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La vita di Adele

Regia di Abdellatif Kechiche vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La vita di Adele

di mck
9 stelle

Imitation of Life.

Epilogo extra-diegetico : cerone, fard, muco e lacrime.

 

 

Scrivere di cinema è come suonare di pittura.

 

 

La Vie d'Adèle ( Chapitre 1 & 2 )

[ versione doppiata ]   * * * (*) ½

 

 

Dacci oggi il nostro set quotidiano, ovvero : l'attitudine a vivere.

 

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Capitolo Primo : Preliminari.

 

E' l'uso che fa la regola.

E Adèle detta legge al mondo : perché diamine dovrebbe essere solo omo o solo etero il suo rapporto col corpo sociale ?

E l'incontrario, che se lo fosse, varrebbe anche all'inverso.

 

Infinite forme bellissime.

I sessi sono 2, e tra di loro il Cosmo...

 

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Le possibilità tra i sessi sono 3, estendendole alla soggettività d'entrambi diventano 6, e tra loro nemmeno l'Universo ne conclude l'inestimabile ineludibile insorgente schiera.

Il loro patrimonio di diversità. Volevo dire : matrimonio.

Contro chi crede di possedere le risposte senza porsi alcuna domanda.

Ma poi questo è amore. Che si riconosce nel sesso. Meglio sola. Non ci ''sono'' alternative.

 

Coito ( nell'accezione di Venire Insieme ) Ergo Sum.       

 

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Uno si butta in un cinema ( o tra le pagine di un libro come tra i solchi di un disco ) per ricevere una fetta di realtà im-possibile, che sia filtrata, traslata, reinterpretata ( resa ''migliore'' : perfetta, persino nella tragedia ), per poter meglio comprendere la Realtà che coabita con noi il Mondo, sia che si voglia 'evadere' dalla realtà quotidiana, sia che la si voglia penetrare, e poi invece ecco che allo spegnersi delle luci in sala, terminato anche l'ultimo spot pubblicitario a 120 decibel, quel che gli si manifesta di fronte agli occhi non è un telo bianco che illumina di riflesso le nostre immacolate attese con la luce sparataci alle spalle, da quel punto che sembra ci titilli coi fotoni raggruppati in flussi di piena in pieno la nuca, il resto del mondo fuori ( la sala, la testa ), no, non quel telo che come un sipario s'apre ripiegandosi pur rimanendo intatto e teso ( e facciamolo il paragone con l'imene, così possiamo andare oltre...), ma una finestra spalancata, uno squarcio sul mondo : lo schermo è chiuso, la finestra è aperta.

 

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Kechiche non ci mostra col dito al di là delle imposte quello a cui dobbiamo prestare attenzione, dedicare amore, non regola il traffico, non butta la MdP in mezzo alla gente e alle comparse i cui ruoli improvvisati sono scritti, rifiniti e cesellati a guisa di copia conforme del caso : Kechiche ritrae : dipinge i personaggi e lo fa rendendoli tela e colore essi stessi, li concretizza.

 

Ci sono riusciti in tanti : da King Vidor ai fratelli Dardenne, da Ken Loach a John Cassavetes, da Francois Truffaut a Jean-Luc Godard.

 

 

Non è, quindi, un film per gli spettatori al cinema, “La Vie d'Adèle”, “La Vie d'Adèle” è un film per i personaggi del Cinema : dovrebbero esserci intere platee di Jack Torrance, Lulù, George Bailey, Marion Crane, David Bowman, Ellen Ripley, Chauncey Gardiner, Gelsomina... ad assistervi, per 'liberarli' una volta tanto – ma non per tutte e non per sempre, che poi le luci si riaccendono e ci si guarda di nuovo in faccia - delle loro fantastiche avventure in loop eterno e catapultandoli per una volta sul Nostro Set Quotidiano.   

 

 

Tratto dal/la graphic novel di Julie Maroh, pubblicato/a in Italia da Rizzoli Lizard

 

( non ne parlerò qui per il semplice fatto che non l'ho letta, la storia narrata nel Romanzo a Fumetti che sulla carta copre un arco narrativo di 8 anni, dai 15 ai 23 della protagonista, dato che il mio rapporto col fumetto si limita al Ronfo del Corriere dei Piccoli, a qualche striscia dei Peanuts, al “Maus” di Art Spiegelman ( da non confondersi con lo SpielbergMan che ha impalmato il film a le Festival de Cannes ), alle vignette di Altan, Bucchi & C. e alla messa su carta della rotoscopizzazione di R.Linklater dell' “A Scanner Darkly” di P.K.Dick )

