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Rita, la figlia americana

Regia di Piero Vivarelli vedi scheda film

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La recensione su Rita, la figlia americana

di mmciak
6 stelle

"Rita,la figlia americana" diretto
nel 1965 da Piero Vivarelli,
devo dire che mi ha lasciato perplesso.

La storia si svolge a Roma e racconta
che il "Professor" Serafino Benvenuti,è un industriale
benestante,che non per meriti propri ha
avuto in eredità un pastificio,ma lui adora
la musica classica talmente tanto che si fa chiamare
Maestro dal suo aiutante Orazio che gli organizza
concerti che paga lui la gente per poterli assistere.

Però un giorno decide di adottare una bambina americana,
cilena,Rita D'Angelo,che se la trovano ormai teenager
e che vorrebbe intraprendesse la carriera di
concertista classica.

Però Rita ama il rock e soprattutto il Beat e
fa amicizia con un gruppo di "rockettari"
che sono però odiati dal padre adottivo
perché fanno troppo rumore e si innamora di Fabrizio,
proprietario del "Tornado blu",
un locale frequentato da giovani amanti
delle nuove tendenze musicali.

Il Film distribuito dalla Titanus
(che bello il logo!Poi in bianco
e nero...) e prodotto dalla
CMV Produzione Cinematografica
di Fabrizio Capucci e Giancarlo Marchetti,
e in parte dello stesso regista Piero vivarelli,
la stessa che l'Anno prima aveva prodotto:
"Super Rapina a Milano",prima regia di
Adriano Celentano ma in collaborazione
proprio con Vivarelli che non si firmò,
torna con un lavoro che si colloca nei
"Musicarelli" e rappresenta l'incontro
tra un grande come Totò e la cantante
Rita Pavone,che lasciò una enorme traccia
in quel decennio con Celentano,Mina e Morandi,
con 50 milioni di dischi venduti.

Comunque il regista che scrive soggetto
e sceneggiatura costruisce il classico
schema del filone,dove c'è la storia
sentimentale in mezzo,il rischio di chiusura
del locale e le solite cose che facevano
ai primi anni del decennio,e punta naturalmente
dalla verve e improvvisazione del più grande
Comico che l'Italia ha avuto come Totò,
che in parte salva tutto il complesso
con la notevole presenza scenica di Rita Pavone.

Infatti nei titoli di testa c'è Totò che
fa il maestro della banda che lo segue,
che già fa ridere,e poi il regista praticamente
utilizza la maggior parte per il comico
la presa diretta e naturalmente rende
molto,forse esagera con il termine
"Mosica",ma riesce sempre da solo
a prendersi tutto sulle spalle e portarlo.

Solo che ci troviamo di fronte a una pellicola
che ha un Budget e soggetto risicato e
la regia di Vivarelli e a tratti amatoriale,
e per queste cose punta anche sulle performance
dei "Rockes",gruppo in voga all'epoca e le canzoni
della Pavone che canta sui classici come "Cuore",
infatti quando canta questo pezzo è uno dei
momenti alti di tutto il complesso.

Poi prende Lina Volonghi per fagli interpretare
Greta Wagner la istitutrice Tedesca di Rita,
per girare Roma e sembra un passaggio
turistico per allungare il brodo.

Insomma si vede che per molti tratti
è improvvisato e approssimativo,
con una trama risicata e molto
ingenua.

Nel Cast figurano anche:

Umberto D'Orsi-Fabrizio Capucci-Giacomo Furia-
Nino Fuscagni-Veronica-Nino Nini-Maria Teresa Di Pompeo-
Shel Shapiro (col suo vero nome: David Norman Shapiro)
e Mike Shepstone.

In conclusione un Film salvato
in parte dal grande Totò,
che è a briglie sciolte con
la presa diretta e dalla presenza
scenica di Rita Pavone,
che da soli mettono una linea di
una sufficienza risicatissima di una pellicola
distrutta dalla critica di allora,
dove si vede uno spaccato d'epoca
che furoreggiava il Beat e lo yè yè,
dove la cantante era esponente
soprattutto dell'ultima.

Il mio voto: 5,5.

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