Espandi menu
cerca
Le relazioni pericolose

Regia di Stephen Frears vedi scheda film

Recensioni

L'autore

LorCio

LorCio

Iscritto dal 3 giugno 2007 Vai al suo profilo
  • Seguaci 140
  • Post 34
  • Recensioni 1625
  • Playlist 251
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Le relazioni pericolose

di LorCio
10 stelle

Le relazioni pericolose è uno di quei libri generalmente non letti che si trovano negli elenchi dei romanzi epistolari nei manuali di letteratura. Lo scrisse Choderlos de Laclos ed è un testo di riferimento per tutti quei perversi che si mettono in testa di rendere la vita impossibile a qualcuno servendosi della terribile arma della seduzione. La storia è nota e pone al centro della scena due personaggi mostruosamente affascinanti, la mefistofelica Marchesa du Merteuil e il diabolico Visconte di Valmont, intenzionati a ledere il puro animo di Madame Marie de Tourvel.

 

Qualcosa non va e ad un certo punto, nella consunta routine sessuale del Visconte, entra in scena l’amore questo sconosciuto: ed è proprio l’amore a rendere il tutto maledettamente più complicato, perché la Marchesa, nonostante la glacialità delle sue azioni (“Sono nata per dominare il vostro sesso e per vendicare il mio”), non è esattamente immune ai sentimenti, e il Visconte, scoprendosi passionale romantico, non sembra più essere il cinico e falo seduttore di un tempo. A scatenare il disastro è la tremante ma sorprendente Marie, personificazione dell’imprevedibilità assoluta dei sentimenti.

 

Il film è uno spettacolo in cui si condensano vendette terribili, passioni insane, piani machiavellici, desideri incontrollabili: è l’onesto quanto irresistibile cazzeggio dei nobili francesi che qualcosa dovevano pur inventarsi per ammazzare il tempo. Impreziosita da una frase che va al di là della vita (“Trascende ogni mio controllo”), la ricca, bella ed inappuntabile sceneggiatura di Christopher Hampton si è guadagnata un Oscar.

 

Capitolo a parte sugli attori, meravigliosamente in parte, compresa la giovane ma già esimia Michelle Pfeiffer. Ma soprattutto un’occasione d’oro per l’istrionismo dei due perfetti protagonisti: John Malkovich è magnifico nella maturazione dei tormenti del suo Valmont, con un finale da brividi; e Glenn Close è divina in tutto quel che fa e che dice o che lascia suggerire dalle inquietanti espressioni del suo viso.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati