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Ritorno al futuro

Regia di Robert Zemeckis vedi scheda film

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La recensione su Ritorno al futuro

di supadany
8 stelle

Genesi di un classico, un film sempreverde che tale è diventato grazie ad un’idea stimolante (il sogno condiviso di vedere dal vivo il passato), sviluppata in maniera scattante, con una felice profusione di idee ad ornare un itinere prodigo di divertimento condito anche da qualche (possibile, qualora lo si voglia) riflessione in più.

USA 1985, Marty (Michael J. Fox) assiste l’ingegnoso Doc (Christpopher Lloyd) mentre questo prova la sua macchina del tempo e per un incidente finisce con l’azionarla venendo così catapultato nel 1955.

Qui incontra i suoi genitori ancora ragazzi finendo con l’intromettersi nelle loro vite, dovendo così risistemare le cose onde evitare uno stravolgimento dei fatti che comporterebbe la sua stessa dissolvenza.

 

Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson

Ritorno al futuro (1985): Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson

 

Fantascienza dinamica che punta decisa all’intertainment, avvalendosi della fantasia sfrenata di Robert Zemeckis e di una scrittura fluida che insieme provocano oltre che le risate anche un effetto nostalgico che oggi funziona meglio di ieri visto che oltre agli anni ’50 adesso lo stesso discorso vale anche per gli ’80.

In tal senso il contrasto tra questi due periodi è ricreato con abilità, ovviamente è spassosissimo soprattutto il primo (lungo) approccio del disorientato Marty, ma anche tutta la costruzione a seguire piazza numerose gag ad effetto, battute fulminanti (come quella su Ronald Reagan per il quale era impossibile pensare ad un futuro da Presidente) ed un utilizzo di linguaggi diversi (per cui, per esempio, il termine “pesante” nel passato viene concepito solo relativamente al peso di qualcosa).

Importante per la riuscita l’affiatamento tra Michael J. Fox e Christopher Lloyd, molto diversi tra loro ma in grado di trasmettere un gran senso di amicizia e fiducia (oltre che caratterizzare i propri personaggi, Lloyd poi è un perfetto scienzato pazzo), mentre tra i temi, per lo più elementari (ma anche ben svolti), ho trovato particolarmente interessante il concetto per cui una semplice azione può modificare il futuro, aspetto da leggersi non solo per quanto riguarda i viaggi nel tempo, ma anche per la pertinenza con la vita di ogni giorno di ognuno di noi.

E così, grazie anche ad un andamento spesso brillante, “Back to the future” è diventato un cult hollywoodiano, che sul finale apre già al seguito (ancora lontano dal divenire) che soprattutto riesce ad essere tremendamente contagioso per l’entusiasmo che emana pur giostrando su una base assai semplice.

Una giostra felice.  

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