 

in contemporanea con l'uscita dei primi due capitoli ( il 3° e il 4° dovranno forse aspettare la crescita reale della protagonista ) della trasposizione filmica di Kechiche qui racchiusi in un dittico/trittico che racconta ed affronta una prima buona parte degli 8 narrati da J.Maroh

 

( mi sembra il film più adatto per aprire la diatriba su come declinare questo forestiero sintagma, se al maschile o al femminile : l'anglicismo passa dal “the” all' “il” e al “la” e si trova confuso, come Giovanardi in un campo di carote, finocchi e patate, ma la chiudo subito, con l'aiuto degli amici dell'Accademia della Crusca, dopo essermi dato alla semina di lanterne con le mie braccia rubate alla pastorizia : “novel” è a sua volta un...italianismo, derivato da “novella” : chiaro allora, no ? Se no, ripensate al proverbiale motto agricolo ( p.s. : a proposito di zolle da Zappare, compito a casa : trovare nel testo la citazione parafrasata da Frank Z. ), l'adagio che v'indica la via dei campi da arare, e fatevene una ragione. O chiamatele Bandes Dessinnées ),

 

la pellicola si avvale dell'ottima fotografia di Sofian El Fani ( promosso a tale ruolo dopo aver ricoperto quello di Operatore alla Macchina in ''l'Esquive'', ''la Graine et le Mulet'' e ''Vénus Noir'' ) e di ben sei montatori, tra i quali la co-sceneggiatrice Ghalia Lacroix

 

 

Intermezzo : 5 e 6 Novembre 2013.

 

Sandinisti a Lower Manhattan.

 

A chi si rivolge Kechiche ?

Alla nata secca e marcita in fretta Primavera Araba che rinchiude con cadenza ciclica Amina 'Tyler' Sboui ?

All'eterno Almanacco d'Autunno d'Europa, come un calendario dell'Avvento dell'Apocalisse ?

Alla Rust Belt del MidWest U.S.A. ?     

Alla mezza luna araba sdraiata in riva al Mare Nostrum con un piede o una mano a mollo nel golfo Persico : da ovest verso est con ritorno : Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Yemen, Iraq, Giordania, Siria.

Alle quote latte, al latte sversato sulle strade e a concimare i campi, alla frutta lasciata marcire sugli alberi e nelle vigne, alle arance iberiche che viaggeranno veloci come neutrini da Lisbona verso Kiev sbancando montagne italiche lungo una corsia preferenziale tutta per loro, alla moneta unica, ai container che viaggiano vuoti e ai capannoni che nascono macerie fameliche, agli eserciti compartimentati, alle frontiere di ritorno ( Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Fini-Giovanardi, Decreto Sicurezza Maroni, Indulto ed Amnistia ).

All'ObamaCare ( ve la ricordate la Social Card, la Tessera della Povertà di Tremonti ? Ve lo ricordate Tremonti ? ).

 

A chi ha 6 €uri e 80 centesimi o 7 €uri e ½ da spendere.

 

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Ed è già in strada...     

 

 

--- Bibliografia : “the Time of Our Singing” – Richard Powers – 2003 ( Mondadori, 2006 ) : trama for dummies : tedesco bianco sposa americana nera e hanno tre figli, il primo quasi bianco, quello di mezzo una via di mezzo, l'ultimogenita diventerà una Black Panther. E : musica antiqua, Marian Anderson, fisica quantistica...

--- Discografia : “New York” – Lou Reed – Warner, 1989 : il Romanzo su New York.

--- Biografia : Bill De Blasio ( nato Warren Wilhelm, jr. - Manhattan, New York City, N.Y. - 8 Maggio 1961 ) : eletto dal 'nulla' sindaco democratico di New York col 75% dei voti dopo un Ventennio Repubblicano. Ha sposato Chirlane McCray, una scrittrice, poetessa, editrice, politica e attivista civile, lesbica nera, convertendola all'eterosessualità, e alla fedeltà.

--- Storiografia : “Visioni d'Europa – Prologo” - Tarr Béla – 2004

--- Geografia : magari adesso è il periodo migliore per visitare New York. Non che Lille non meriti permanenza universitaria, Bruxelles è a un passo, Parigi e Strasburgo un po' più in giù. Ecco, Vienna ! LA N.Y. di fine '800.    

