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L'immortale

Regia di Alain Robbe-Grillet vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su L'immortale

di zombi
8 stelle

"l'amore nasce da un principio eterno di vita: perciò non può morire, anche se muore l'essere amato. 

ma se i mortali vogliono raggiungere l'eternità che è in fondo all'amore, fatalmente vanno incontro alla morte.

così amore e morte per opposte vie s'incontrano e si uniscono.

ma nell'eternità dell'amore tutto è vivo da sempre e per sempre.

sogni, desideri, ricordi sono veri oggi come ieri e come domani, al di fuori della realtà del tempo e dello spazio."

queste sono le parole che aprono il film e che sono necessarie e da tenere in mente per immergersi in questo bel film. un uomo e una donna s'incontrano, tra l'altro l'immagine di un primo piano della donna si mette a fuoco e si sfuoca lentamente all'inizio e alla fine della pellicola. tra i due sembra nascere qualcosa di speciale, che si potrebbe chiamare amore o almeno un sentimento. poi però la donna scompare, per poi ricomparire e morire in un incidente. tutto nel film si reitera all'infinito in quello che sembra un sogno, se non un incubo, in quello che a dire della donna è tutto e il contrario di tutto quello che è appena stato detto, testimoniato. inseguiamo la memoria, ma la memoria ci sopravvive e la storia continua senza di noi. se sognamo o stiamo vedendo un film anche di questo ad un certo punto non possiamo più esseri certi. ritorniamo sugli stessi luoghi dove l'uomo è stato(condotto-accompagnato dalla)con la donna alla ricerca di qualcosa che nessuno sembra aver visto o ricordare. siamo noi da soli con l'uomo a tormentarci nel ricordo di un oggetto del desiderio talmente irraggiungibile da non essere vero, perchè non ce lo meritiamo, perchè non dobbiamo sapere, non qui, non in presenza di altri. come in una spy-story o un thriller dove però alla fine spesso le cose si risolvono, qui invece non si risolve niente perchè tutto è solo destinato a ripetersi con delle varianti minime o nulle. fino a quando anche il ricordo dell'amore forse svanirà nell'ennesima vo(i)lta. diverrà una vestigia vuota di un tempo glorioso che fu o forse solo il set cinematografico perfetto di un sogno. robbe-grillet scrive e dirige sapientemente, accompagnandoci lentamente nei meravigliosi set fotografati da maurice barry e ci culla con un film che rende partecipe del suo proprio fluttuare fuori e dentro la (ir)realtà dello spazio e del tempo. molto fascinoso.

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