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The Seasoning House

Regia di Paul Hyett vedi scheda film

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John Nada

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Seasoning House

di John Nada
8 stelle


I tecnici degli effetti speciali occupano un posto strano nel mondo del cinema. Spesso ignorato dai più nell'ambito del cinema mainstream (soprattutto in questi anni di esagerata CGI),i migliori di loro sono idolatrati come eroi dall'horror (e della sci-fi) dalla vastissima comunità degli appassionati. Testimone di questo, per esempio, Gregory Nicotero che è stato (giustamente) onorato al Frightfest nel corso della stessa edizione in cui è stato presentato "The Seasoning House". E come quasi tutti gli altri coinvolti nel mondo del cinema, gli artisti degli effetti spesso nascondono più o meno esibitamente una voglia di dirigere dei propri film. Forse questo non sorprende, chi conosce la storia degli effetti speciali nella quale i suoi nomi migliori si sono spesso spostati nella postazione del regista, in particolare il primo è più irregolare di essi è stato anche uno dei più grandi in assoluto, e del quale ho parlato diffusamente negli ultimi mesi:Douglas Trumbull (che diresse negli anni '70 l'eccellente dramma ecologista sci-fi "Silent Running"[2002: L'ultima odissea][1972]); a parte lui, abbiamo numerosi altri forse meno irregolari, come l'esordio di Tom Savini con il riuscito  rifacimento di "Night Of The Living Dead" (1990), per arrivare giù in basso persino a Sergio Stivaletti e alla sua incompiuta rifinitura finale del progetto di "M.D.C. -La Maschera di cera" originariamente destinato a Lucio Fulci (1997). Così, quando inizialmente ho letto che "The Seasoning House" sarebbe stato l'esordio alla regia del noto capo effettista britannico Paul Hyett - molti mesi fa prima della presentazione del film ho pensato, forse non a torto, che questo poteva non essere stato un progetto il quale avrebbe trovato entusiasta qualunque esordiente.
L'altra ipotesi che potevo formulare allora era che questo sarebbe stato un film volutamente molto sordido e d'impianto sicuramente exploitation - ancora una volta, non un'aspettativa irragionevole, in quanto tale argomento nelle mani di un regista alla prima prova e fino ad ora abituato a lavorare con lattice e secchi  di sangue finto avrebbe potuto far finire le premesse del film nel sempre più vasto Regno dell'insapore, non che ci sia qualcosa che non va  di per sé nella mancanza di mordente, ma quando si tratta di situazioni prese da accadimenti bene o male realmente avvenuti, come quelli ritratti nel film e vivaddio senza troppo tatto e moderazione, il rischio di andare lunghi e assolutamente senza alcuna scossa, o di uscire letteralemente di strada alla prima curva, c'è. In questo caso sono molto felice di poter segnalare che le mie ipotesi si sono mostrate quasi totalmente errate. "The Seasoning House" è sì un film veramente duro e disperato tratto da uno spunto di racconto che per alcuni sarà percepito come triste, almeno in parte, ma è anche qualcosa di veramente sorprendente e sicuramente un po' speciale.
  L'anno è il 1996, ma invece della seconda ondata della Swinging London o dell'esplosione del Britpop, siamo immersi in mezzo al conflitto balcanico, in un paese senza nome che potrebbe essere uno qualunque di quelli che vennero coinvolti nella guerra fratricida."The Seasoning House" del titolo si riferisce ad un luogo in cui vengono prese le ragazze rapite e costrette a prostituirsi ed essere brutalizzate dai militari, ed è in questo posto dove incontriamo Angel, una sordomuta giovane ragazza (interpretata da Rosie Day) la quale è stata rapita dopo che la sua famiglia è stata brutalmente massacrata, e che ha il compito di ''curare'' le altre ragazze - vale a dire tenendole drogate con l'eroina e nascondendo i continui lividi e i tagli provocati dai loro violentissimi "clienti". Mentre i "custodi" maschi della casa sono addormentati Angel usa la sua piccola dimensione per scivolare letteralmente attraverso le bocchette di ventilazione e le pareti del fatiscente e quasi ansimante legno del maniero, per far visita alle ragazze. Una ragazza in particolare, è in grado di comunicare con Angel attraverso il linguaggio dei segni facendo sì che si stabilisca fra le due un legame, ma qualunque sia la felicità che potrebbero aver trovato insieme nella loro desolante situazione si infrange contro l'arrivo dello spietato soldato Goran (un buon ruolo per un ritornante, addirittura eccellente Sean Pertwee), e i suoi uomini ...
