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La città ideale

Regia di Luigi Lo Cascio vedi scheda film

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La recensione su La città ideale

di bufera
6 stelle

locandina

La città ideale (2012): locandina

Con un curriculum di attore, prima teatrale e poi cinematografico, anche se le prestazioni non si escludono a vicenda, era da aspettarsi che Luigi Lo Cascio prima o poi approdasse anche alla regia cinematografica, il che è avvenuto recentemente con LA CITTA’ IDEALE. Lo Cascio è un bravo da primo della classe, diplomatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico, e scelto dai maggiori registi di teatro ( Patroni Griffi, Tiezzi, De Capitani, Quartucci, Cecchi, Ronconi ) e di cinema, a partire dal 2000 ( M.T. Giordana, G. Piccioni, M.Bellocchio, C.Comencini, P.Avati, G.Tornatore, M.Martone) meritando premi sia per il teatro che per il cinema  quali il David di Donatello, per i Cento Passi,  il Nastro d’Argento 2004, per la Meglio Gioventù, la Coppa Volpi, per Luce dei miei occhi. Ambizione, determinazione e talento non gli sono certo mancati in questa prima prova di regia, dove è anche sceneggiatore (con Massimo Gaudioso) e interprete principale

La città ideale è Siena per l’architetto palermitano Michele Grassadia, che ci vive da vent’anni realizzando il suo ideale di vita, teso al meticoloso rispetto dell’ambiente, al risparmio dell’energia, la riduzione degli sprechi, la restrizione dei bisogni consumistici, fra cui il rifiuto dell’automobile, fino a giungere ad un’ autarchia quasi paranoica  Farsi la doccia con l’acqua piovana, usare il minimo di luce elettrica e inventare apparecchiature di tipo tecnologico, ma fatte su basi fisiche, che le fanno sembrare sculture, rappresentano le ultime vittorie di Michele, quarantenne single, felice del suo jogging quotidiano e della sua coerenza e incurante delle prese in giro di amici e conoscenti e di una sorta di emarginazione che si è creato con il suo rigore. Creatura di indole buona, idealista nella sua completa accezione e generoso, nella vita pratica che include i rapporti con gli altri, egli presenta serie lacune, non volendo conoscere i compromessi per sopravvivere e, caparbio com’è, vuole seguire a tutti i costi le sue idee e i suoi principi. Quando incappa in una strana vicenda, quasi incredibile a raccontarla, la sua inflessibilità non gli risparmia nulla e potrebbe far crollare le basi della sua vita e la sua stessa identità.  Da cittadino coscienzioso che senza malizia vede un corpo accasciato lungo la strada e ritorna indietro per soccorrerlo, proprio dopo aver urtato sotto un forte  acquazzone, alla guida di un’auto ibrida prestatagli,un’altra auto ferma e quasi contemporaneamente aver sentito un tonfo e visto un’ombra poi sparita, diventa prima un sospettato e poi un indagato per l' omicidio colposo dell' uomo più importante della città, deceduto nel frattempo durante  il ricovero. Gli interrogatori pressanti e fuorvianti, la palese incredibilità della sua versione, che è la verità per la quale egli si batte , non lo piegano all’uso della verità voluta dalle istituzioni perché più credibile, e dovrà tornare in Sicilia su preghiera della madre per affrontare in modo diverso la faccenda, sempre se lo vorrà, visto che non risponde all’avvocato siciliano di famiglia che gli chiede se “lo rifarebbe “ potendo tornare indietro.

Grottesco,visionario, onirico e a tratti thriller il cinema di Lo Cascio, non è classico, nè bacchettone anzi tenta vie nuove nella rappresentazione dei fatti e degli stati d’animo. Suggestive le immagini della città, specie di sera con lui che la contempla, ripreso di spalle in medio campo, buona la fotografia e il montaggio. Il protagonista è covincente nel suo addolorato stupore, qualche comprimario di fama sfugge al suo controllo registico con recitazioni più teatrali e di maniera ( Alfonso Santagata e Luigi Maria Burruano, suo zio nella vita), sincera e misurata Aida Burruano, che è sua madre anche nella. Bel ritorno di Massimo Foschi, suo maestro all’accademia, e insuperabile come sempre in un cammeo Roberto Herlitzka, guardiano di cavalli che, se volesse, lo potrebbe aiutare con una testimonianza tanto autentica quanto poco credibile. Per essere un esordio, anche se con qualche oscillazione nella ricerca della cifra da dare al film e alcune ellissi narrative troppo in contrasto con la minuziosità di altre parti, l'opera  mostra un Luigi Lo Cascio che promette di rimanere uno dei primi della classe anche dietro la mdp.

 

Luigi Lo Cascio

La città ideale (2012): Luigi Lo Cascio

Luigi Lo Cascio

La città ideale (2012): Luigi Lo Cascio

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