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Se sposti un posto a tavola

Regia di Christelle Raynal vedi scheda film

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La recensione su Se sposti un posto a tavola

di mc 5
4 stelle

Chi mi conosce sa bene della mia antica passione per il cinema francese. E sa altrettanto bene che, in tale ambito, metto al primo posto il genere noir (con una predilezione per il "polar") seguito a ruota dalla commedia sentimentale. E questo perchè ritengo che i francesi siano maestri assoluti nel mettere in scena equivoci sentimentali, a cavallo tra relazioni amorose e brillanti schermaglie tra amanti. E' tutta una questione di "tocco", di una leggerezza che solo i cineasti d'oltralpe riescono a rappresentare con insuperabile brillantezza. Potrei citare decine di titoli ma in questo momento l'unico che mi viene in mente è il delizioso "L'amore dura tre anni", film che da noi è passato inosservato l'anno scorso, ma che in Francia ha registrato incassi cospicui ed è diventato un piccolo caso cinematografico. Ed esiste un curioso legame tra la pellicola che ho appena citato e questo "Se sposti un posto a tavola". All'inizio del film, infatti, assistiamo ad una breve sequenza in cui la protagonista, in treno, sta leggendo proprio il romanzo da cui quella pellicola fu tratta, testimoniando peraltro il successo popolare raggiunto da quell'opera. Purtroppo però, accade che non tutte le ciambelle riescano col buco. E mi duole in modo particolare dover affermare senza titubanze che stavolta la Francia (nella persona della esordiente regista Christelle Raynal) ha toppato di brutto. Con questo non intendo dire che il film è destinato all'insuccesso, perchè poi, nella sua frenesia (il ritmo della storia non dà tregua) può anche divertire, ma io resto dell'idea che per godere di un film così pasticcione bisogna proprio essere di bocca buona. L'autentica commedia francese richiede un approccio decisamente più raffinato e insinuante, mentre qui lo spettatore viene assalito da una carica travolgente di ruffianeria e piacioneria talmente scatenate da rendere l'operazione forzata e anche un pò antipatica. Personaggi stereotipati in cui il grottesco viene quasi spacciato per realistico, ciascuno dei quali è vittima di inquietudini sentimental-sessuali al punto che assistiamo ad una sommatoria di "sbroccamenti" (termine sovente utilizzato da una delle protagoniste) che vorrebbe essere brillante e spiritosa ma che in realtà genera irritazione. Se c'è un aggettivo che potrebbe idealmente definire il senso di questo prodotto è "SCIOCCO". Una commedia sentimentale dovrebbe trasformare un impianto leggero di sceneggiatura in qualcosa di godibile e brillante e invece qui non si fa che sommare sciocchezza a sciocchezza, col risultato che tutti i personaggi, anzichè suscitare empatia, alla fine diventano o sciocchi o antipatici. A questo poi aggiungiamo alcuni passaggi sentimentali inopportunamente melensi: al di là della pochade, infatti, alla resa dei conti, si scopre che l'obbiettivo è "apparecchiare" un finale dove cuore faccia rima con amore, in un tripudio di baci coccolosi tra i due protagonisti. E a quel punto la misura è colma: dopo un'ora e mezza di equivoci sciocchissimi e personaggi stereotipati, uno si deve beccare pure il finale da Baci Perugina!! Nell'impossibilità di riassumere una trama troppo macchinosa, occorre spiegare che a dominare tutta la vicenda è il famoso pincipio delle "Sliding doors". Precisamente, tutto prende le mosse da un banchetto di nozze e, partendo da tre possibili opzioni circa la disposizione degli invitati a tavola, ci vengono presentati tre sviluppi di sceneggiatura diversi. Ora, voi capite che un meccanismo del genere (tre film in uno) richiede una capacità di coordinamento pazzesca, e invece qui c'è solo voglia di "fare effetto" sul pubblico sfornando situazioni imbarazzanti a ritmo sostenuto, in realtà creando soprattutto confusione. In pratica, cioè, il film ci mostra diverse coppie che, per ben tre volte, vengono "ri-accoppiate" in modo diverso, il tutto gestito malamente da una regìa incapace di mantenere sotto controllo questa estenuante girandola di schermaglie amorose. Quanto al cast, fermo restando che quasi tutti gli attori recitano con incomprensibile enfasi, c'è da dire solo che risultano uno più stupidamente sciocco dell'altro. Ma una segnalazione speciale è dovuta al protagonista, Lannick Gautry, nei panni del belloccio della situazione, inutile e vacuo sia come personaggio che come attore. Sorry, ma non avrei mai immaginato di dover commentare con queste parole una commedia francese. PS: scena SCULT d'eccellenza quella di una cena a base di cucina molecolare: sequenza penosa e imbarazzante per la sua idiozia.
Voto: 4

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