 

In tempi di colonizzazione del semi-privato ( un privato esploso, sfilacciato, liquido, svenduto, anzi regalato con gl'interessi a carico del donatore, preso in ostaggio dall'immagine trasparente di sé, un privato dismesso dal suo ruolo di baluardo del reale e sottoposto alla gogna dell'essere maschera delle nostre false inadeguatezze costruite ad arte dal mercato alla stregua di spauracchio del nostro io contrito e rattrappito ) da parte degl'integralisti più realisti del re, Kechiche fa lo scalpo allo scalpore : non sono i corpi nudi ( impegnati in un 66, in un 69 e in un 96 e in un 99 ) a colpire, ma il nudo volto di Adèle.   

 

 

Capitolo Secondo : il Secondo Principio della Termodinamica.

 

L'interpretazione suprema : la meccanica dell'atto sessuale.

La danza tribale del piacere : è un Rito.

La fantasia nel sesso se lasciata sola a se stessa prevarica lo scopo prefissato, distrae dal culmine reiterato, protratto, posticipato, rimandato : la tecnica la completa.

 

È impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo senza l'apporto di lavoro esterno” : il lavoro che compete al ( e grav(it)a sul ) nostro sguardo.

Attraverso lo schermo.

 

 

Adèle Exarchopoulos, classe '93, e classe da vendere : umidore fatidico, asprezza disinvolta, basterebbe il momento in cui riceve lo schiaffo, quei microsecondi successivi al colpo, il suo parziale, sorpresosi fiero rialzare immediato lo sguardo di traverso e dritto come a dire ok va bene : il suo restituirci il colpo.  

 

Léa Seydoux, classe '85 : il suo ruolo è quello di conferire calor freddo al blu, ed è di una bravura eccezionale, ineccepibile, impressionante, che lavora come si dice di sottrazione, ma a farlo ci vuole, ancora e sempre, classe.

La sua interpretazione è magnificamente aderente alla verità del suo personaggio di cui indossa la pelle, gli abiti e il colore di tinta dei capelli, ed è gestita, sia in fase di sceneggiatura che di regia, alla perfezione : il suo è l'oggetto del ''contendere'' tra le due anime/voglie/istinti/necessità di Adèle, in rapporto entrambe con il "quel che penserà la gente di ciò, di noi, di me". Emma è la normalità borghese risolta, per e in questo la sua è una caratterizzazione di una pertinente, doverosa, opportuna, sostanziale ed occorrente asintomaticità ferina. L'in-assenza di verità incarnata : una presenza ''altera''...paradossalmente ''normalizzante'' la sua, che in quel dato momento riesce a condurre Adèle attraverso un mondo che fino a poco tempo prima non sapeva nemmeno di desiderare, di essere, di potercisi riconoscere.

 

Emma non ama Adèle tanto da perdonarle un tradimento nato dalla solitudine di troppo di quel quasi non amore. Emma che ritrae Adèle donandola all'eterno temporaneo dell'esposizione agli occhi altrui.

Adèle che non ha ancora imparato a disamorarsi dell'amore per...con Emma, a incominciar da quando credette che l'amore scoperchiato da un banale tradimento potesse sopravvivere al proprio disinganno.      

 

 

Scambio di calore che fluisce.    

 

 

La tecnica di ripresa delle scene di sesso esplicito è perfettamente in linea con lo stile di tutto il film : sono masticazione, sono botta e risposta di liti per strada, sono dipinti che si basano su uno stile precedente, sono vita già vissuta che si reitera cercando la perfezione impossibile nell'epoca del porno internettiano, sono scene che riposano lo sguardo dalle battaglie che si svolgono altrove, ovvero le sequenze dell'innamoramento, le liti per strada di fronte scuola con le 'amiche'-compagne, le manifestazioni studentesche, le 'terribili' pose alla festa di compleanno di Emma e poi ancora nel prefinale del vernissage, le magnifiche scene all'asilo e poi a scuola, ora non più dietro a un banco ma ad una cattedra, pura regia dei volti ( "Essere e Avere" di N.Philibert ) : paradossalmente la ''scoperta'' del piacere e delle sue possibilità è descritta proprio come in Vénus Noire, ''antropologicamente'' ( laddove l'antropologia di "Vénus Noire" non era quella ''razzista'' degli accademici d'allora, ma quella dello sguardo di Kechiche su di essi, che procede ad accompagnare il nostro per blocchi esperienziali ) : un attrito di terminologie narrative che genera un PdV ''diverso'', almeno un poco ''diverso'' dal solito : un focolare di vera umanità per chi si appresta a crescere ai tempi di youporn.  

