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Sindrome cinese

Regia di James Bridges vedi scheda film

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La recensione su Sindrome cinese

di Furetto60
8 stelle

Film "importante"

Questo film del 1979,usci profeticamente, qualche anno prima del disastro di Chernobyl,in tempi in cui poco si sapeva circa la pericolosità delle centrali nucleari, apri uno squarcio su una questione delicata e importante.L'espressione  "sindrome cinese "di cui al titolo,fu coniata dagli americani, per descrivere un effetto paradossale,una fantasiosa esagerazione, senza fondamento scientifico,che produrrebbe la fusione del nocciolo del reattore, arrivando a  provocare un disastro a livello corrispondente della crosta terrestre, dall'altra parte del pianeta, dunque la Cina.Il film racconta di un incidente che si verifica in una centrale nucleare, al quale assiste casualmente una troupe teelvisiviva in "visita guidata".Sul momento viene minimizzato dagli operatori e gestito con apparente efficacia, da Jack e dal suo vice Ted.Tuttavia dopo "pericolose indagini"la presentatrice Kimberly, insieme ai suoi collaboratori,intuisce che è in atto un tentativo d'insabbiare,quello che è solo la punta dell'iceberg, di un  pericolo gravissimo,cioè  il surriscaldamento del nocciolo, a causa di un problema all'impianto di raffreddamento, che potrebbe produrre un danno ,di proporzioni planetarie,"La sindrome cinese"perlappunto.Il responsabile Jack , prima riottoso, si farà convincere a raccontare i fatti in TV,tuttavia al momento delle riprese, sarà colto da un attacco di panico e in preda ad uno stato confusionale, verrà abbattuto dalla polizia, chiamata da  vertici aziendali per zittire il "pericoloso"" testimone, ma Kimberly,Jane Fonda,non si rassegna e punta la telecamera sul vice di jack, Ted che finalmente riuscirà a divulgare la notizia.

Il cast straordinario,impreziosì questa brillante pellicola, che pur lanciandosi in un'iperbole fantascientifica, comunque, poneva i riflettori su un problema di sicurezza, che gli eventi successivi dimostreranno essere reale.Bella e intensa l'interpretazione di Jack Lemmon, capace di esprimere magificamente il senso di estraniamento e di impotenza, che prova un persona sottopposta a uno stress superiore a quello che può sopportare.

Belle anche le prove anche di Douglas e di Fonda.

Il film è molto interessante e ben girato e non dimostra i 40 anni che ha.

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