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Grand Budapest Hotel

Regia di Wes Anderson vedi scheda film

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La recensione su Grand Budapest Hotel

di zombi
8 stelle

wes anderson è soggetto col quale vado d'accordo a fasi alterne. il precedente moonrise kingdom, mi aveva annoiato contro ogni mia volontà. nonostante vari "nonostante". con questo action ad alto tasso zuccherino di finto vintage con la fiera convinzione che tutto debba assomigliare ad un cartoon a passo uno, il buon anderson che interviste e leggende varie vogliono, abbia gironzolato molto dandy-niamente(ma adesso va di moda ancora parlare di hipster che io ho tardivamente conosciuto nei due romanzi di kerouac "sulla strada" e "i vagabondi del dharma") in giro per l'europa per i suoi invidiabili affarucci privati e giusto anche per dare un'occhiata più che approfondita ad eventuali set per il suo kolossal di carta pesta, è riuscito a trascinarmi(senza nemmeno accompagnarmi mano nella mano)nel suo mondo. illuminante tom wilkinson all'inizio quando ci dice cosa di solito si pensa di uno scrittore e di quello che dovrebbe essere il suo mo(n)do di scrivere. wes, e chi ha scritto con lui, mi ha anche dato l'idea di essersi divertito tanto. averci trascinato un attore come ralph fiennes che si è tante volte perso in operazioni commerciali di cui si sono perse le tracce e pure l'interesse, ha rafforzato i suoi intenti. tutto il mondo fastoso, estremamente lussuoso, arzigogolato, degno di qualsiasi fiaba più o meno oscura che si rispetti, veniva pericolosamente a traballare sotto i colpi di una guerra che rendeva tutto rischiosamente di... carta pesta??? e tutti gli adorabili nomi(con relativi favolosi visi)che si sono fatti manipolare dal regista per partecipare anche con minime pose al film, fanno parte della poetica finemente e testardamente calcolata di wes anderson, dove ogni capo d'abbigliamento o oggetto di scena è lì perchè l'allampanato spilungone ce l'aveva in mente e voleva che apparisse. e quindi che la facciata del GRAND B.H. insieme alla repubblica di zukowska venga a far parte del parco divertimenti di wes anderson di un mondo immaginario che si ferma poco prima che l'ecatombe intervenga a spargere sale in ogni dove e fare terra bruciata, a me sta bene e sono stato molto contento di aver pagato gli 8 euro per partecipare alle sue montagne russe, degne di un qualsiasi e stanco action movie ammerigano. qui a differenza degli action dove la action subentra agli interpreti a cui non è nemmeno richiesto un minimo di partecipazione motivata(almeno), assistere alla fintissima corsa su sci e slittino ricorda certi giochini di quando ero piccolo oppure perchè no, a qualche cartone animato cecoslovacco che riusciva a varcare la cortina e si insinuava nei palinsesti nostrani. chissenefraga se willem dafoe sembra la caricatura di una caricatura di se stesso. con quei denti ricorda quello che deve ricordare, un bulldog. e la mitica tilda? le servono veramente due pose e un pò di trucco e parrucco per essere un'ottuagenaria mirabile. ma per arrivare a questi risultati bisogna amare la materia che si tratta. e wes la ama, eccome se la ama.

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