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La notte del giudizio

Regia di James DeMonaco vedi scheda film

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Enrique

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La notte del giudizio

di Enrique
4 stelle

I primi padri fondatori americani armarono le mani dei loro figli (II emendamento) con la scusa di dovere consentire loro la legittima difesa.
In un futuro prossimo venturo, I nuovi padri fondatori armeranno le mani dei superstiti (di anno in anno) con la scusa di permettergli di difendersi da loro stessi; dalle loro connaturate pulsioni predatorie. Per il bisogno, dunque, di purificazione dei vivi… e (soprattutto) di pulizia etnica della società. Una società ove 364 giorni paiono sufficienti a trasformare ogni bravo vicino in un aguzzino (li mortacci che “virtuosi” ‘sti yankees). Ed a cancellare, al contempo, ogni traccia di tale “fisiologica” metamorfosi.

Idea alla base del film? Provocatoria ergo interessante. L’America ha trovato il modo di mondarsi dei suoi “parassiti” e di sanare la “follia” di “qualche” testa calda. Ma a che prezzo?
Soggetto del film? Uhm, discreto. Una famiglia che ha tutto da guadagnare da questo assurdo stato di cose sperimenta sulla propria pelle tutta la depravazione che esprime tale “cerimonia di purificazione”. Passata la nottata, nulla sarà più come prima (ma lo era davvero mai stato?).
Sceneggiatura? (Purtroppo) un mezzo disastro. Fa acqua da tutte le parti.

Ma dove lo si è mai visto un bimbo (il fratellastro di Christina Ricci?) apparentemente sveglio (tecnologicamente parlando) che ha accesso ai codici di attivazione del sistema di sicurezza domestico (cioè, insomma, in effetti qui il “cretinetto” è il genitore che prima lo lascia fare e poi non approfitta della “purga” per dargli una bella botta in testa)? E dove si è mai visto il miglior sistema di sicurezza in circolazione cedere di colpo, tutto in una volta, per effetto di un pick-up e quattro catene?
Ma vogliamo parlare del “boyfriend” di lei? Un vero genio (del male, peraltro).

E perché gli assalitori tolgono la corrente alla casa, se vogliono che l’agnello sacrificale sia trovato e consegnato vivo (FilmTV)?

Così, circa metà film si svolge al buio (ma che barba!) e l’altra metà si consuma troppo in fretta (il film dura pochissimo), quando invece qualche scampolo di riflessione sociologica in più (riposto il machete) non avrebbe guastato.

Ma, poi (a ben riflettere), si può mai davvero credere che un paese intero (davvero smanioso di vendicare invidie e piccoli latenti rancori di vicinato col sangue?!) possa riuscire a risorgere dalle sue ceneri dopo essersi letteralmente dissanguato in una sola ma lunghissima notte. Come minimo si candiderebbe all’estinzione nel giro di pochi anni.
Eppure, stante quanto si è visto al box office (USA però), questo non può che essere l’inizio (di una serie che si preannuncia lunga e sanguinosa).
In verità, è facile constatare come la premonitrice denuncia socio-politica sia un pretestuoso fugace ammiccamento che lascia presto il campo libero ad un triviale spettacolo pseudo-ludico tanto elementare quanto viziato da inusitate dosi di patente stupidità.
E dire che ero così gasato dal trailer di Anarchia (ma adesso che so cosa mi aspetta col cavolo che vado a spenderci un euro bucato!). Uffa!

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