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Regia di Giuseppe Tornatore vedi scheda film

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La recensione su La migliore offerta

di GIANNISV66
9 stelle

In una non meglio precisata città della Mitteleuropa (che, seguendo l’indicazione di una targa automobilistica che appare brevemente in una scena , potrebbe essere Vienna, ma forse è un località della Svizzera, visti anche i numerosi riferimenti al mondo dei meccanismi e degli orologi) Virgil Oldman  svolge con rigore e metodo la sua attività di antiquario e battitore d’asta, nonché di esperto di opere d’arte cui rilascia certificazioni di autenticità.

Virgil è una vera autorità nel suo campo, stimato e temuto per la sua competenza, ma il rigore che lo contraddistingue nella sua attività professionale si riflette nella sua privata sotto forma di una rigidità e di una freddezza che lo rendono alieno ai rapporti umani e lo portano a rinchiudersi in una stanza della sua casa, dove custodisce una vasta collezione di ritratti femminili di grande valore.

L’incontro con una cliente afflitta da una tremenda forma di agorafobia, al punto da rifiutarsi a qualunque contatto umano, lo porteranno ad invischiarsi in una ragnatela di sentimenti ed emozioni fino a perdersi nel territorio, per lui totalmente sconosciuto, dell’amore.

Giuseppe Tornatore  abbandona i percorsi soliti del mondo siciliano (quello delle sue origini) e si riaccosta a temi e situazioni che avevano già caratterizzato una sua produzione di quasi vent’anni fa, Una pura formalità.

Allora il personaggio interpretato da Gerard Depardieu (uno scrittore di successo) si trovava in balia di una situazione kafkiana ai limiti del surreale fino alla rivelazione finale, qui l’antiquario interpretato dall’ottimo Geoffrey Rush sembra invece assoluto padrone del suo destino tanto è sicuro e quasi compiaciuto nel modo in cui svolge la sua professione, ma la sua indiscussa abilità nel distinguere il vero dal falso nel mondo dell’arte non necessariamente corrisponde ad altrettante certezze nel saper valutare il mondo reale e i rapporti interpersonali.

Volendo cercare nel film in una chiave lettura univoca, si può affermare che è imperniato proprio sul gioco di ruoli e sovrapposizioni tra ciò che è vero e ciò che è falso, conducendo lo spettatore in un tragitto spericolato che alterna atmosfere quasi gotiche (l’inquietante villa in cui la fanciulla si è autoreclusa) a dialoghi romantici (il rude e anziano antiquario che apre il suo cuore per salvare la stessa dalla prigionia cui la costringe una psiche fragile) fino a sconfinare nel thriller più autentico in un finale che è un vero e proprio ribaltamento dei ruoli e delle situazioni che invece parevano essersi consolidate in un percorso tutto sommato prevedibile e piuttosto scontato.

Un delicato gioco di ingranaggi quello messo in piedi dal regista siciliano, delicato e complesso come i meccanismi che muovono l’automa (un reperto del XVIII secolo i cui pezzi appaiono sparpagliati nei sotterranei della villa da una mano misteriosa, quasi in un gioco di caccia al tesoro) che Virgil cerca di ricreare, aiutato da Robert, giovane e abile esperto di macchinari di ogni genere, che per l’occasione diventerà anche confidente e consigliere dell’anziano antiquario nel suo percorso di attrazione verso la misteriosa cliente.

In conclusione un ottimo film, curatissimo fino nei minimi dettagli,  che vede a fianco dello straordinario Rush  eccellenti comprimari come Jim Sturgess (nei panni di Robert) Silvia Hoecks (Claire, la bella principessa imprigionata nella magione familiare dai draghi della sua psiche) e, soprattutto, Donald Sutherland, in un ruolo apparentemente secondario ma che nell’imprevedibile finale apparirà in tutta la sua reale importanza.

Nota di merito finale alla bellissima Liya Kebede nel ruolo di Sarah, la fidanzata di Robert; non passerà alla storia per le capacità recitative ma si nota eccome.

La trama

Claire (Silvia Hoecks) "In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico!"

 

Billy (Donald Sutherland) "I sentimenti umani sono come le opere, si possono simulare."

 

Virgil (Geoffrey Rush) e un suo assistente: “com’è vivere con una donna?”

"E’ come partecipare ad un'asta. Non sai mai se la tua è l'offerta migliore"

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