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Taken - La vendetta

Regia di Olivier Megaton vedi scheda film

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La recensione su Taken - La vendetta

di lorenzodg
6 stelle

Senza dirsi nulla di serio ed evitando clamori intellettualistici, sciorinando due parole parimenti (in)utili da introduzione (come si conviene prima di entrare) e chiosando la maschera con un buonasera (gentile) ci si siede in poltrona mentre un po’ di posti dipingono la loro presenza. Così (non per caso) senza chiedersi il perché si vede un film di media (forse bassa) levatura per un giusto tempo e una tensione ordinaria per rilassarsi senza battere le ali (di sciccherie talentuose o celluloide di classe).
    Film di produzione francese (con Luc Besson tra i produttori e sceneggiatori) del regista parigino Olivier Megaton (pseudonimo di Olivier Fontana).
    Dopo il primo episodio (“Taken” del 2008, in Italia ‘Io vi troverò’) l’ex agente della CIA Bryan Mills si trova nuovamente nei guai: per meglio dire è costretto dagli eventi a darsi da fare per salvare se stesso e sua moglie dalle ‘grinfie’ di un tenace padre (Murad) a cui Mills aveva fatto fuori il figlio per salvare sua figlia Kim. E la figlia entra in gioco con grande piglio e riesce a …
    Una pellicola spassosa (termine generico) che va via veloce senza fronzoli e battibecchi particolari con uno score musicale (ritmato e intenso) che segue da par suo il fronte salvataggio mentre Mills ha sempre il telefonino di riserva per dare indicazioni, traiettorie, tempi e lancio granate. E le vacanze a Istanbul hanno pur sempre una valigetta di scorta (e d’ordinanza) che all’uopo si apre (con giusto combinazione) per una riserva di cartine e armi ‘compiacenti’.
   Con un discreto ritmo il film si snoda tra stradine, cunicoli, stanze, tetti, taxi e inseguimenti della città turca che viene ripresa con giusto colore e armonica visualità; in tali frangenti il rischio ‘turistico’ è dietro l’angolo e l’aggrumato mondo ‘bondiano’ ritaglia il gusto di un film di scorta (o di seconda mano) che disegna (calcando) stereotipi già (ultra)conosciuti senza clamori di sorta e aggiunte che già abbiamo assorbito per chi ha visto e stravisto eroi e contro eroi in pellicole da caccia, inseguimenti e ostaggi vari spalmati in blockbuster di varia generazione e rifacimenti sequel o pre-sequel. Ultimamente si legge dell’ennesimo ‘007-Bond’ (prossimamente in uscita) e della storia che alla fine si ripete in ogni dove e in ogni incontro: ma non è forse la vaglia di ritornare indietro guardando il (presunto) nuovo con personaggi diversificati e con battute orientate in modo (quasi) diverso…. E sì, certe pellicole (posteriori) non dicono assolutamente nulla ma vuoi mettere il gusto (da adulto rincitrullito in un sogno da bambino) gustarsi un film ‘free-free’ senza pensare e passare qualche decina di minuti in assoluta lontana paranoia…!?
    “Taken2” non promette molto (per chi ha visto il primo episodio) anzi meno di altri di genere ma basta prendersi poco sul serio per sorbirsi una bevanda semi-fredda e forse un caffè dopo.. per passare tempo di semi-cultura cine e guardare Liam Neeson (l’agente improbabile e l’ex anti-vendicatore.. per movenze e gesti) con un occhio di quasi-compiacenza senza né troppo bastonarlo (criticamente) e senza neanche esaltare duelli fisici (statuari e con rallenty-stop per colpa di altri –vedi regista- nel voler sempre e comunque confrontarsi con ‘fumetti’ vari) non sempre consoni a tutti. E con inventario poco umano (e sceneggiatura intervallata da ‘dimenticanze’ camei…) il nostro salta da una situazione ad un’altra e scopre che Kim guida come un’ossessa (prima di prendere la patente…: inizio ed epilogo film per la bella figliola in prova e in esame guida con un fidanzato… da bere con la famiglia riunita) tra le strade e viuzze di Instanbul! ‘Più veloce’, ‘Non posso’, “Dai’…e il treno (classico) non rompe la fuga mentre l’auto che insegue fa il botto con scoppi e fiamme. Anche perché per salvarsi si fa di tutto. “Sai sparare?”, “No”, “E allora guida”… non ci sono molte alternative. La famiglia salva se stessa sempre e comunque! Facendo fuori i nemici (uno alla volta senza sconto alcuno).
    Liam Neeson è un attore che non si è mai tirato indietro per pellicole di ‘genere’ vario e di ‘facile’ consumo: penso agli ultimi “Battleship”, “A-Team” e “Wrath of the Titans” (come atri prodotti da guardare in pausa) ma ha girato molti temi (e registi) per poter relegare le sue ‘sortite’ (commerciali) a semplici giochi e invereconde pellicole inguardabili. Per carità nulla si dice di questi..al di là dell’uso immediato ma pur sempre da tener conto nella filmografia di un attore (di un certo livello). La credibilità di certe operazioni finisce dove inizia con un frasario scontato e di sana retorica. Nulla di più e nulla di meno. L’attore irlandese (per mio conto personale) vale una vista (non distratta). Cosa manca ad un film del genere per non essere ‘appesantito’? Un po’ di sana ironia (ma qui il discorso va oltre a questa pellicola).
    Voto: 5/6 (senza pensare alle stelline).


               

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