Ho detto prima che non mi aspettavo molto da "The Seasoning House", il quale venne mostrato la prima volta proprio al Frightfest, potendo forse essere un primo indizio che le mie supposizioni stavano per essere messe in discussione, e di quanto mi fossi sbagliato. Non si tratta di un vero torture porn, né è un vero e proprio dramma sugli orrori della guerra, anche se non delude chiunque sia un fan dell'estremo e della massima rappresentazione di violenza e squallore, al cinema. Invece, è un film che riesce a bilanciare in maniera impressionante orrori reali (Hyett parla nel Blu-ray a riguardo del livello di ricerca che ha fatto e di come quasi tutti gli eventi rappresentati abbiano il loro fondamento nella documentazione fattuale) e un'atmosfera onirica di tanto in tanto un po' simile a una favola, pur se non quanto vi abbiano voluto appiccicare non pochi recensori. Infatti il film funziona a meraviglia per la sua grinta e un'impostazione veramente malvagia - la fatiscente, umida casa di legno a tre piani immersa in un bosco (che potrebbe essere stata strappata direttamente da una fiaba dei fratelli Grimm), con le ragazze come bambine innocenti tenute prigionieri dai soldati, i quali potrebbero anche essere troll o orchi per tutta la loro disumanità. In realtà l'uomo più umanizzato nel film è il proprietario del bordello Viktor interpretato da un altrettanto eccellente, intenso Kevin Howarth, il quale tanto per dirne una si presenta tagliando la gola di una ragazza come lezione di comportamento per le nuove arrivate.
L'editing e l'utilizzo della macchina da presa sono di prim'ordine, i quali non sono propriamente qualcosa di nuovo, ma che forse uno non si può sempre aspettare nel quadro di una produzione dal budget abbastanza basso- Adam Etherington (Direttore della fotografia, che sembra per lo più fare cortometraggi) e Agnieszka Liggett (montatrice, che lavora anche come attrice almeno risultante dalla mia ricerca su IMDB) si meritano entrambi una pacca sulla spalla, un pacchetto di patatine e un panino se si dovesse mai avere ad incontrarli nella vita. Ma ciò che rende davvero distintasi l'atmosfera del film è il sound design, deliberatamente "spento" in vari momenti e ambienti del film a fare da eco alla disabilità del personaggio principale, e che davvero funziona per evidenziare l'atmosfera onirica del film, in particolare nella prima parte. Anche la recitazione, soprattutto Rosie Day nel ruolo della protagonista - è il suo primo vero lungometraggio - è uniformemente credibile.
Se il mio entusiasmo sugli elementi forse, più fiabeschi della storia sta portando fuori strada chi abbia interessi in qualcosa di più viscerale, allora non tema, in quanto tali elementi sono presenti a mazzi anche qui. I continui abusi, le violenze, i pestaggi a sangue, gli stupri delle ragazze fino a rompergli il bacino e farle sanguinare, morire per emorragia dalla vagina, -anche se detto così non pare- non è girato in maniera prettamente con intenti d'exploitation, ma è potente e doloroso senza mai essere ricattatorio e retorico, e quando la vendetta finalmente ha inizio facendo scorrere il sangue a fiumi - la lotta tra Angel e il bestiale Ivan pur se assai improbabile nello svolgimento è restituita  incredibilmente raccapricciante e tesa, e per esempio, in un doc. contenuto nel Blu-ray sulla presentazione al Frightfest, si vede che gli spettatori vi assistono alternativamente ansimando, e ridendo sì, ma risate nervose, mentre infine, non volendo spoilerare nulla, il film semplicemente non lascia che una certa tensione si smorzi, fino al suo termine.
Per molti versi "The Seasoning House" mi ha ricordato la recente ondata del nuovo horror francese: viscerale e sfrenato, ma con un'intelligenza feroce al lavoro dietro la macchina da presa. Circa un paio d'anni fa ho rivisto ad esempio il famoso "Martyrs" in Blu-ray e, sebbene "The Seasoning House", manchi forse un poco del sottotesto filosofico del film di Pascal Laugìer, si distingue sicuramente come un suo pari in termini di maestria tecnica.
Il pubblico del Frightfest si vede chiaramente che alla fine della proiezione è rimasto affascinato ed entusiasta, come pure molti recensori britannici di carta stamapata e internet- ad eccezione di un anziano signore che, durante una sessione Q & A alla fine ha chiesto se il suo intervento sarebbe stato tagliato in quanto aveva trovato il film assolutamente incredibile (e in parte certamente lo è), che è stato poi sonoramente fischiato per la sua battuta da parte del resto del pubblico. Anche durante l'intervista Hyett dichiara la sua intenzione di realizzare una ''trilogia di guerra'' del quale "The Seasoning House" doveva essere la seconda parte, ma non essendo riuscito a ottenere il sostegno economico per la realizzazione della più coctosa prima, è stato girato al suo posto. Se il successo artistico di questo film è qualcosa su cui credo, esso forse sarà presto in grado anche commercialmente (il Blu-ray e dvd in Europa è appena uscito o sta uscendo in questa fine dell'anno) di far guadagnare un budget più alto al prossimo capitolo, da far vedere con una certa trepidazione il nome di Hyett (e quello di Rosie Day) legati al primo e originario, nuovo film della suddetta trilogia.

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