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Tom à la ferme

Regia di Xavier Dolan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Tom à la ferme

di bufera
6 stelle

Tratto da una piece teatrale,Tom à la ferme, quarto film di Xavier Dolan, è in sostanza un dramma esistenziale che deraglia nel thriller psicologico

locandina

Tom à la ferme (2013): locandina

Tom à la ferme (2013) è il quarto film diretto da Xavier Dolan,sulla base dell'omonima opera teatrale di Michel Marc Bouchard con il quale Dolan ha scritto la sceneggiatura,occupandosi anche della scenografia,dei costumi,del montaggio e dell'interpretazione del personaggio principale.E' la prima volta che il soggetto non è scritto da lui e in un certo senso si avverte,il film è stato presentato in concorso alla 70° Mostra d'arte cinematografica di Venezia, vincendo il Premio FIPRESCI.

 

 

Tom Podowski ( Xavier Dolan), giovane agente pubblicitario, parte da Montreal alla volta della campagna canadese nella sperduta fattoria dei Longchamp, per assistere al funerale di Guillaume, suo grande amore oltre che collega di lavoro. Giunto alla casa Tom non trova nessuno,ma poco dopo arriva Aghate ( Lise Roy) madre del defunto alla quale il giovane si presenta e le dice che il suo scopo è, oltre che partecipare al funerale, conoscere il resto della famiglia. Ben presto Tom si rende conto che la madre, donna dolcissima e ospitale, non sapeva nulla dell'omosessualità del figlio e dell'esistenza dell'amico, al contrario dell'omofobico e violento fratello maggiore di Guillaume, Francis (Pier-Yves Cardinal), che, sopraggiunto, costringe Tom a mentire sulla sua natura e sul tipo di relazione che aveva avuto con il defunto.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Durante il funerale, Tom non si sente di fare un discorso, che aveva preparato, pieno di belle parole che avrebbero reso felice la madre, e piuttosto fa ascoltare una canzone che piaceva molto a Guillaume. Per proteggere ulteriormente la madre, Francis fa venire,dopo una  telefonata di Tom, una ragazza di nome Sarah, spacciandola come la fidanzata di Guillaume, la quale in una sceneggiata senza ritegno racconta fatti e sentimenti mai esistiti tra lei e il defunto e, prendendo da parte Tom, per ferirlo, gli riferisce di aver avuto rapporti sessuali frequenti con Guillaume.

 

 

In questa fiera di menzogne e silenzi, si consuma la follia di Francis, che preso da un forte attrazione per Tom, lo picchia violentemente e lo insegue, per agguantarlo, attraverso un campo di granturco, dove le foglie in autunno sono taglienti come coltelli che feriscono Tom ai polsi, al punto da doverlo far medicare da una dottoressa. Inutile addentrarsi nei dettagli rivoltanti di ciò che Francis fa aTom, il quale attratto anche lui in una sorta di masochismo, non regge la tensione crescente e decide di fuggire per tornare in città ,nonostante le suppliche e le minacce larvate di quel folle pericoloso, che, a suo dire, non puo fare a meno di lui e vuole diventare un uomo migliore.....

 

 

Il film è un thriller psicologico ad alta tensione, sottolineata dalle musiche appropriate di Gabriel Yared, che accompagnano anche il  ritorno di Tom ( un Dolan con una capigliatura biondastra e un volto distrutto dalla tensione e dalla delusione).Non mancano i consueti primissimi piani degli attori, specie di Agathe, quando urla perchè vuole conoscere la verità sul tipo di vita e la morte che ha avuto il suo figlio minore Guillaume, partito da casa a 16 anni senza dare più notizie di sè.Ma in provincia è meglio mettere tutto a tacere. Bellissimo il paesaggio autunnale, le inquadrature degli animali della fattoria e le numerose luci abbaglianti nel cielo notturno e nei palazzi della città.Tutti questi spazi aperti li ha creati Dolan, partendo da una rappresentazione sul palcoscenico e dovendo adattarla al cinema.

 

 

Film della menzogna e del non detto, per la violenza, gli abusi e la cattiveria del fratello omofobico del defunto, che mette a dura prova  il personaggio di Tom e talora anche lo spettatore.Non è certo tra i miei preferiti fra quelli di Xavier Dolan,nonostante l'ottima fattura,

ma è una valutazione strettamente personale, che può essere giustamente non condivisa dagli altri.

 

Pierre-Yves Cardinal, Xavier Dolan

Tom à la ferme (2013): Pierre-Yves Cardinal, Xavier Dolan

Pierre-Yves Cardinal, Lise Roy, Xavier Dolan

Tom à la ferme (2013): Pierre-Yves Cardinal, Lise Roy, Xavier Dolan

Lise Roy

Tom à la ferme (2013): Lise Roy

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