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I mercenari 3 - The Expendables

Regia di Patrick Hughes vedi scheda film

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La recensione su I mercenari 3 - The Expendables

di giurista81
5 stelle

Tamarrata che ha in Sylverster Stallone la fonte di origine, sia in scrittura che in qualità di elemento trainante. Questa volta il buon Sly, con la sua squadra di old glories del cinema d'azione degli anni '80 e '90 (qua entrano in gioco, quali new entry della saga, Wesley Snipes, che ricordiamo contrapposto a Stallone in Demolition Man, Antonio Banderas, lo ricordiamo al fianco di Sly in Assassins, e Harrison Ford), se la dovrà vedere con un ex collega, trasformatosi in commerciante di armi a caratura internazionale, ricercato per crimini di guerra dal Tribunale dell'Aia. Nei panni di quest'ultimo, fresco dal ruolo di antagonista in Machete Kills, c'è un ottimo Mel Gibson. Su tutti, sul piano interpretativo, spicca Antonio Banderas, qua assai teatrale nelle movenze e con una parlantina tale da far proferire una battuta della serie: "Se non li uccide con le armi, ci pensa con le parole..."

Molto divertente, un po' in stile il primo episodio della serie dove si ironizzava sull'impegno politico di Schwarzenneger che diceva di organizzarsi per diventare Presidente, la battuta con cui il personaggio di Snipes risponde ai mercenari che lo hanno salvato circa il motivo per cui è stato imprigionato. "Evasione fiscale" rivela Snipes, ovviamente in modo beffardo se non fosse che Snipes, l'attore, era reduce davvero da tre anni in carcere per evasione fiscale!!!

Stallone lancia alla regia Patrick Hughes, subentrante a Simon West e al suo primo vero film importante. Sly lo sceglie dopo aver visto il precedente e misconosciuto Red Hill. Hughes gira con lo stile "moderno", giocando molto sul montaggio serrato e su un'interminabile sequela di inquadrature variegate poi montate in modo tale da dare ritmo forsennato all'azione. Non a caso i tempi morti sono ridotti all'osso.

La pellicola parte subito in quarta con un prologo ad alto tasso adrenalinico. Si prende le mosse con un vero e proprio blitz, in cui i "nostri" aggrediscono un treno militare per liberare il personaggio di Snipes imprigionato all'interno di un vagone protetto da dei soldati di un imprecisato stato dell'Est Europa. Stallone pilota un elicottero sopra il quale Dolph Lundgren, Jason Statham e Randy Couture, tutti provenienti da I Merecenari II, smitragliano da veri machi mettendo bene in vista i muscoli. Il veicolo "danza", schivando i proiettili, dietro il treno lanciato in corsa verso una base militare. Subito grande spettacolo per una pellicola che punta tutto sull'action. Lo script infatti ricorda molto i film di Golan con Chuck Norris (qua assente), tipo Delta Force, pur avendo una valenza corale. Aumenta il ruolo di Arnold Schwarzenegger che, libero dagli impegni di politica, entra in azione sul finire del film, con mitra in mano e in piena scena (si beccherù una nomination al razzie award). Bel ruolo anche per Harrison Ford, dapprima con valenza burocratica e poi in qualità di pilota di elicottero che lancia missili e semina due elicotteri dell'esercito armeno. Esilarante la battuta, a congedo: "Non mi divertivo così da anni!"

Ruolo ridimensionato per Jet Li e Terry Crews, ridotti a cammei. Spazio a una serie di attori più giovani, a rappresentare quel futuro tecnologico che, tuttavia, ha sempre bisogno del soldato "super uomo" dei vecchi tempi. Così vediamo introdotti Kellan Lutz, l'artista marziale Ronda Rousey (bel mix di bellezza e capacità acrobatiche) al suo primo vero film (farà poi anche Fast and Furious 7), Glen Powell e l'ex pugile campione dei pesi welter Victor Ortiz, pure lui al debutto. 

Bella la scenografia finale, interamente ambientata in un enorme hotel armeno (in realtà le sequenze sono state girate in Bulgaria) abbandonato e fatiscente, tra cannonate ed esplosioni che ricordano molto da vicino un war movie.

Ovviamente, carri armati, elicotteri, un intero esercito mandato dal corrotto Gibson contro i mercenari (appena dieci) e un palazzo minato non sono sufficienti a frenare gli uomini di Stallone. "Non siete capaci neppure di ferire uno di questi dieci uomini!" griderà (con alto senso di ilarità) Mel Gibson. "Ho capito, ci devo pensare io... Se vuoi una cosa, vai a prendertela!"

Nonostante l'impegno di Gibson (pure lui in nomination, ingiusta, per il razzie award), ne usciranno tutti illesi, mentre "i cattivi" finiranno tutti morti, Gibson compreso. La verosimiglianza in questi film, del resto, va a farsi friggere. Lo si sa in partenza, pertanto o lo si accetta oppure non si perde neppure il tempo a vedere il film. Tra le scene più assurde c'è quella in cui Crews, invitato da Stallone, salta dal mare con un gommone direttamente sopra il camion che corre sulla sdrada adiacente e che è pilotato dai suoi compagni di azione. Allo stesso modo è assurdo l'epilogo con un palazzo che crolla e Stallone che si salva saltando in aria e artigliando al volo la scaletta che pende dall'elicottero dei soccorritori. Tutti quanti fanno le facce dispiaciute, perché pensano che non ce l'abbia fatta ma... sorpresona, tra la nube di polvere chi ti emerge? Il cugino di Rambo! "Ci licenzierai la prossima volta?" gli chiedono i compagni di squadra, per fare ironia sul fatto di esser stati messi al bando per far spazio alle nuove leve. "Non fate gli idioti!" commenta Stallone, tra le risate collettive.

Insomma, c'è da staccare il cervello, ma se si riesce in questo I Mercenari III è un gradito revival del cinema d'azione del tempo che fu.  

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