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L'immortale

Regia di Alain Robbe-Grillet vedi scheda film

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La recensione su L'immortale

di Baliverna
6 stelle

E' un film mellifluo ed evanescente, a metà tra la realtà e il sogno, come il personaggio della donna misteriosa. Quanto ad atmosfera può essere accostato a "L'anno scorso a Marienbad" (e non a caso sono degli stessi anni) e, quanto alla donna inafferrabile, in parte a "Quell'oscuro oggetto del desiderio".
L'uomo incontra questa donna bellissima e affascinante, e se ne innamora. Fin da subito, però, è lei a condurre il gioco e lui è schiavo della sua passione: lo fa aspettare, gli si concede un po' e poi si nega, lo tiene sulla corda con grande indifferenza e forse con piacere, sparisce e riappare senza dare spiegazioni. Però è tutta l'esperienza che il protagonista fa con lei a mettere in dubbio che la donna sia reale, e non un'allucinazione o un fantasma.
L'ambientazione è una Istanbul astratta e straniante, come lo può essere di nuovo il luogo di un sogno. Anche a causa della lingua, la città è un ambiente misterioso, dove la gente del posto capisce solo ed esclusivamente il turco. Il protagonista parla in francese e loro non capiscono, poi viceversa loro rispondono in turco chissà che cosa. Questa ambientazione, più la donna del mistero, tracciano i connotati di un'esperienza ambigua a metà tra la realtà e l'irrealtà.
Nonostante non si veda "niente", è un film impregnato di erotismo e tensione erotica. In generale è un'opera peculiare, che ha il suo fascino, ma che in certi passi eccede forse in ermetismo o ha un tono un po' sonnacchioso. PS: Il lavoro dei doppiatori italiani è eccellente.

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