 

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Eccola, la felicità e la gioia, anche quando la protagonista rimane schiacciata, irrealizzata per una grossa fetta della sua permanenz'al mondo : quella fame di vivere, quell'appetito verso ogni aspetto dell'esistenza.

 

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Convertire integralmente il calore dell'esistere ( consistere, sussistere ) in Lavoro Sociale. Sul proprio corpo, con la propria faccia. Considerare il freddo una miniera da cui estrarre necessità sopite e sottrarre zavorre ideologiche, scambiare secrezioni, trasferire bisogni, assorbire necessità, condividere critiche e giudizi, speculazioni ed analisi, subire aspirazioni, desiderare la stabilità di una felicità insperata.

La manutenzione della propria coscienza.

 

Non basta vivere.

 

 

Addenda  :  il Film.

 

--- Capitolo Primo  :  a Casa, a Scuola.

 

Spaghetti al sugo.

 

Porta. Cancello. Strada.

Pieno del suo Sguardo rimango a guardarla mangiare con la bocca aperta : è cosparso di briciole, il volto di Adèle, filiazione diretta da la Graine et le Mulet, mentre la sua lettera di uno scarlatto ultramarino impara a leggerla e a indossarla col tempo, il suo grembiule ottentotto morale portato infine a sigillo e segno del suo essere Venere Bianca, Marianna di Francia, scegliendo, e decidendo da che parte stare, la sua, Adèle.

E nella scena più concitata, implosa e disturbante, un vero e proprio carnaio, un'imboscata da parte di alcune compagne di scuola, si ritorna a l'Esquive, ma invece del Marivaux di “Le Jeu de l'Amour et du Hasard” ( Adèle non scambia alcun ruolo : lei vuole solo amare, insegnare - e le scene da studentessa a scuola sono importanti anche perché lei da adulta sarà una maestra -, cucinare, e scrivere per sé ), qui vengono messe in scena ( gli attori che interpretano i loro personaggi che ''non sanno'' di agire secondo delle preconfezionate convenzioni sociali che li plasmano e li prosciugano della loro personalità mentre continuano a rimetterli in scena, bell'e pronti per la loro vecchiaia : ma non c'è solo quel palcoscenico, dalle quinte irrompono sull'assito del palco anche voci sensate in difesa di lei ) le gesta di Adèle-la Vie de Marianne, incompiute come tutte le vite.

( Il didascalismo di certi dialoghi nella sequenza in cui si parla della Marianne di Marivaux non poteva che essere tale, essendo una scena che racconta di una lezione scolastica.)

Il compimento è solo una piccola tappa, come l'orgasmo una piccola morte : ce ne saranno infiniti.    

 

 

--- Capitolo Secondo  :  Parte Prima  :  a Scuola, a Casa ( Asilo ).

 

Ostriche.

 

Dal primo piano in controluce - the rosy fingers of sunset - al campo lungo, totale, dalla panchina all'albero centenario : il fiorito G.Klimt ---[ paesaggista oltre che pittore delle Tre Età della Donna : ma i paesaggi di questo Kechiche possono certo ricordare meglio, e 'banalmente', Manet e Renoir, o, con un salto quantico, Segantini ( a parte i monti : quella Luce...! ), mentre gl'interni, al solito, ma che solito, E.Hopper, per esempio durante la scena dell'appuntamento di reincontro dopo 3 anni tra Adèle ed Emma, al locale tappezzato di verde oliva : la sequenza più commovente, struggente ed erotica dell'intera pellicola...  

 

 

...e l'unica, forse, se si esclude quella della cacciata di Adèle da parte di Emma, il cui struggere soverchia l'empatia, senza contare tutto il retropensiero che sta alla base delle azioni in avanscoperta di Emma : la caccia perché Adèle non le basta : Adèle ed Emma (non) si completano, ma sono a loro stesse reciprocamente indispensabili : l'incrostazione residua – ed in parte comunque sempre fresca – di conv-e/i-nzioni sociali impediscono il compiersi del loro destino comune ]--- e il carnale, asciutto E.Schiele ( Emma la sua Adèle l'ha avuta per sempre, ''ritratta in stile'' – che il '900 cos'è se non un Mosaico del Plagio ? ) : citazioni forzate dal contesto, tanto quanto G.W.Pabst ( Die Büchse der Pandora ) e Lykke Li ( I Follow Rivers), per non parlar della musica sudamericana, che mi risulta indigesta assai, ma qui quasi - quasi - mi lascio travolgere ( come ad usar la prima persona singolare o plurale, ma qui ci sta bene ), e de “l'Origine du Monde” di G.Courbet, già canonizzata-incarnata nel “the Dreamers” Bertolucciano.    

