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Regia di Giuseppe Tornatore vedi scheda film

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bufera

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La recensione su La migliore offerta

di bufera
6 stelle

Ammetto che non sono riuscita ad elaborare, per un po', la sgradevole sensazione che mi aveva accompagnato per buona parte del film e che non trovava soluzione in tutte le recensioni e scritti che riguardavano LA MIGLIORE OFFERTA, poiché trovavo solo elogi  ed entusiasmo sul grande autore Giuseppe Tornatore e la sua opera appena uscita. Finalmente ho trovato chi come me era rimasto deluso se non arrabbiato, e anche se nessuno mi obbliga a scrivere mi sento in buona compagnia nel dire che il film, non mi ha convinto, non mi ha affascinato, né mi ha catturato in quell’estenuante corsa dietro ad un finale che non arriva mai, per il quale è stato sprecato tanto bel materiale. Mi  piace l’arte figurativa, specialmente i ritratti, ammiro i competenti di qualche cosa (qui l‘autenticità delle opere d’arte), mi affascinano gli interni di ville e  palazzi antichi, amo le città mitteleuropee più o meno dichiarate, però qui, ironia della sorte, l’Autore stesso si è scritta una sceneggiatura cosi’ falsa, complicata da troppe ipotetiche trappole, messe, con un lavoro un po’tracotante, in modo da far arrivare man mano, sempre più fievolmente a quale potrebbe essere dietro i fatti, che la suspence dei grandi thriller non riesce a nascere e almeno a sopravvivere e le belle immagini sbiadiscono.Quanto alla ottima prova attoriale di Geoffrey Rush, avviluppato in molteplici inganni tra cui quello di una passione tardiva e impensabile, tanto si è dovuto agitare, correre, sudare a dismisura, subire botte, shock e tonnellate di menzogne, che, per quanto dedicato encomiabilmente  al ruolo affidatogli, ciò contribuisce a togliergli qualunque credibilità e a non fare nemmeno pena. Il tutto viene  accompagnato dall’invadente commento musicale di un altro grande, Ennio Morricone, che non  controllato dal regista, va talora su temi suoi che non sempre aderiscono all’atmosfera del film tanto meno al mistero,al thriller o alla beffa crudele. E sì che durante la storia, popolata di tante figure apparentemente secondarie, si parla e si filosofeggia così tanto sui grandi temi della vita, che ho trovato una vena di crudeltà nella combinazione delle due versioni della storia che Tornatore ha avuto in gestazione per anni e solo di recente ha avuto l’intuizione di farlo, per sua stessa dichiarazione. Nel film ci sono tanti di quegli spunti, occasioni e bellezze in gran parte sprecate, da fare male a chi va vederlo con rispetto e amore. La recitazione degli altri attori giovani e non, da Jim Sturgess a Donald Sutherland  è  mediocre ma confacente alla falsità dei loro personaggi. 

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