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Mea Maxima Culpa - Silenzio nella casa di Dio

Regia di Alex Gibney vedi scheda film

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La recensione su Mea Maxima Culpa - Silenzio nella casa di Dio

di FilmTv Rivista
8 stelle

«Milwaukee, Wisconsin, 1972: per la prima volta negli Stati Uniti le vittime accusano pubblicamente un prete di abusi sessuali su ragazzi; come conseguenza, il caso ha fatto puntare i riflettori di tutto il mondo sul Vaticano...». È l’incipit di questo documentario dalle istanze doverose e, naturalmente, dolorose. L’autore, giustamente, non ba- da all’autorevolezza delle persone coinvolte. Come quando riporta in primo piano lasciando sullo sfondo la Cupola di San Pietro, la lettera furiosa - indirizzata al Cardinale Angelo Sodano - di un ex bambino non udente che denuncia un prete cattolico, Lawrence Murphy, chiedendo l’intervento di Giovanni Paolo II e la scomunica del pervicace peccatore. «Sono sicuro» continua l’ex ragazzino oggi adulto ferito impossibilitato a dimenticare «che il Papa sa che ci sono molti preti, in America, che hanno molestato e molestano bambini udenti e bambini non udenti. Io ero, sono, uno di loro». Le puntuali testimonianze fanno da contraltare alle dolenti confessioni delle vittime. In un raccapricciante diario di perversioni e maltrattamenti, omertà e silenzi nella casa di Dio (come recita a proposito il sottotitolo). Le ricerche indicano che non più del 50% dei preti cattolici nordamericani praticano il celibato e il problema, in sostanza, è quasi tutto racchiuso in quest’assurdo veto. Alex Gibney, l’ideatore del documentario, è uno che ama vederci chiaro. Non a caso ora sta lavorando a Lance Armstrong: The Road Back.

 

Recensione pubblicata su FilmTV numero 13 del 2013

Autore: Aldo Fittante

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