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I nostri ragazzi

Regia di Ivano De Matteo vedi scheda film

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La recensione su I nostri ragazzi

di mm40
4 stelle

Due fratelli sulla cinquantina, professionisti benestanti, e le rispettive mogli sono a cena. Una cena rituale, un'occasione di socialità per due coppie in fondo molto differenti, che si sopportano non senza fatica. In quello stesso momento i loro due figli sono ripresi - o così sembrerebbe - da una telecamera di sorveglianza mentre compiono un atto insensato e crudele; i genitori scopriranno tutto solamente al ritorno a casa.

 

Il marcio della borghesia e il superficiale, ma spesso strato di ipocrisia che permea la quotidianità delle famiglie 'per bene' dei cosiddetti distinti professionisti sono il fulcro attorno al quale la vicenda si sviluppa; la sceneggiatura scritta dal regista insieme all'usuale sodale Valentina Ferlan si ispira liberamente a un libro di Herman Koch, La cena. Ci si aspetterebbe una certa italianizzazione della trama, una traslazione in territori più consoni, più facilmente riconoscibili per il Belpaese, e invece I nostri ragazzi si propone come un'opera - non per questo meno valida in sè - che prescinde dall'ora e qui, dal momento e dal luogo in cui nasce. Questo significa che la pellicola si smarca dall'attuale modestia di tanto cinema nostrano, ma anche che difficilmente sarà accettata da un vasto pubblico; in rapporto a quest'ultima considerazione, quindi, risulta difficile comprendere la piatta confezione a un passo dal paratelevisivo che viene adottata per il lavoro. La scrittura sicuramente surclassa la forma, insomma, e va apprezzata in particolare la maniera con la quale il film si prende carico di due vicende famigliari che partono da analoghi presupposti e si sviluppano mediante differenti criteri e valori etici, senza mai puntare il dito contro nessuno: I nostri ragazzi parla di questioni delicate e lo fa con delicatezza, evitando di offrire un punto di vista poichè ogni spettatore, per i fatti narrati, se ne creerà uno personale. Buone le scelte di casting: Alessandro Gassman, Barbora Bobulova, Vittoria Mezzogiorno e Luigi Lo Cascio formano il poker centrale di protagonisti; per De Matteo è la terza opera consecutiva degna di nota, dopo La bella gente (2009) e Gli equilibristi (2012), ma al contrario di queste ultime I nostri ragazzi non approfondisce la critica sociale alla contemporaneità. 4/10.

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