da introduzione, poco riuscita e prolissa, la seconda, che contiene le sequenze da ricordare ed è in effetti la migliore e la terza che procede con il proverbiale ritmo spedito ma è anch'essa caratterizzata da qualche eccesso di inverosimiglianza.

Tutto il meglio della creatività è concentrato nella parte che vede Newman protagonista assoluto, con la magistrale sequenza nel museo, con il rumore dei passi di Armstrong a cui fanno eco quelli del sospettoso Gromek che lo segue, alla quale non può essere estraneo il Brian De Palma di 'Vestito per uccidere' per la sua altrettanto celebre scena del pedinamennto nel museo con Angie Dickinson e ancor più con quella a dir poco stupenda della 'faticosa' uccisione di Gromek nell'abitazione della contadina, filmata in maniera realistica dall'autore e con un minutaggio particolarmente elevato: con essa il regista voleva mostrare quanto fosse difficile uccidere una persona e bisogna dire che ha colto nel segno.

Quando la coppia si riunisce e inizia la difficoltosa fuga assistiamo a una concitata sarabanda di eventi - la fuga in pullman, l'incontro con una donna che vorrebbe aggregarsi a loro (Lila Kedrova), la rocambolesca fuga dal teatro con un espediente ed il viaggio in nave da clandestini - in cui si avverte che il pedale dell'inverosimile è un po' troppo premuto.

Non male assortita, nonostante i pareri avversi di molta critica, la coppia di protagonisti: Paul Newman non sarà per questo ruolo che è passato alla storia del cinema ma il suo ritratto di individuo comune in circostanze straordinarie non sfigura affatto mentre Julie Andrews, dopo i trionfi di 'Mary Poppins' e 'Tutti insieme appassionatamente', si ritaglia un personaggio di donna al di fuori degli schemi tipici hitchockiani, non essendo dotata di una bellezza prorompente come tante sue colleghe che l'hanno preceduta, compensato però da un talento di attrice nettamente superiore alla media delle cosiddette bionde virginali.

Voto: 7 (v.o.s.).

 

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