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I nostri ragazzi

Regia di Ivano De Matteo vedi scheda film

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La recensione su I nostri ragazzi

di mc 5
8 stelle

Contrariamente al suo precedente "Gli equilibristi" che fu accolto benevolmente dalla critica (sto parlando del bravo Ivano De Matteo), questo è stato trattato piuttosto male e anche il pubblico non sembra gli stia tributando grandi onori. Insomma una deriva di scarsi risultati. E invece a me è piaciuto, e non poco. Un racconto interessante che diventa indagine palpitante e appassionata su due famiglie borghesi, sui rispettivi rapporti di coppia ma soprattutto sull'ìndefinito e indefinibile rapporto che lega queste due coppie ai loro figli. Il titolo sembra avere un naturale proseguimento: "I nostri ragazzi" ...li conosciamo? Evidentemente no, se i genitori (tutti presi dall'evolversi -piatto- delle loro vite) non ci provano neppure a penetrare nell'universo psicologico sentimentale dei loro ragazzi, anche perchè ne vengono categoricamente respinti. Brutta faccenda -immagino, dato che non sono padre- nel 2014 avere figli adolescenti che vedono la vita e i sentimenti solo se filtrati attraverso telefonino e pc. Le numerose critiche vertono su immagini scontate e stereotipate di famiglie borghesi. Si accusa direttamente il regista De Matteo di aver caricato l'opera di eccessiva volontà realistica a scapito della narrazione e del "racconto": in pratica un film che volendo -proprio come intento- descrivere come una società malata possa partorire piccoli mostri, in realtà abbia finito con l'accumulare una galleria di ritratti -involontariamente?- ridicolmente caricaturali. Ecco. Non sono per nulla d'accordo. Trovo che la sceneggiatura abbia costruito dei validi personaggi, ciascuno con un suo perchè e ognuno definito il giusto. Dunque sfuggenti all'estremo i due ragazzini (nella realtà borghese moltissimi sono esattamente così) , e i genitori adagiati nelle loro sicurezze quotidiane. Insomma io ho trovato il tutto sufficientemente credibile. E la deriva drammatica che la storia assume dal momento del "fattaccio" al centro del film, trovo che sia appassionante e coinvolgente. Due famiglie non ricchissime ma comunque a cui non manca niente, anzi tendenti al benestante, i due capifamiglia uno avvocato e l'altro chirurgo, scoprono che i due rispettvi giovanissimi figli hanno compiuto -reduci alticci da una festa- un gesto mostruoso picchiando selvaggiamente un'anziana clochard in un vicolo di Roma, ovviamente di notte. Due famiglie fino a quel momento sdraiate sulle loro certezze cadono nel delirio, tutto gli appare diverso e non riescono per niente a gestire questa brutta novità, che assume i contorni del "segreto inconfessabile". Discorso a parte per i quattro protagonisti, quattro attori in grandissima forma che gareggiano in bravura. Un Gassman strepitoso nel ruolo di questo avvocato cinico che sbatte contro una realtà che lo umanizza. La Bobulova trattenuta e sottile come la parte richiede. Una Giovanna Mezzogiorno nervosa e isterica perfetta per quel ruolo. E infine un Lo Cascio generoso nell'esprimersi anche forse a tratti un po' troppo, sfiorando la gigioneria. Un cinema italiano che mi piace, che racconta un'Italia (una fra tante) che c'è. E non i soliti "giovani carini e disoccupati".

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