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Dementia

Regia di John Parker vedi scheda film

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La recensione su Dementia

di pazuzu
10 stelle

Nel 1953 uno sconosciuto aspirante regista e produttore di nome John Parker presentò quello che sarebbe rimasto il proprio primo ed ultimo lavoro: Dementia, un'allucinazione in bianco e nero priva di dialoghi ed attraversata per tutto il proprio corso da una colonna sonora incessante e sinistra, con la sola aggiunta di qualche rumore d'ambiente e qualche risata volutamente caricaturizzata. Bloccato a più riprese dalla commissione censura dello stato di New York, il film finì per uscire con due anni di ritardo e in un'edizione alterata già nel titolo (Daughter of Horror), rimaneggiata nel minutaggio e normalizzata nella struttura, ripulita della sequenza più cruenta e corredata da una voce fuori campo (di Ed McMahon) che si proponeva di enfatizzarne la lettura orrorifica ma si rivelava perlopiù didascalica e ridondante. La versione originale, per fortuna, è stata restituita alla luce nel 2000 dalla Kino Video.

Girato a Venice, in California, Dementia è un delirio onirico realistico ed atroce, è una discesa vorticosa nel subconscio di una donna dal passato problematico, un viaggio senza ritorno tra traumi ancora dolorosi e ferite mai rimarginate. La sua notte in una città da incubo si apre (e si chiuderà) in una camera d'albergo, col risveglio ansiogeno dal sogno di un minaccioso mare in burrasca ad indurla ad uscire e vagare per le strade: con un coltello a serramanico nella tasca del cappotto, nella testa i propri demoni e fuori un caos senza controllo, tra nani venditori di giornali e ubriaconi molesti, tra viscidi ricconi in Limousine e poliziotti maneschi dall'aria familiare. Il suo è un percorso accidentato e sconnesso all'interno del proprio vissuto e delle proprie paure, dove il ricordo di una doppia tragedia si fa vivido, pulsante e pressante, durissimo da elaborare e impossibile da dimenticare, in un assedio sensoriale che porta la paranoia ed il senso di colpa a degenerare nel panico.

Scritto, prodotto e diretto da John Parker, ovvero a tutt'oggi un signor nessuno, pare col contributo di Bruno VeSota (una carriera nel sottobosco dei b-movie a stelle e strisce - qui accreditato solamente come attore nella parte del riccone in Limousine), Dementia è un noir tetro, surreale e grottesco, originale ed unico, tanto avanti sui tempi da suggerire atmosfere alla Eraserhead ed anticipare le suggestioni di Repulsion; e si pregia di uno score (di George Antheil) il cui incedere nervoso detta il passo ad un crescendo di stordita angoscia, mantenendosi sospeso ma al tempo stesso corposo e irrequieto, fino a farsi travolgente quando ad irrompere fisicamente in scena è il ritmo jazz di Shorty Rogers & His Giants, per suggellare la simbiotica unione tra musica e immagini ed introdurre come meglio non si potrebbe un epilogo di magmatica intensità. ****½

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