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American Hustle - L'apparenza inganna

Regia di David O. Russell vedi scheda film

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La recensione su American Hustle - L'apparenza inganna

di Baliverna
7 stelle

Truffe e macchinazioni finanziarie nell'America della fine degli anni '70. E oggi come stanno le cose?

Mi stupisco che nessuno tra quelli di cui ho letto i commenti lo abbia rilevato, ma io qui ho sentito odore di Scorsese sin dalle prime scene. Oltre allo stile, ai movimenti di macchina e alle inquadrature operate da D. O. Russel, Christian Bale recita come Robert de Niro (che compare in un cameo), e Jeremy Renner come Joe Pesci. E l'argomento del potere del denaro negli USA è scorsesiano a sufficienza.

Quanto al film in sé è uno spaccato su una parte piccola della società americana, che agisce nelle retrovie, di nascosto, e ruota attorno al denaro, il quale è un valore assoluto e onnipotente. Da una parte vediamo le truffe finanziarie, e dall'altra la commistione tra politica e affari, tra corruzione, riciclaggio e finte donazioni. Le truffe, in particolare, sono basate sulla messa in scena, sul millantare molto denaro e conoscenze altolocate, e sostanzialmente sulla recitazione di una parte di chi non si è. Una parte fondamentale la gioca la tecnica di persuasione della vittima. Il protagonista ha passato la vita a sguazzare in questa melma, con la coscienza grassa e accomodante, ma le circostanze lo porteranno a truffare un amico, che è anche una brava persona. Questo è insieme un castigo di chi viene giocato dai propri giochi sporchi, e una difficile via d'uscita, una strettissima porta per la quale è difficile passare. La ripugnanza che sente nel tradire l'amico e il mal di cuore (nel duplice senso) sono sintomi che dentro una parte di lui non è morta e corrotta. Il suo personaggio, mutatis mutandis, non è così diverso da quello di “L'asso nella manica” di Billy Wilder. L'FBI, però, non è molto diversa dal mondo del crimine. Le motivazioni e i metodi dei poliziotti, infatti, li mettono su un piano molto vicino a quello dei truffatori stessi.

La rappresentazione delle truffe e delle macchinazioni finanziarie mi sembra buona; un po' meno quella del lato sentimentale della vicenda, che mi sembra un tantino rozza e semplicistica. Il fatto che il protagonista ami in qualche modo due donne andrebbe approfondito un po'. Lo stesso vale per i personaggi delle due tradite, che andrebbero approfonditi.

Comunque la pellicola ha un buon ritmo, è ben recitata, e offre uno spaccato interessante su una realtà che pochi conoscono.

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