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Godzilla

Regia di Gareth Edwards vedi scheda film

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La recensione su Godzilla

di nickoftime
6 stelle
Spezzoni di cinegiornale testimoniano gli esperimenti nucleari effettuati dagli Stati Uniti nel corso del secolo precedente. Archeologia documentaria destinata a consumare gli spiccioli di una verosimiglianza destinata al fuori campo, e sulla quale trovano asilo i titoli di testa di "Godzilla", rivisitazione filmica del mostro giapponese diretta da quel Gareth Edwards che aveva già frequentato la fauna preistorica con "Monsters", la sua opera d'esordio. Di quella prima volta è rimasto il soggetto, spaventoso, e la metafora di un pianeta che si ribella nella maniera peggiore all'incontinenza virulenta dell'homo sapiens. Il suo nuovo film, complice una coproduzione con il paese del sol levante, riprende l'iconografia più classica della saga, presentandoci un mostro meno stilizzato e più simile a quello che si muoveva negli spazi metropolitani delle sue prime avventure, ripreso spesso in campo lungo mentre combatte avversari di pari ingombro fisico. Un dettaglio, quest'ultimo, conseguenza di una vicenda che vede Godzilla chiamato a contrastare l'azione distruttiva di due blatte gigantesche, decise a colonizzare la terra con una progenie di consimili. Distante dall'omonimo film di Roland Emmerich (1998), il Godzilla di Edwards si fa portatore di una filosofia che ragionando sui possibili scenari di una crisi nucleare (nel film i mostruosi parassiti crescono e si nutrono di questa fonte energetica) e sulle sue conseguenze -modellate su quelle realmente accadute all'inizio del nuovo secolo (maremoti e terremoti che ricordano l'escalation di Fukushima)-  esorcizza le paure del millennio da un punto di vista ambientalista, e in parte new age, lasciando intendere una qualche tipo di empatia tra il temibile lucertolone e i suoi lillipuziani alleati.

 

 

Un repertorio che Edwards organizza con le ricette di sempre, intervallando lo scontro dei mostruosi predatori con le vicende di uomini e donne impegnati a sopravvivergli; e poi organizzandosi con una sceneggiatura globetrotter (secondo uno dei format più in voga del mainstream contemporaneo) preoccupata più a spostare i contendenti in giro per il mondo che a costruire una variante alla schermaglia tra il predatore e le sue vittime. In questo modo le cose più belle accadono nella prima parte del film, con la sequenza d'apertura che alla maniera del primo "Alien" ci porta nel ventre del mostro; e subito dopo con quella dell'incidente alla centrale nucleare, che fornisce al film il suo supposto emotivo, poi sviluppato attraverso la figura del tenente Fort Brody (interpretato da Aaron Taylor-Johnson piuttosto spento)    mosso da un coraggio e da uno spirito di sacrificio che viaggiano in parallelo con quello tutto istintuale del prodigioso rettile. Purtroppo però il turismo cinematografico di "Godzilla" non produce migliorie, perchè nonostante gli sforzi, la geografia del paesaggio non riesce a emanciparsi dall'anonimato visivo (foreste amazzoniche e grattacieli sembrano provenire da un unica location), mentre l'interazione tra i diversi personaggi, un puro riempitivo. Tanto basta comunque per sbancare il botteghino, obiettivo principale di un film come "Godzilla". Aldilà di qualsiasi dissertazione.

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