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Master of the Universe

Regia di Marc Bauder vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Master of the Universe

di yume
8 stelle

"C’era tutto il necessario per sentirsi padroni dell’Universo", fino al licenziamento.

locandina

Master of the Universe (2013): locandina

Mentre fa giorno tra i grattacieli di Francoforte e il sole è ancora fioco fra due strisce di nuvole pesanti, entrano le note del Salmo 51 di Bach tratto dallo Stabat Mater di Pergolesi.

Sradica o Altissimo i miei peccati

Quella preghiera chiuderà il filmato, il sound metallico, lento e prosciugato, a tratti apocalittico, di B. Fleischtmann, Microkosomos, seguirà lo sguardo di Marc Bauder che pone poche domande e registra Rainer Voss, uno dei principali banchieri d'investimento in Germania, che parla di cose che forse immaginavamo, ma raccontate così, da un protagonista di prima linea,sono il classico pugno nello stomaco.

Voss conosce il sistema bancario dall'interno e ne ha fatto parte lui stesso per molto tempo, fino a quando la crisi non l'ha colpito . È stato licenziato. Oggi Rainer Voss, figura spessa di tedesco che ha bevuto troppe birre e ne ha fatta di strada, sa di aver dato un contributo decisivo all'insorgere della crisi.

Licenziato alla fine di una veloce e ben remunerata carriera nell’alta finanza, dove l’ insider trading era il suo pane quotidiano, il crollo della finanza mondiale nel 2008  lo mise fuori gioco, niente bonus, in quel mondo non usa, cinque anni di stipendio ancora e ora vive di rendita.

Buttato fuori come una scarpa vecchia, non suscita pena né è sua intenzione farlo, ha quanto basta dopo aver accumulato abbastanza e cosa faccia ora della sua vita non glielo chiede nessuno.

Tanto meno Marc Bauder, documentarista di spicco, che decide di portare in primo piano un trader,  operatore finanziario che effettua compravendita di strumenti finanziari, quali azioni, obbligazioni, e derivati sulle varie borse valori e su altri mercati mobiliari in nome proprio.
Un trader effettua anche scelte autonome basandosi su strumenti di analisi a differenza dell'intermediario. Un'altra differenza rispetto all'agente di cambio è che gli operatori finanziari professionisti effettuano anche operazioni di scalping, cioè di compravendita di titoli nel giro di meno di un minuto” (da Wikipedia).

Master of the Universe (2013): Trailer ufficiale italiano

In scena c’è solo lui, Voss, alle sue spalle il mondo intero, quello che racconta con parole chiare, nette, apre varchi su una realtà fatta di banche e società d`investimento che trattano e scambiano denaro per centinaia di milioni di euro al giorno.

Glaciale ma non odioso, si aggira per le sale vuote di un grattacielo lanciato verso l’alto da avveniristiche soluzioni architettoniche e abbandonato da sei anni (il filmato è del 2013, cinque anni prima il disastro da cui non ci siamo più risollevati).

Di fronte a quegli spazi vuoti, spettrali, di vetro e acciaio, trasparenze paradossali se pensiamo a cosa si faceva intorno a quei grandi tavoli, si specchia il bosco di grattacieli di fronte, dove si gioca da anni il destino del mondo.

Nel grattacielo abbandonato lavoravano centinaia di persone, erano (e chi è sopravvissuto lo è ancora) i Masters of the Universe, il loro potere da un certo momento in poi non ebbe più confini, difficile farsene una ragione, ma è proprio così.

Dopo 90 minuti capiamo perchè è proprio così.

E’ come una piramide rovesciata, dice Voss che non lesina metafore, i danni per il resto del mondo partono dal basso, dalle pedine dell’ingranaggio e si allargano verso l’alto.

Lì c’è il trono invisibile del nuovo Dio, un Moloch che esige dedizione assoluta dalle sue schiere. Bisogna dimenticare il mondo esterno, vivere solo per gli affari, vendere, comprare, far crescere gli utili. Lo schiavo non deve permettersi dubbi, domande, critiche.

“Quando guadagni 100 mila dollari al mese non hai più interessi in comune con gli amici. Non hai più nemmeno bisogno del mondo reale”.

Ora Voss è solo sulla scena, siamo certi che lo fosse anche negli anni d’oro, quando, giovanissimo, negli anni Ottanta accettò quelle regole senza discuterne risvolti etici, conseguenze personali, prospettive future.

Responsabilità individuale a livello zero, divenne la pedina su cui si regge il sistema, una delle tante alla base della piramide, gente che se licenziata non cerca di fare altro lavoro, rifarebbe lo stesso, l’ipotesi che esista un’altra vita, quella reale, neanche li sfiora.

