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Predestination

Regia di Michael Spierig, Peter Spierig vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Predestination

di M Valdemar
7 stelle

 

locandina

Predestination (2014): locandina



Il serpente che si mangia la coda si manca da morire. Così si autoalimenta; e continua a farlo, reinventandosi tra passato, presente e futuro, rigenerando frammenti di vissuto in altri pezzi che compongono - comporranno/hanno già composto - l'inevitabile. Fagocitare sé stessi per (de)strutturare la (pluri)struttura, attraverso un'intricata, (im)perfetta (ri)costruzione di memorie, ricordi, esperienze, sensazioni, fatti, genere e sesso - in un organico divenire già precostituito - che è il senso perverso e al contempo l'origine del predestinato: completare la missione. Esistere. Un'esistenza che si tramuta in altre per reiterare la propria (unica nel multiverso e nei tortuosi livelli del gioco identitario): c'è una Jane e c'è un John, ci sono un agente che viaggia nello spaziotempo, un terrorista ("Fizzle Bomber") che semina fuoco e morte nella New York degli anni sessanta, un barista, una bambina "diversa" comparsa dal - e nel - nulla, dalla quale tutto nasce. Forse. E alla cui dimensione (extra)fisica (il diritto all'innocenza, l'alfa e l'omega, l'attuarsi del destino) tutto ritorna, si trasforma, si evolve, (ri)percorrendo le linee oblique di un percorso scritto (da qualche parte, da qualcuno) che culmina con un parto che riporta le cose al loro inizio. Difficile - impossibile, irrilevante - capire: «è nato prima l'uovo o la gallina?», il dilemma/rompicapo ricorrente. Il gallo, probabilmente. L'elemento mancante, la risposta illuminata/sarcastica, il significato (uno possibile) alla assurda singolare architettura (dei tempi, dei corpi, degli amori e delle morti, degli spazi, delle conoscenze e delle coscienze). Che pone, tra i solidi pilastri del (meta)racconto (dalla cronologia disarticolata), un pensiero irregolare: il gallo è la gallina che è l'uovo.
Il trionfo delle ellissi, la fisica dei paradossi portata all'estremo: Predestination vive e muore di uno script cervellotico, senza senso (all'apparenza, a tratti, nel complesso). Fuori di testa, in sintesi. Scongiurato il rischio di (ri)vedere l'ennesima crime story con al centro il poliziotto/eroe che viaggia nel tempo, il film scritto e diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig sfrutta meccanismi tipici di molta letteratura sci-fi "pensante" per imbastire una sorta di thriller dell'anima (o meglio, delle anime). Senza le spettacolarizzazioni action né la speciale effettistica del genere (anzi, uno spirito "vintage" si palesa anche nei rari momenti "fantascientifici"), l'opera pone al centro l'uomo, i suoi misteri e le sue identità, restando subalterna a una narrazione grondante cerebralismi (quasi in orbita "nolaniana"), che (ri)cerca la bellezza del congegno e il gusto del paradosso (autoassolvendosi). Peccato: se a cotanta idea fosse corrisposta una messa in scena meno convenzionale e "timorosa", a tratti al limite dello scult (il processo di "maschilizzazione" di Jane/Sarah Snook), avremmo avuto un'opera tanto sballata quanto felice. Insomma, si poteva osare di più (e non basta certo una misera fugace inquadratura della figura nuda d'una Snook versione uomo), andare oltre la mera rappresentazione di quell'idea (bellissima e ridicola allo stesso tempo) magari affondando i denti testuali nella carne e nell'estetica dei generi. Restando così le cose, comunque, rimane un'opera atipica e per certi versi sorprendente, che nasce nella faccia rassicurante di un Ethan Hawke affidabile e che si ricorda per l'incisiva presenza di Sarah Snook, ennesima rossa che abita i luoghi e i sogni del cinema.

Sarah Snook

Predestination (2014): Sarah Snook

Ethan Hawke

Predestination (2014): Ethan Hawke



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