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Frances Ha

Regia di Noah Baumbach vedi scheda film

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La recensione su Frances Ha

di EightAndHalf
7 stelle

Piccoli sogni da grande metropoli. Si faccia un confronto fra la Greta Gerwig di Frances Ha e la Greta Gerwig di The Humbling, e a quel punto saranno evidenti le grandissime doti interpretative di questa caratterista, in grado, nel film di Noah Baumbach, di creare un personaggio privo di qualsivoglia stereotipo e capace di destare un'empatia davvero imprevista.

Perché Frances Ha è quello che si chiede da un pezzo alle commedie americane: una (non)storia senza ricatti emotivi, senza eccessivi sentimenti, senza comicità grossolana. E questo lo si chiede da un pezzo anche alle commedie americane cosiddette indipendenti (Alexander Payne e simili, che ne fanno una giusta e una sbagliata), perché Frances Ha è l'ironico e scombinato racconto di una ragazza altrettanto ironica e scombinata, Frances (proprio la Gerwig), ballerina sgraziata e sognatrice che aspirerebbe a una vita quantomeno soddisfacente, se non felice e appagante. Non riesce infatti a trovarsi un ragazzo, rischia di perdere una migliore amica che decide di sposarsi e trasferirsi all'estero, perde il lavoro, e si ritrova al verde per le strade di una New York metropolitana che non ci crede più nessuno che "realizzi i sogni". Eppure Frances, che mai si fa prendere dalla disperazione (trasmettendone invece un pochino a noi spettatori che in attesa speriamo in una qualche risoluzione che tarderà sempre ad arrivare), continua a provare, senza grandi programmi, spostandosi da una casa all'altra (il film si potrebbe dire diviso in capitoli, e ogni capitolo porta il nome di un indirizzo), arrivando a partire quasi a caso per Parigi per un weekend, sempre con una spigliatezza e una decisione che contraddicono la continua conclusione fallimentare dei suoi tentativi. Se ne sente, oltretutto, dire di tutti i colori: l'amico Benji, che le continua a dare della "infrequentabile" e biasima la sua camminata mascolina, sebbene abbia lui stesso un debole per lei; la datrice di lavoro, che le fa capire implicitamente che la compagnia di ballo non è il posto più adatto per lei; l'amica Rachel, che continua a darle della vecchia di 27 anni portati malissimo. Di fronte a tante osservazioni, da parte degli altri, lei non si negherà mai un sorriso, uno sguardo rassegnato, non si scoraggerà, e arriverà ad esaudire almeno un pezzettino del suo sogno, anche a costo di pieghettare il cartellino con su scritto il suo nome per farlo entrare nella cassetta delle lettere.

 

Greta Gerwig

Frances Ha (2012): Greta Gerwig

 

Noah Baumbach imprime nel suo breve lungometraggio brio e sottile malinconia, non negando mai allo spettatore la risata (non così frequente, com'è giusto che sia), ma richiamandolo sempre alla vera condizione di Frances, giovane privata di speranze dalle sfortune della vita, decisa a non crescere mai e a rimanere succube di un'ingenuità che la rende veramente speciale e unica, nel panorama dei protagonisti dei film nella storia del Cinema. E' sul suo personaggio che il film è incentrato, e il suo personaggio porta con sé l'intera baracca: una donna che, impulsiva e piena di desideri, sa prendere puntualmente la decisione sbagliata, e sa spiazzare chiunque la circondi con la sua discreta imbranataggine. Allo stesso tempo, però, è l'intero mondo intorno a Frances ad andare a rotoli, e a nascondere la propria insensibilità e freddezza con sovrastrutture illusorie come matrimoni o fortune lavorative: se non si tratta di un uomo o di una donna a lei vicino/a, il personaggio che incontriamo lo avvertiamo come finto, ipocrita e sottilmente antipatico (la cena con i due sposi appena tornati da Parigi); se invece si tratta di un coprotagonista (la migliore amica Sophie, Benji, lo stesso scultore Lev, campato dai genitori ricchi, o anche il primo fidanzato Dan, che finirà single con due gatti spelacchiati in casa) ci accorgiamo di come anch'essi cerchino di celare le proprie personalissime infelicità e insoddisfazioni, andandosi spesso a consolare dalla stessa Frances, che di problemi ne ha il doppio. E' proprio dalla bocca di uno di loro, Benji, che esce la frase rivolta a Frances "non dirti povera, è un insulto per chi è veramente povero", una frase abbastanza straniante, se pensiamo che tutti (da Sophie alla ragazzina incontrata per caso nel collegio) finiscono per trovare conforto in lei piangenti, lei che è una colonna poco salda e inaffidabile ma divertente e certamente sempre presente. E se non piangono, questi stessi personaggi la usano e la imbrogliano, illudendola inutilmente. Ma Frances è talmente orgogliosa dell'immagine che di sé appare agli altri (e a se stessa: si guarda spesso allo specchio) che anche lei cercherà di ricoprire la sua vita di bugie, mantenendo però una coerenza infantile e fatalmente salvifica, in grado di salvarla all'ultimo minuto, quando sembra che tutti le voltino le spalle o non possono aiutarla. 

 

Greta Gerwig

Frances Ha (2012): Greta Gerwig

 

Dal canto suo Baumbach è certo degno di ammirazione: trasforma una storia che a raccontarla sembrerebbe banale in un ritratto al femminile privo di qualsiasi linearità narrativa che non sia la cronologia di vita di una donna estremamente speciale ma piccola, sgraziata, fuori da qualsiasi canone, e utilizza uno stile che non aveva mostrato sicuramente nello Stravagante mondo di Greenberg e che rende Frances Ha quasi un ritorno a certo cinema degli anni '90, se vogliamo, dal Go Fish di Rose Troche in poi, un cinema che cerca l'originalità e il brio a partire dal nulla, dalle premesse più scontate e dalle prese di posizioni più rischiose, con un montaggio ricco di ironiche e imprevedibili ellissi, e un bianco e nero che non appiattisce ma paradossalmente esalta gli eventi narrati. Un film che riesce, dopo molto cinema inutile di oggi, a presentarci un personaggio vero, vivo,  a cui batte il cuore davanti ai nostri occhi, e che tanto saremmo felici di vederlo sistemato che non potremmo mai arrivare a criticare una scelta narrativa anche parzialmente ottimista nei riguardi del suo destino. Spiritoso, a volte con dialoghi inverosimili e alla disperata ricerca di originalità, ma straordinariamente sincero.

 

Adam Driver, Greta Gerwig

Frances Ha (2012): Adam Driver, Greta Gerwig

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