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Sette spose per sette fratelli

Regia di Stanley Donen vedi scheda film

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La recensione su Sette spose per sette fratelli

di Antisistema
8 stelle

Qualcuno aveva detto Donen minore (a sto punto i Donen maggiori quali sarebbero verrebbe da chiedersi; Cantando Sotto la Pioggia e basta?); beh... sono felice di dire che queste persone hanno fortemente torto. Stanley Donen non so se sia considerato un autore dai Cahiers du cinema, nè se sia stimato in generale e nè se all'epoca era considerato un pezzo grosso, ma questo musical è veramente riuscito, e ancora una volta conferma che il regista innovatore del genere, era lui. Donen questa volta dimostra la sua bravura e la sua maturità artistica anche senza Gene Kelly tra i piedi.


Il regista trasporta l'episodio del ratto delle Sabine in un ambientazione da vecchio western americana, (più vicina alla sua sensibilità), ed il risultato è stra-positivo.

Ho letto che la MGM non lo considerava un titolo di punta e diede un budget ridotto al regista (mentre puntavano su un film di Minnelli contemporaneo); e quindi Donen dovette fare di necessità virtù. Chi conosce il regista, sa' benissimo che egli preferiva gli spazi aperti ed ariosi delle strade per i suoi numeri musicali, ma gli studios non erano propensi a queste trovate giudicate troppo "artistiche".
Il tutto quindi è ricostruito negli studios Hollywoodiani ed i fondali sono finti... la finzione però non è nascosta, ma palesemente sbattuta in faccia, in effetti dato il tono dell'opera non pesa più di tanto e ciò finisce con il rendere più evidente l'idealismo di Milly (Jane Powell a mani basse la migliore del film) per il matrimonio, in contrasto netto con la sporcizia e la rozzezza della casa di questi 7 boscaioli.
Donen capisce che questo però finirebbe con il rendere troppo teatrale questo musical e allora decide punta tutto su una carta da giocare; le coreografie.
I balli e la danza dei boscaioli più che essere armoniosi, risultano rudi e il regista punta a mettere in scena le doti atletiche dei nostri protagonisti (qualcuno si sarà fatto anche male sicuramente), che catturano lo sguardo dello spettatore con le loro acrobazie folli e la vitalità del proprio stile di danza. Tutto  questo è immerso in un tripudio di passi, salti e prove di forza in cui lo spettatore divertito, viene trascinato senza sosta in questo flusso vitale.

La storia è intrisa di buoni sentimenti certo, ma la melassa non deborda mai dal recipiente in cui è contenuta e Donen inserisce sempre la sua forte componente ironica, riuscendo ad affrontare un argomento "pesante" come il rapimento delle fanciulle, con una leggerezza ed un senso dell'umorismo degno di un veterano (ed aveva appena compiuto 30 anni).
Mi piace la scelta di non avere nessuna superstar poiché così nessuno prevarica sull'altro, ma tutti quanti hanno spazio adeguato sullo schermo. Sottotesto un pò conservatore? Alla fine Adam in effetti (almeno inizialmente) sposa Milly più per avere una donna di casa che una moglie (e Donen prende in giro tutte le convenzioni sociali precedenti al matrimonio... non a caso Adam si dichiara vicino ad una vacca), ma il suo andare fuori alla finestra per rispettare il risentimento della moglie, mette comunque in primo piano i suoi sentimenti per lei ed infatti Milly capisce la situazione e lo fà rientrare.

Alla fine la donna da brava moglie, ingentilisce l'uomo bruto, rozzo e sporco ed aiuta gli altri 6 fratelli ad imparare le buone maniere e insegna loro a ballare per fare colpo sulle ragazze alla festa del fienile. Il finale è spassoso, divertente al massimo e anche abbastanza licenzioso. In sostanza intrattenimento puro a livelli molto alti, praticamente è lo scopo per cui Hollywood è nata. Se vi fosse stata maggior profondità contenutistica e un pò più spessore nei personaggi... avremmo avuto un capolavoro probabilmente, ma non c'è poi molto da lamentarsi.

 

Sette Spose per Sette Fratelli é quello che si dice essere un vero e proprio classicone. Venne nominato come miglior film, ma stranamente non come miglior regia... in realtà a quanto vedo Stanley Donen non venne mai nominato in vita sua per la miglior regia... una cosa vergognosa a mio parere. Che problema c'era? Stava antipatico a qualcuno? Aveva fatto qualche torto? Tra l'altro sono oltre 30 e passa anni che non dirige un nuovo film... evidentemente è percepito come regista scomodo. Fatto sta', che nonostante sia un musical (genere oramai desueto e che facilmente invecchia male), a distanza di quasi 70 anni viene continuamente riprogrammato e gode ancora di grande apprezzamento, nonostante la critica ufficiale come Mereghetti lo snobbi con le solite 2.5 stelline. 

 

Manifesto

Sette spose per sette fratelli (1954): Manifesto

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