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Lo strangolatore folle

Regia di Robert Day vedi scheda film

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La recensione su Lo strangolatore folle

di alan smithee
6 stelle

IL CINEMA AI TEMPI DELLA QUARANTENA

nella Londra di fine ottocento, un uomo viene impiccato nella pubblica piazza con l'accusa di essere l'assassino seriale colpevole di una serie di efferati omicidi ai danni di cinque donne, torturate ed uccise con un affilato bisturi.

Vent'anni dopo, seguiamo i tentativi di un famoso scrittore non più giovane di nome  James Rankin, volto a ristabilire la verità sul caso, ed impegnato a scagionare l'individuo a suo avviso ingiustamente impiccato, peraltro sempre energicamente autoprofessatosi innocente.

L'indagine ossessiva dello scrupoloso scrittore, marito affettuoso e padre di una ragazza in età da matrimonio, si concentrano su un medico legale che eseguì tutte le perizie sui cadaveri delle sventurate ragazze.

In cerca di prove atte a suffragare la sua sconvolgente tesi, l'uomo arriva a trafugare la salma dell'impiccato, entro la quale trova proprio il bisturi appartenuto al dottore che eseguì le autopsie, trasformando il dettaglio nella principale implicazione di colpevolezza di costui. Succederà l'incredibile, fino a smascherare non solo il reale colpevole, ma arrivando sino a travolgere la personalità dello stesso protagonista, coinvolto suo malgrado in un clamoroso cambiamento di personalità che lo vedrà mettere a repentaglio anche la sua serena armonia familiare, svelando segreti ormai dati per completamente nascosti nelle pieghe di un passato tenuto all'oscuro.

Per la regia di un Robert Day assai prolifico e versatile, attivo da metà anni '50 sino ad inizio '90, Lo strangolatore folle ha come sua chicca straordinaria la performance del grande Boris Karloff, impegnato a definire i tratti completamente opposti di uno scrittore assennato e paladino della verità, così come i lineamenti nervosi e devastati da un ghigno facciale che ne deforma i già travagliati connotati fisici.

Sin narrativamente piuttosto convulso e plateale, il film concitato e dalle ottime atmosfere funeree di Day risulta come un ottimo esempio di film di genere di serie B, condotto con una certa predisposizione per il macabro e un efficace rispetto della suspence. 

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