Espandi menu
cerca
La vita è facile ad occhi chiusi

Regia di David Trueba vedi scheda film

Recensioni

L'autore

Utente rimosso (cinerubik)

Utente rimosso (cinerubik)

Iscritto dal 30 novembre -0001 Vai al suo profilo
  • Seguaci -
  • Post 3
  • Recensioni 132
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su La vita è facile ad occhi chiusi

di Utente rimosso (cinerubik)
7 stelle

In viaggio verso il suo grande sogno (incontrare John Lennon), un professore d'inglese s'imbatte in due autostoppisti in fuga da realtà insoddisfacenti. Questo incontro donerà loro una prospettiva diversa e un nuovo modo di guardare la vita. Nostalgico e piacevole road movie diretto da David Trueba e premiato con 6 premi Goya 2014.

L'amicizia può non avere origini profonde ma aggrapparsi a idee e passioni comuni anche se a volte è sufficiente condividere lo stesso cammino per restare legati indissolubilmente. Il film LA VITA È FACILE AD OCCHI CHIUSI, diretto con un tocco poetico e nostalgico da David Trueba, è un piccolo spaccato della Spagna franchista. È il 1966, quando Antonio (Javier Càmara), insegnante d'inglese in un collegio di Albacete, decide di intraprendere a bordo della sua utilitaria un lungo viaggio verso Almeria per incontrare il suo idolo John Lennon, impegnato proprio in quei giorni nelle riprese del film COME HO VINTO LA GUERRA. Lungo la strada incontrerà Belén (Natalia De Molina), una ragazza in fuga dal monastero dove la madre l'ha fatta rinchiudere perché incinta di padre ignoto. Successivamente i due faranno la conoscenza di Juanjo (Francesc Colomer), un sedicenne desideroso di poter esprimere se stesso liberamente lontano da un ambiente famigliare patriarcale e culturalmente "soffocato". Antonio caricherà i due ragazzi e il trio si spingerà "on the road" verso la meta, attraverso il desolato e desertico paesaggio andaluso.  Mentre la natura selvaggia e quasi western sfila fuori dai finestrini, è presente ovunque e si percepisce continuamente l'assolutismo di Franco che invade la scena attraverso enormi scritte propagandistiche sui versanti delle montagne, numerosi notiziari televisivi quasi in sottofondo, militarizzazione delle strade; sono presenti anche la miseria e una fame che spinge bambini a chiedere continuamente la carità ai forestieri disdegnando un pallone da calcio offerto loro al posto di pochi spiccioli. L'aria che si respira è quella di una certa apprensione generale che ha ormai contagiato gran parte del paese, quasi rassegnando le generazioni future. Calzando "stretta stretta" questa realtà, i tre protagonisti, stanchi di salvare le apparenze e di un'educazione impartita a suon di schiaffi, decidono di chiudere "metaforicamente" gli occhi e di aprirli verso i propri sogni, seguendo l'esempio del determinatissimo Antonio e scoprendo lungo il cammino, molta umiltà e umanità. Il contesto potrà far "temere il dramma" ma LA VITA È FACILE AD OCCHI CHIUSI non è che una filosofia trasposta in avventura che, fedele al messaggio contenuto nel titolo (aprirò poi una parentesi), espone in modo convincente che la realtà non è necessariamente ciò che si mostra agli occhi e che la dignità può salvarsi dall'annegamento solo affrontando coraggiosamente la vita. Tornando al discorso del titolo (sia maledetta la licenza poetica), esso è la frase contenuta in una strofa di STRAWBERRY FIELDS FOREVER, composta da Lennon proprio durante la sua permanenza in Spagna. Il verso recita "Living is easy with eyes closed" che non ha per soggetto la vita ma il VIVERE (nel titolo spagnolo la traduzione è fedele). Anche in questo caso non rinuncio, fedele alla mia crociata contro le free translations, di sottolineare la distorsione, seppur minima, di un verso. Ottimamente riuscita è l'interpretazione di Javier Càmara (premiato con un meritato Goya), nel ruolo del bislacco, saggio ma assertivo professore che attraverso la sua passione per i Beatles e i loro messaggi di libertà, si offre a tutti "fertilizzando" un terreno ostile e ottuso dove non mancano però le brave persone. "John Lennon è ricco e famoso, perché credete che urli HELP?" domanda Antonio a Belén e Juanjo sulla rotta di Almeria. Un quesito che trova risposta nelle tante esigenze (immateriali) dell'uomo che è sempre costantemente in cerca. La colonna sonora di Pat Metheny, selezionata con molta sagacia, è perfetta per questo "road movie" e coccola l'udito mentre agli occhi pensano la splendida e incontaminata Andalusia e i piacevoli sorrisi di una Natalia De Molina (dal profilo tipicamente spagnolo) in un'interpretazioneche è valsa anche a lei il Goya (come rivelazione). Lontano anni luce da commedie demenziali che cercano di strappare la risata con volgarità e comicità insipida, il film di Trueba è una tenera evasione nell'amicizia senza pretese, nell'incontro che cambia la vita e mentre si è costretti a voltare le spalle a una realtà insoddisfacente, gli occhi, quelli più intimi dell'io, li apre. 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati