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Quartieri alti

Regia di Mario Soldati vedi scheda film

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La recensione su Quartieri alti

di zombi
8 stelle

i quartieri alti sono uno stato mentale che devia dalle priorità, come insegna la titì di "i nostri sogni". la vita di giorgio è frenetica ed isterica, totalmente occupata a vivere una vita che non gli piace solo per accontentare la sua bramosia di benessere e l'egoismo di amici e parenti che vivono tutti insieme allegramente alle spalle della riccona donna lina che li mantiene tutti in un hotel di lusso. giorgio sta tramando qualcosa all'oscuro di tutti, tranne che di barbara, che riveste il ruolo di amante di un amante. sono tutti in subbuglio perchè giorgio non si trova e donna lina sta uscendo dal suo bagno. giorgio è tutto indaffarato a fingere di essere ciò che ha raccontato ad una ragazza conosciuta da poco e di cui si è innamorato. dev'essere una sensazione nuova per lui, abituato a lusingare le donne per i soldi che hanno in dote, in banca o dovunque essi siano. un'inizio denso di confusione che frastorna anche lo spettatore che fatica un pò a star dietro al bailamme. sembra si consumi una rapina e poi invece siamo in una villa che giorgio ha affittato per la sera, insieme ai cuochi e a due attori che devono fingersi i genitori. gli attori se la cavano benissimo tra il serio fanny marchiò, la donna lina e il faceto e cioè tutta la combriccola di mantenuti che si preoccupano di donna lina solo in virtù del fatto che dall'oggi al domani potrebbero essere in mezzo ad una strada. nel mentre giorgio, i finti genitori(sammarco e stival), il capo-cameriere(già capo cameriere in "i nostri sogni")si affannano per rendere il più veritiero possibile, quella farsa impossibile per isabella. il film è una strana e non perfettamente amalgamata commistione di troppi generi in un troppo poco lasso di tempo, però il talento dei commedianti fa si che si nutra un certo disgusto per questi crostacei così saldamente attaccati alle calcagna di un uomo che a furia di prostituirsi per denaro, ha trovato nel visino pre-raffaelita di adriana benetti, il momento giusto per dire basta a tutto e a tutti. il bellone massimo serato è ottimale per questo ruolo che ha bisogno di un certo viscidume da mantenuto, con le sue sopracciglia da rapace che però si spenna per la caparbietà di isabella, che sembra così indifesa e debole e invece sfodera una buona dose di fiducia nell'uomo che sa di potersi permettere di amare. 

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