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Si alza il vento

Regia di Hayao Miyazaki vedi scheda film

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La recensione su Si alza il vento

di Spaggy
8 stelle

Si alza il vento per il maestro Hayao Miyazaki. Soffia con raffiche fortissime che gli fanno ancora una volta sfiorare il capolavoro, se non fosse stato per almeno due elementi che lo bloccano a un passo dalla vetta: la durata eccessiva (almeno una ventina di minuti potevano essere sforbiciati) e la storia poco vicina e fin troppo lontana per appassionare. Uno dei limiti di The Wind Rises è il concentrarsi sui molti progetti andati a male prima della realizzazione dello Zero, il nome con cui è più conosciuto il mitico Mitsubishi A6M usato dai giapponesi durante la Seconda guerra mondiale, arrivando a toccare anche il tedio in taluni passaggi.

Mischiando la carriera di Horikoshi con la sua sfortunata storia d’amore con la bella ma turbercolotica Nahoko Satomi, The Wind Rises segue la vita del progettista dagli anni in cui da bambino entra nei suoi sogni in contatto con l’italiano Gianni Caproni (la dimensione onirica non abbandonerà mai l'opera) fino alla fine della Seconda guerra mondiale, quando nessuno degli Zero giapponesi rientra in patria. Dando a ideali pacifisti (“gli aeroplani sono sogni, non si progettano per profitto o per la guerra”) il compito di smorzare alcune sterili polemiche (come avrebbe ad esempio Horikoshi non amare il design della tecnologia nazista quando nessuno al mondo sospettava ciò che Hitler aveva in mente? È semplice far dietrologia con il senno di poi) e affidando al vento il compito di divenire agente di cambiamento ma anche di distruzione, The Wind Rises diventa romanzo di formazione e ne segue ogni elemento caratterizzante: l’eroe si impegna con tutte le sue forze e contro ogni avversità a realizzare il suo scopo, lottando contro le avversità della natura (terremoti, incendi, piogge), sfidando le logiche della fisica e sacrificando in più di un frangente la propria vita privata. Oggi si direbbe che Jiro Horikoshi è stato un uomo dedito alla sua causa: Miyazaki invece ci ricorda che è stato un uomo con un obiettivo ben saldo da seguire, un visionario che è riuscito a sopraffare le sue stesse utopie e un genio dell’aeronautica da cui è dipeso, in piccolo, il destino di un intero Paese, appena uscito da uno dei periodi più neri della sua storia.

Com’è nella tradizione giapponese, valori come il lavoro, il sacrificio, l’amicizia e l’onestà, risultano sempre essere in primo piano. Così come è quasi scontata la presenza di personaggi “smorzatensione” con i loro atteggiamenti involontariamente comici. Seppur poco chiaro nella delineazione di alcuni dei personaggi secondari (diverse domande rimarranno senza risposta), The Wind Rises conferma, se qualcuno nutrisse perplessità a riguardo, che l’animazione tradizionale ha ancora un roseo futuro davanti a sé.

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