Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà

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Regia di Ken Loach

Con Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Brian F. O'Byrne, Andrew Scott, Francis Magee, Karl Geary, Aisling Franciosi, Denise Gough... Vedi cast completo

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Trama

1932. Dopo 10 anni di esilio negli Stati Uniti, Jimmy Gralton rientra in Irlanda per aiutare la madre a prendersi cura della fattoria di famiglia. Il paese che ritrova, dopo una decina d'anni di guerra civile, è molto cambiato e ha istituito un nuovo governo. A seguito delle richieste del conte di Leitrim, Jimmy, nonostante la riluttanza a provocare vecchi nemici come la Chiesa e i proprietari terrieri, decide di aprire una hall, una sala aperta a tutti, dove le persone si incontrano per ballare, studiare o discutere. Il successo è immediato ma la crescente influenza di Jimmy e delle sue idee progressiste non convincono chiunque e ben presto affiorano le prime tensioni.

Approfondimento

JIMMY'S HALL: LA VERA STORIA DEL "COMUNISTA" JIMMY GRALTON

Diretto da Ken Loach e scritto da Paul Laverty, Jimmy's Hall racconta la vera storia di Jimmy Gralton, costretto ad abbandonare la natia Irlanda per aver osato sfidare con le sue idee progressiste vecchi sistemi e tradizioni. A raccontare la genesi dell'opera, interpretata da Barry Ward e presentata in concorso al Festival di Cannes 2014, sono le parole dello stesso sceneggiatore Laverty: «A volte l'idea per un film ti arriva inaspettatamente come un dono dal cielo. Il progetto di Jimmy's Hall è arrivato casualmente da me, come un'eco dal lontano Nicaragua, grazie a un vecchio amico, Donal O'Kelly, attore e drammaturgo che ho avuto modo di conoscere negli anni Ottanta, quando gli Stati Uniti reprimevano con il sangue le rivolte sandiniste.
Da un paio di anni, Donal e Sorcha Fox valutavano l'idea di mettere in scena uno spettacolo nella contea di Leitrim per richiamare l'attenzione sui richiedenti asilo in Irlanda, la maggior parte dei quali sono stati in carcere per anni e minacciati di espulsione. Immaginando lo spettacolo a metà strada tra una pièce e un balletto, Donal si è ricollegato al calvario di Jimmy Gralton, l'unico irlandese ad essere stato espulso dal proprio paese nell'agosto del 1933 senza un processo in quanto ritenuto "immigrato clandestino".
Il desiderio di dedicarsi anima e corpo a un progetto è sempre qualcosa di molto istintivo. Mentre mi documentavo sulla vita di Jimmy, mi ha colpito la volontà collettiva che stava dietro all'apertura della sua sala, un luogo dove i giovani potevano riunirsi per ricostruire il mondo, crescere, imparare e, naturalmente, cantare e ballare senza essere disturbati e senza disturbare nessuno, nemmeno Chiesa e governo che all'epoca erano complici. Jimmy e i suoi compagni, tutti volontari, sono stati determinati nel realizzare uno spazio di libertà in un Paese sempre più autoritario e dominato dall'ideologia della Chiesa Cattolica, per la quale l'istruzione era un privilegio della nostra Santa Madre Chiesa. Mi fa sorridere pensare, ad esempio, che il pericolo rappresentato da Jimmy si traducesse in un elegante grammofono portato dagli Stati Uniti e dalla sua collezione di dischi, simbolo di un male che avrebbe potuto "americanizzare" la cultura irlandese.
Seppur affascinato dal racconto di chi ha conosciuto Jimmy e dei suoi familiari, Jimmy's Hall rimane sempre un film e per evitare di raccontare solo fatti io e Ken Loach abbiamo di comune accordo deciso di raccontare una storia liberamente ispirata alla vita e ai tempi di Jimmy. Non è dunque un'opera strettamente biografica: ne abbiamo ricostruito, pur conservando una certa autenticità, contraddizioni, dubbi, motivazioni e vita interiore, cercando di dare risposte anche ad aneddoti che nessuno in realtà conosce».

IL CONTESTO STORICO

Jimmy Gralton rientrò in Irlanda, nella contea di Leitrin, nel 1932 dopo essere rimasto a lungo a New York e nel momento in cui la guerra anglo-irlandese volgeva al termine. Il conflitto tra gli indipendentisti irlandesi e lo stato britannico aveva ampiamente messo in ombra i problemi che affliggevano la società irlandese, come ad esempio la proprietà terriera, i diritti dei lavoratori e le lotte di classe in generale.
Il radicalismo politico socialista di Gralton si era manifestato particolarmente attraverso la sfida lanciata ai proprietari terrieri, facendogli guadagnare nemici potenti che, alla vigilia della guerra civile, nel giugno del 1922 chiesero il suo arresto. Per sfuggire al carcere, Gralton partì per New York, vivendo in prima persona i ruggenti anni Venti. Divenendo cittadino americano, Gralton potè godere del clima di relativa libertà politica e della vitalità socioculturale della Grande Mela. Durante il suo soggiorno negli Usa, la situazione irlandese - nonostante un nuovo governo e l'opposizione del (debole) Partito Laburista - non cambiò molto di fatto: la collaborazione tra governo e chiesa finì con l'acuire i problemi sociali e il reprimere le libertà culturali, disponendo di una politica a favore di banchieri, imprenditori e grandi esportatori di bestiame, e facendo aumentare il divario con la classe operaia e contadina.
Al suo ritorno in patria, Gralton fece ricostruire la sala dove i giovani potevano ascoltare musica e ballare, regalando nuove speranze e convinzioni ai più poveri e andando incontro alla censura e alla condanna del clero: mali come la danza, il jazz e gli abiti con cui vestivano impudicamente le donne, andavano puniti così come le convinzioni socialiste di Gralton. Dopo l'incendio alla Pearse-Connolly Hall del dicembre 1932 ad opera di appartenenti all'ala destra dell'Ira, nel febbraio del 1933, facendo leva sulla sua naturalizzazione statunitense, il ministro di giustizia del governo Valera (a prima vista liberale) firmò l'espulsione di Gralton, che non rientrerà mai più in Irlanda.