Marc Bauder

Master of the Universe (2013): Marc Bauder

Vincitore del Premio della Critica a La Semaine de la Critique di Locarno e candidato agli European Film Award 2014, Masters of the Universe mette il dito in un bubbone con cui conviviamo dagli anni Ottanta, ci porta dentro un mondo virtuale dove le parole chiave sono Mercato e Capitale, e vive una massa di uomini asserviti come soldati di un esercito o monaci di un monastero.

La prospettiva europea e interna al sistema offerta dall’analisi di Rainer Voss è nuova, finora era solo americana.

Sulle note di Bach le fulgide riprese inquadrano dall’alto la città e il Meno attraversato da ampi ponti, e mentre fa giorno pieno la macchina scorre lentamente lungo la facciata imponente del colosso abbandonato, corpo centrale gonfio, massiccio, ogni piano sembra una bocca enorme.

Ai lati pilastri leggeri, lisci, sottili, separati da finestre tutte uguali.

scena

Master of the Universe (2013): scena

Un salone vuoto e corridoi, uffici, scrivanie, ampi tavoli rotondi per riunioni, grovigli di cavi per connessione ammucchiati a terra, un ascensore a vista perfettamente funzionante.L’efficiente opulenza coniugata allo stato di abbandono disturba.

Ci chiediamo fra quanti anni la natura coprirà di verde questo reperto di archeologia finanziaria e si riprenderà i suoi diritti.

Stando alle inchieste di Focus, non molti.

Voss ci fa da guida, indica a Bauer chi occupa i grattacieli di fronte, CityBank, Bloomberg e via elencando, oggi nel più alto c’è la Bank of Communications cinese, naturalmente (e qui un pensiero solidale va al povero Maozedong che pure ne pose le premesse, ma non avrebbe mai immaginato tanto).

L’edificio nuovo, la torre della Commerzbank, si vede da un altro angolo della stanza, l’alta antenna fu messa su apposta per superare la Deutsche Bank, che giocherelloni!

Arriva a questo punto la dichiarazione felice.: “C’era tutto il necessario per sentirsi padroni dell’Universo. Ti sedevi in una comodissima poltrona, avevi otto monitor davanti con tutte quelle lucine, due tastiere, un telefono, due mouse. Non è per tutti, ma lo trovavo affascinante.”

Bauder si gira dall’altra parte a guardare fuori, arrivano voci lontane, indistinte, ci ricordano che l’umanità esiste ancora, rintanata chissà dove.

scena

Master of the Universe (2013): scena

Voss riprende a parlare, in controluce contro una vetrata comincia dagli anni ’80, Tatcher e Reagan che lanciano le prime privatizzazioni.

In Germania arrivarono gli Americani “… che si pensava camminassero sull’acqua, con le loro bretelle e le camicie a strisce. Ci spiegavano come va il mondo. Era affascinante.

Swap, opzioni, innovazione finanziaria, nulla fu più come prima.

Impossibile riferire tutto quello che Voss racconta, “affascinante”, come lui dice, terribile come diciamo noi.

Il doc è su Netflix, consigliabile non perderlo.

L’apice si tocca quando, dopo aver descritto i processi che hanno fatto crescere a dismisura il sistema e le strategie allucinanti messe in campo per condizionare le economie mondiali  (Grecia, Portogallo e Italia in primis), Voss afferma che in caso di perdite chi paga è il 75% per cento degli azionisti, lo Stato e i contribuenti.

Il sistema bancario resta sempre a galla, la finanza sa come mettere alle strette i responsabili politici, un breve video e sfilano la Merkel, il nostro Mario Monti e altre facce note.

Il potere finanziario ha la capacità di far crollare i Paesi, si comincia dal più debole, si vede come reagisce l’UE, allora fu la Grecia, si attacca un punto e l’insieme si sgretola. Voss continua a parlare della Spagna, in quegli anni sull’orlo della bancarotta, sembra stia parlando dell’Italia oggi.

Fine del potere di acquisto, crollano i commerci e i trasporti, un effetto domino. La gente accumula mezzi di sussistenza, se prima piantavano fiori in giardino ora patate… Bisogna capire bene da dove arriva l’indebitamento deli Stati. La crisi immobiliare in Spagna è stata inasprita dal sistema bancario… Prima o poi esploderà una crisi finanziaria e una crisi socio-politica, ma non credo proprio che ci sarà un lieto fine.”

Rainer Voss

Master of the Universe (2013): Rainer Voss

Fuori intanto nevica, le strade sono bianche, Voss scende nel seminterrato vuoto, sale in macchina e parte. Non ha nient’altro da dire, molti pensieri però sì, se è stato lì qualcosa gli è cambiato dentro.

Torna Bach.

 

https://www.youtube.com/watch?v=ukxAM-spo8M

 

 

www.paoladigiuseppe.it

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