 

 

Attraversando anche : l'Antigone di Sofocle ( la legge e il 'buon' senso 'comune', l'autorità e il libero arbitrio, il destino e le convenzioni sociali da una parte, e l'Adolescenza come periodo e rito di passaggio e formazione delle prime scelte, decisioni, prese di posizione e conformazione dell'essere, dell'esistere, dall'altra ) e "les Liaisons Dangereuses" di Choderlos de Laclos, J.-P. Sartre ( l'esistere che precede l'essenza ( l'orgasmo che accompagna l'esistere ) : ancora Contro ogni determinismo, ciò che si Vuole essere, la Responsabilità di ciò che si è e si fa ) e Tiresia, per tornare al mito, come direbbero i Genesis ( Mike Rutheford and Tony Banks & C. ) di "the Cinema Show" ( Selling England by the Pound, 1973 ), dove a Sofocle s'accompagna Thomas Eliot :

 

Once a man, like the sea I raged,

Once a woman, like the earth I gave.

There is in fact more earth than sea.   

 

 

Fino a giungere all'aneddoto : nel Romanzo Grafico di J.Maroh la protagonista si chiamava Clémentine [ a proposito di blu, vedasi il personaggio interpretato da K.Winslet in "Eternal SunShine of the SpotLess Mind" di M.Gondry che dal Verde arriva al Blu passando per l'Arancio, qui Léa-Emma dal blu torna al biondo naturale ] mentre nella pellicola di Kechiche è lo stesso regista a donarle il nome della sua musa, Adèle (Exarchopoulos), e dirimpetto conferire al carattere principale il nome della sua interprete, e a farle dire, sempre coartata dal contesto che la 'induce', che Adèle in arabo significa Giustizia.    

 

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--- Capitolo Secondo  :  Parte Seconda  :  a Scuola, a Casa ( Prima Elementare ).

 

Umori.

 

Come “la Graine et le Mulet” prosegue in corsa, l'uscio non è pronto a concludersi dis-chiudendosi a culla e nido ( oltre al ''ripiego'' sull'eterosessualità s-vista come salvagente, ecco la questione maternità : che non s'im-pone, accadrà, oppure no ).

 

Lacrime di dolore e piacere, rabbia e sconforto. Lubrificante muco secreto e moccio, moccio e ancora moccio. Un fazzoletto, grazie. Hai pianto ? Heehmmh...sssiii... Anche...

 

 

Postilla : sul Film.

 

Qual è il senso, il bisogno e la necessità di “la Vie d'Adèle”, allora ?

Prima di tutto, non è vero che “non esistono domande stupide ma solo risposte stupide”.

Come scrive Jonathan Lethem introducendo “Soccombere a Wendover”, un articolo in origine pubblicato su Rolling Stone nel 2000 e riproposto in “l'Estasi dell'Influenza” nel 2011 (Bompiani, 2013) : “ Il pezzo che segue mi irrita. Facendo scempio di quello che, a mio parere, è lo scopo di un saggio personale [ il film di Kechiche cos'è : un falso mockumentary ? Un trancio di esistenza bigger than life ? Una non non-fiction novel ? ], resta al livello dell'aneddoto, non riesce ad aprire neanche una porta [ cioè non evolve un discorso, non postula un pensiero audace ]. Così come l'autostop, anche il viaggio è un po' sopravvalutato : una destinazione sarebbe più che sufficiente. Eppure il modo di autoritrarmi è sincero, sia pur nel senso involontario di una fotografia che coglie il soggetto nell'atto di acquattarsi e nascondersi dietro il proprio fascino “.

Il punto è che “Soccombere a Wendover” è un gran bel racconto, che descrive un pezzo di mondo per come Funziona.

 

La realtà tal quale, pedinata precedendola, scrivendone il percorso, dettandola in nuce.

Adèle promette e mantiene a se stessa la propria virtù : vivere.

Nessuna sconvolgente novità, solo il coinvolgimento della vita chiamata in causa.

Non sceglie in base al genere sessuale, sceglie in base al piacere, all'amore, a quel che lega le due cose.

E ancora, un'altra volta : porta, cancello, strada.

 

 

Il film più politico del 2013, con lo Stato sullo sfondo e la classe media in primo piano.

La vita, a 2.50 € l'ora.

Imitation of Life.  

 

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