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Note

Ispirato a una storia vera, il film racconta gli eventi che hanno portato alla deportazione dell'attivista politico Jimmy Gralton durante il cosiddetto periodo della "paura rossa irlandese" negli anni Trenta del Novecento. Loach sottrae alla Storia il diritto di replica e ne riduce così la complessità - privando la parte avversa di momenti ideologici significativi e attenendosi a uno spartito manicheo che non prevede restituzione di violenza e, dunque, esclude l’IRA dai giochi - ma il suo Jimmy’s Hall va a segno grazie a un sensibile realismo irish, che ha ancora il coraggio di chiedere risposte ai volti.

Commenti (1) vedi tutti

  • Purtroppo non è all'altezza degli altri di Loach. Ritmo lento, trama esile e pressoché insignificante, ne' dramma ne' commedia

    commento di almodovariana
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La recensione più votata è positiva

supadany di supadany
7 stelle

Ken Loach torna in Irlanda dopo “Il vento che accarezza l’erba” (2006), elargendo un impegno civile notevole cogliendo, assieme al fidato sceneggiatore e collaboratore Paul Laverty, il tono giusto nel racconto, raccogliendo gli applausi del pubblico (la storia non può che portare lo spettatore dalla parte del protagonista e quindi da quella del regista) per quanto non… leggi tutto

13 recensioni positive

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leporello di leporello
6 stelle

Sono sempre stato un fan di Ken Loach, sin da quando "Riff Raff" e "Piovono Pietre" mi stesero con un uno-due fulminante. Ancora oggi ammiro il cinema del vecchio, indomito leone britannico, ma c'è ormai qualcosa che me lo rende lontano e fuori dal mio "campo magnetico", e questo qualcosa è quanto c'è di più sostanziale nei suoi film, come in questo ultimo "Jimmy's… leggi tutto

5 recensioni sufficienti

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pierlues di pierlues
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Perchè alcuni registi che sono stati strordinari...oltre a Loach ci metto anche Woody Allen, non capiscono quando è ora di ritirarsi? Film, questo, di una noia e prevedibilità da uscire dopo dieci minuti. Aggravante  la scelta di attori, in primis il protagonista, che non reciterebbero nemmeno in una sala parrocchiale. Cavoli, cosa c'è di più bello che la… leggi tutto

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mm40 di mm40
5 stelle

Irlanda, anni Venti del Novecento. Jimmy apre una hall, una sala da ballo in cui i concittadini si ritrovano anche per discutere, svagarsi e scambiarsi idee. Ben presto il luogo diviene ritrovo di socialisti e pensatori ritenuti sovversivi: perciò viene fatto chiudere. L'uomo emigra negli Usa, ma tornerà dopo qualche anno, trovando un paese ridotto in ginocchio. La soluzione di…

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Ascasubi di Ascasubi
7 stelle

Ridurre la storia irlandese ad un semplice conflitto manicheo tra cattolici e lealisti/orangisti protestanti è un opzione senza dubbio semplicistica, specie se col progredire del tempo la popolazione dell'isola acquista una sensibilità che, senza scartare le proprie tradizioni, va oltre i propri confini, questo per merito dei mezzi di comunicazione e degli apporti dei molti che…

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Recensione

steno79 di steno79
7 stelle

Stando alle dichiarazioni del regista, "Jimmy's hall" dovrebbe essere l'ultimo film di finzione di Ken Loach (ma può darsi pure che ci ripensi). Qui Loach torna in Irlanda dopo "Il vento che accarezza l'erba" per raccontarci una storia vera poco conosciuta, quella di Jimmy Gralton, un leader comunista irlandese che fu deportato negli Stati Uniti perché la sua attività…

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barabbovich di barabbovich
7 stelle

Rientrato nella nativa Irlanda dopo 10 anni di esilio coatto negli Stati Uniti, all'inizio degli anni '30 del Novecento Jimmy Gralton (Ward) riapre la sala nella quale, con un nugolo di volontari determinatissimi, si impartiscono lezioni gratuite di ballo, di canto, di disegno dal vero e di musica. In una comunità bacchettona ancora lacerata da una guerra civile che ha portato ad espropri…

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