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Nebraska

Regia di Alexander Payne vedi scheda film

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La recensione su Nebraska

di Baliverna
8 stelle

Ritratto di un'America di provincia desolata e annoiata, dove si vive tirando a campare.

Questa è una prova che il cinema americano, quando vuole, può ignorare il botteghino (pur non venendone poi ignorato) e girare un film intelligente e vero, dai toni minimalisti, senza supereroi (anzi), e senza divi super belli.
Questa pellicola di Alexander Payne è un interessante ritratto dell'America di provincia, che più provincia non si può, dove la vita scorre lenta e pigra, e spesso è anche grama. Il regista riesce a darci una serie convincente di ritratti umani che sembrano presi dalla vita reale, con le loro miserie e le loro piccole virtù. Oltre la coppia di protagonisti, i personaggi sono svariati, ma lasciano tutti il segno. Di quelli secondari mi hanno colpito la moglie del vecchio, rozza ma brava, e i due gemelli, che passano le ore davanti a noiosissimi programmi televisivi. Il protagonista, invece, è praticamente un fallito, uno che ha messo su una famigliola scricchiolante (che comunque ha tenuto), ma ha fatto tanti errori, omissioni, scelte sbagliate, ed è stato un padre e un marito senza spina dorsale. La fissazione del premio è in realtà per lui un desiderio di riscatto da una vita mediocre, pensiero che evidentemente comincia a premere in prossimità della morte, quando inizia a fare dolorosi bilanci.
E' certamente buona l'interpretazione del vecchio Bruce Dern, l'ex smilzo dentone degli anni settanta, ma anche la prova di Will Forte nei panni del figlio è notevole.
L'andamento della trama è pacato e fluido, il che è merito di un calibrato senso del ritmo e degli stacchi da parte del regista. La vicenda, infatti, si segue con interesse e partecipazione; se comunque sappiamo fin da subito che il milione di dollari non ci sarà, seguiamo con attenzione gli sviluppi del rapporto padre e figlio, che non sappiamo che piega prenderà. In qualche momento c'è spazio anche per qualche risata, come l'episodio del "furto" del famoso compressore sbagliato (quello giusto non lo vedremo mai).
Ricorda un po' "Una storia vera" di David Lynch, ma è un film originale che ho guardato molto volentieri. E poi sa commuovere senza inutili patetismi o emozioni a comando.

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